Costruiamo la nostra identità

· 25 febbraio 2016

Costruire l’essenza della nostra identità è sempre più difficile dato che viviamo in un mondo sovraccarico di informazioni, dove gli stimoli e i messaggi contraddittori sono una costante.

Per non sovraccaricarci di informazioni, abbiamo a disposizione il meccanismo di difesa della introiezione, che consiste nell’incorporare automaticamente ciò che riceviamo dall’ambiente esterno, senza alcun tipo di criterio personale.

Configurare la nostra identità: l’introiezione

L’introiezione è qualcosa che in maggiore o minor misura tutti sperimentiamo, di fatto in un certo senso è necessaria, come vedremo tra poco. Il problema sorge quando questo meccanismo si impossessa di noi.

Nella vita di tutti i giorni, per integrarci nella società, siamo spinti a rispettare norme, leggi, comportamenti, idee, credenze e modelli di condotta. Fin da bambini ci hanno educato a non trasgredire quest elementi.

Nell’ambiente familiare abbiamo ricevuto messaggi di tutti i tipi che, al giorno d’oggi, risuonano nelle nostre teste e ci fanno sentire in colpa quando non li rispettiamo.

Abbiamo integrato messaggi trasformati in ordini senza averli digeriti, senza averli assimilati o soppesati secondo un nostro criterio personale.

Messaggi come: “devi fare un lavoro importante per diventare qualcuno nella vita”, “a pensare male spesso ci si indovina”, “gli uomini non piangono mai”, etc.

Questi ordini ci indicano ciò che è bene e ciò che è male e in questo modo condizionano il nostro comportamento e plasmano la nostra identità.

Senza-identità

A cosa serve l’introiezione?

L’introiezione è anche un modo per compiacere le persone che abbiamo accanto, in quanto inizialmente serve ad adattarsi per farsi accettare.

Quando il meccanismo di introiezione guida le nostre vite, diventa pericoloso per la nostra identità. Cominciamo a perdere la nostra essenza e il nostro modo originale di essere.

Quando pensiamo solo a compiacere gli altri, adottando il ruolo di persone “buone”, facendo ciò che gli altri si aspettano da noi, perdiamo la capacità di distinguere tra il mondo reale (quello che vogliamo) e il mondo che ci è stato imposto dagli altri.

Quando agiamo attraverso il meccanismo dell’introiezione, stiamo incorporando tutto ciò che gli altri approvano, le aspettative di cui ci hanno fatto carico, quello che vogliono da noi. I messaggi che riceviamo fanno parte delle loro necessità e non tengono conto dei nostri bisogni.

Ed è così che facciamo nostro il pensiero di altre persone, senza mettere in discussione quanto ci hanno trasmesso, ingurgitando qualsiasi ordine senza digerirlo, tanto che alla fine saranno questi ordini a controllare la nostra vita e a decidere il nostro destino.

In questo senso, il nostro modo di essere, l’essenza della nostra identità, non si sviluppa. Perdiamo noi stessi attraverso il meccanismo dell’introiezione che ci spinge a soddisfare le aspettative che gli altri hanno di noi.

Tuttavia, l’introiezione ha anche un aspetto creativo che ci spinge a ricavare l’utile da quello che abbiamo imparato per renderlo nostro, raccogliendo tutti gli elementi e i valori positivi che vogliamo integrare nella nostra identità.

Spiaggia

Come rendere l’introiezione una risorsa utile?

La funzione di adattamento propria dell’introiezione ci serve a tenere conto degli altri e ad incorporare altre idee e credenze, imparando dalle tradizioni e dalla saggezza popolare.

Per non lasciare che questo meccanismo governi le nostre vite e finisca per costruire il nostro destino in base a ciò che pensano o vogliono gli altri, è fondamentale acquisirne una maggior consapevolezza.

È un passaggio importante della nostra vita capire in quali circostanze, in quali momenti e con quali persone abbiamo la tendenza a comportarci in modo automatico, senza il filtro che ci aiuti a distinguere ciò che fa parte dei nostri valori e della nostra identità.

Se ci rendiamo conto dei messaggi che riceviamo senza metterli in discussione o analizzarli, saremo più preparati a trasformarli in risorse utili che ci permettano di riflettere e di trarne l’insegnamento che più ci conviene.

Analizzando e mettendo in discussione tutto quello che arriva dall’esterno, abbiamo la possibilità di fare delle scelte più profonde e coerenti con il nostro modo di pensare, di sentire e di capire la vita.

Se ci assumiamo la responsabilità di cosa vogliamo acquisire dai messaggi che riceviamo dall’esterno, saremo più consapevoli del tipo di identità che vogliamo creare.

Siamo gli architetti della nostra vita, costruiamo il nostro destino in base alle scelte che facciamo e alle lezioni che decidiamo di imparare, a seconda delle circostanze in cui viviamo.

Per questo è fondamentale assimilare e far passare tutto quello che impariamo attraverso un filtro personale, in questo modo faciliteremo lo sviluppo e l’espressione del nostro essere.