Cosa voglio? Una domanda dolorosa

· 16 Dicembre 2018

Prima o poi, capita a tutti di passare un momento difficile. La fine di un rapporto, la perdita del lavoro dopo molti anni, una malattia imprevista che ci limita e ci blocca… tutto questo ci obbliga a rispondere a una domanda dolorosa e a riconsiderare alcuni aspetti della vita che davamo per scontati: cosa voglio davvero?

Questa domanda non è di immediata risposta, anzi potrebbe sorprenderci e metterci in crisi. Quante volte, infatti, ci chiediamo cosa desideriamo veramente? Forse poche. Spesso ci facciamo trasportare dalla vita, inseriamo il pilota automatico e non ci soffermiamo ad analizzare se il modo in cui stiamo vivendo sia quello che desideriamo.

Non lo facciamo finché non accade qualcosa che ci obbliga a pensare, a chiederci “Cosa voglio?”. È come se venissimo strappati con violenza dalla nostra zona di comfort, comoda e quieta. Alcuni di noi sfruttano l’occasione e cominciano a godersi la vita come non avevano mai fatto prima. Altri, invece, restano bloccati a lungo nella stessa situazione senza avanzare o retrocedere, e così si consumano.
Uomo guarda una scala che scende da una nuvola

Cosa voglio? Una domanda dolorosa, ma decisiva

Forse vi starete chiedendo perché la domanda “cosa voglio davvero?” sia così difficile e dolorosa. Perché è decisiva. In qualche modo ci richiede un cambiamento e come ben sappiamo, i cambiamenti non ci entusiasmano.

Cambiare non è necessariamente negativo, forse sono negative le circostanze che talvolta ci obbligano a farlo. La nostra visione, tuttavia, è offuscata da una negatività assoluta che ci impedisce di vedere il lato positivo della situazione.

Vogliamo portarvi l’esempio di una ragazza che a seguito di un incidente stradale ha perso la gamba. Si chiama Paola Antonini. È una modella brasiliana, ha un suo canale YouTube ed è una fonte di ispirazione per molte persone, che abbiano subito un’amputazione o no.

Paola Antonini: una storia di superamento

Se ascoltiamo la storia di questa giovane donna, scopriremo che subito dopo l’incidente, aspettando per quasi un’ora l’ambulanza, pienamente cosciente di quello che era accaduto e soffrendo un dolore insopportabile, l’unica cosa che desiderava era restare in vita.

La riabilitazione fu durissima. La protesi faceva male, ma almeno le permetteva di camminare. Dopo l’intervento, Paola si è posta questa domanda “cosa voglio?”. La risposta l’ha trovata: oggi viaggia molto, ha un sorriso meraviglioso e parole di incoraggiamento che rivolge a tutti, ma soprattutto a se stessa. Perché per lei, l’incidente non è stata una disgrazia, ma un’opportunità per reindirizzare la sua vita e viverla in modo molto più intenso.

Una rottura amorosa, un incidente, un problema, un licenziamento possono riportare la nostra attenzione al giusto valore della vita.

Lasciare il passo al cambiamento è doloroso

Arrivati a questo punto, cominciamo a pensare che quel “cosa voglio?” non sia una domanda così dolorosa, ma che lo è il cambiamento, la necessità di andare avanti quando qualcosa ha sconvolto la nostra vita. Molti cambiamenti, tuttavia, sono positivi e ci obbligano a liberarci dei modelli di comportamento che non sono validi per noi.

Il partner ci lascia? Può essere l’opportunità di mettere fine a una brutta dipendenza emotiva che mai avremmo voluto provare. Se perdiamo il lavoro, potrebbe essere giunto il momento di intraprendere quel progetto che cullavamo da tanto tempo. A ognuno di noi il compito di scoprire quello che ha rimandato da troppi anni, ciò che appassiona davvero, abbandonare per la prima volta la paura e realizzarlo.

Ragazza avvolta da fumo rosso

All’inizio è certamente difficile, ma la domanda “cosa voglio davvero?” è già dentro di noi. La paura rappresenta quell’ostacolo che ci impedisce di agire. Nei momenti critici dobbiamo fermarci, concederci del tempo per sentire il dolore e prendere la decisione migliore per noi.

Non serve ignorare il dolore o allontanarlo: dategli voce, superatelo e lasciate che si trasformi in speranza, pace e tranquillità d’animo.