Crescere figli indipendenti e sicuri di sé

· 26 marzo 2018

Crescere figli indipendenti e sicuri di sé richiede, innanzitutto, sapere quando intervenire e quando favorire spazi affinché acquisiscano competenze proprie, che assimileranno fronteggiandosi con le sfide e le difficoltà. L’arte della crescita di un figlio e della sua educazione richiede grandi dosi di pazienza, tonnellate di affetto e uno sguardo saggio capace d’intuirne le necessità.

Poche settimane fa, è stato pubblicato un interessante libro sull’educazione dal titolo Raising Independent, Self-Confident Kids (Crescere figli indipendenti e sicuri di sé), in cui due psichiatri infantili, Wendy Moss e Donald Moses, riflettoo sul modello di crescita di molti genitori di oggi.

“Aiutami a farlo da solo”.

-Maria Montessori-

Siamo arrivati al punto in cui una delle nostre principali priorità è risolvere ogni problema dei nostri bambini. C’è di più, a volte, addirittura li precediamo preoccupandoci che abbiano una vita facile, gratificante e sempre placida. Così, se da una parte trasmettiamo loro un’apparente tranquillità quasi idilliaca, dall’altra noi proviamo piacere nel sapere che tutto è in ordine.

Tutto ció è senz’altro comprensibile e, in gran parte dei casi, auspicabile. Ma è opportuno ricordare che c’è chi porta questa tendenza all’estremo. Spianare loro la strada ogni giorno e in ogni circostanza significa privarli di un’abilità necessaria: il funzionamento esecutivo.

Gli psichiatri infantili Wendy Moss e Donald Moses definiscono il funzionamento esecutivo come quell’insieme di competenze attraverso cui si apprende a essere responsabili del proprio mondo, a organizzarsi, a gestire le proprie cose, a imparare dagli errori e a sviluppare un senso di autoefficacia. Vediamo allora quali strategie possiamo mettere in atto per crescere figli indipendenti e sicuri di sé.

Bambino disteso sull'erba

Crescere figli indipendenti e sicuri di sé

1. Sapere quando intervenire e quando accompagnare da lontano

L’educazione di un figlio è come un ballo dove se in un istante vi è un abbraccio, nell’istante successivo vi dev’essere libertà di movimento. Persino nei momenti in cui si lascia il compagno di ballo per eseguire i propri passi e movimenti in assoluta libertà, questi continua a essere presente, guidandoci a distanza.

Sapere quando agire e quando allontanarsi dai nostri figli richiede prima di tutto l’applicazione di alcune norme basilari di convivenza e un quadro d’azione in cui ogni membro della casa ha le sue responsabilità. Una responsabilità assunta e compiuta giornalmente concede diritti e, in questa dinamica, è concordata tra i membri di una famiglia dove i bambini potranno crescere sicuri e felici sapendo che cosa ci si aspetta da loro in ogni momento.

2. La fiducia

Per crescere figli indipendenti è necessario dare loro fiducia; fiducia verso noi stessi in quanto genitori o educatori e fiducia in loro stessi. In questo modo, il piccolo cresce in un ambiente in cui è nutrito costantemente, in cui l’affetto e l’attenzione sono sempre a disposizione e non c’è timore né barriera che impedisca di comunicare paure e bisogni; dunque godrà di maggiore sicurezza per sentirsi capace di fare qualsiasi cosa.

3. Imparare a prendere decisioni salutari

Che cosa s’intende per decisione salutare? Le decisioni salutari o incoraggianti sono quelle che permettono a un bambino di imparare, facendosi strada assumendosi responsabilità per mezzo delle quali capire che le azioni hanno delle conseguenze e che i comportamenti negativi provocano un impatto verso se stessi e l’ambiente circostante. Inoltre, sono anche quelle che insegnano che chiedere consiglio è positivo e che, a volte, la scelta che si prende non deve coincidere con quella degli altri.

Allo stesso modo, per crescere figli indipendenti, è necessario considerare che ogni bambino ha la sua personalità, i suoi gusti e le sue passioni. Come adulti non possiamo mediare in tutte le loro decisioni e scelte, ma possiamo guidare e consigliare.

Bambina gioca immaginando il viaggio dell'eroe

4. Responsabilizzarsi delle faccende piccole e grandi

Rendere un bambino responsabile richiede tre elementi: tempo, pazienza e affetto. Nella crescita, i principali nemici sono desiderare che i piccoli assumano velocemente un gran numero di competenze e, a volte, la nostra mancata capacità di gestione di queste sfide quotidiane che nascono quando meno ce lo aspettiamo.

Un modo per progredire in tal senso è capire che i piccoli sono capaci di assumere responsabilità sin da tenera età. A 3 anni, per esempio, sono già in grado di mettere a posto i giocattoli e aiutare in piccole faccende domestiche come apparecchiare e sparecchiare la tavola, innaffiare le piante, prendersi cura degli animali domestici, ecc.

L’applicazione precoce di regole, doveri e responsabilità li aiuterà a crescere sapendo che possono realizzare tantissime attività, che assumersi delle responsabilità è sinonimo di crescita e che portarle a termine con successo rafforza la loro autostima.

5. La tolleranza alla frustrazione

Una strategia fondamentale per crescere figli indipendenti e responsabili è aiutarli a sviluppare la pazienza e la capacità di fronteggiarsi i piccoli ostacoli quotidiani. Devono avere l’opportunità di sperimentare e tollerare la frustrazione per trasformarsi poi in adolescenti e adulti sicuri di sé.

Non dobbiamo mai dubitare del potere della parola “no” quando necessaria. Una risposta negativa a tempo debito e nel momento giusto genera grandi benefici duraturi.

Bambino grida

6. Sviluppare l’autocontrollo

Insegnare ai piccoli a guardarsi dentro, a navigare e comprendere i propri universi emotivi li renderà capaci di gestire molto meglio i problemi e le sfide quotidiane. Per farlo, non c’è niente di meglio che fornire loro una crescita e un’educazione basata sulle risorse dell’intelligenza emotiva.

7. Le competenze sociali

Sviluppare corrette abilità sociali nei bambini li aiuterà a costruire relazioni più soddisfacenti, ad avere un’immagine di sé più sicura e a sviluppare una competenza sociale adeguata e stimolante. Non dimentichiamo nemmeno che stabilire una corretta empatia e una buona assertività permetterà loro di avere dei legami più positivi attorno a sé, in cui evitare dinamiche di bullismo e sopravvivere in maniera più sana nel loro percorso sociale ed emotivo.

Bambino toccando farfalla

Per concludere, nell’avventura di crescere figli indipendenti, sicuri di sé e, soprattutto, felici non possiamo dimenticare un aspetto cardine: noi stessi. Sono i genitori, i nonni e ogni agente sociale che fa parte dello scenario prossimo al bambino a educare con l’esempio, il quale nutre o rende inetti, dà impulso alle ali del piccolo o le conduce in una gabbia in cui esistono indecisione, dipendenza e frustrazione.

Facciamo le cose per bene, ricordiamo che le parole lasciano impronte, che gli affetti nutrono e che gli esempi disegnano cammini.