Culto abusante e come uscire dalle sette

15 Maggio 2020
Ognuno di noi potrebbe, potenzialmente, essere attirato da una setta o un gruppo di culto abusante. Quali sono le strategie utilizzate per reclutare e indottrinare i nuovi accoliti?

Un gruppo di culto abusante, o setta pericolosa, è un insieme di persone legate da dinamiche di abuso psicologico. L’abuso psicologico, a sua volta, è inteso come applicazione sistematica e costante di strategie di pressione, controllo, manipolazione e coercizione, allo scopo di dominare un individuo e sottometterlo ai diktat del gruppo.

Queste le modalità impiegate dai gruppi psicologicamente abusanti: manipolazione, dominio, controllo, sfruttamento, violenza e coercizione.

Risale al 2018 il caso della spagnola Patricia Aguilar, diciottenne che fu vittima, per oltre un anno, di una setta in Perù. La ragazza, che era scomparsa, fu ritrovata sola, responsabile di un gruppo di minori tra cui suo figlio, in una zona pericolosa della giungla peruviana. La giovane e i bambini erano in precarie condizioni di salute e i più piccoli privi di scolarizzazione.

“Quando ci siamo resi conto della situazione, era già troppo tardi. Sono psicopatici che godono nell’essere sadici nei confronti delle loro vittime.”

-Familiari di una vittima di una setta abusante-

Patricia Aguilar, foto di gruppo in Perù

Culto abusante e violenza psicologica

Gli adepti vengono trattenuti all’interno del gruppo di culto abusante mediante l’inganno. All’inizio, in genere, il capo della setta non chiede niente (ma promette molto). In questo modo, senza rendersene conto, l’adepto sviluppa una dipendenza totale. Riguadagnare la libertà è un percorso di dura salita.

Tipi di abuso

Secondo lo psicologo Álvaro Rodríguez-Carballeira e la sua equipe, i gruppi tossici commettono più forme di abuso:

  • Isolamento. Il soggetto viene isolato socialmente, psicologicamente e fisicamente. Perde il contatto con il mondo esterno, anche con i social network. L’adepto, in questo modo, prende le distanze dalle persone care, dai propri valori, dal passato. In altre parole, dalla sua storia.
  • Controllo e manipolazione delle informazioni. Viene limitato l’accesso ai media e ad alcune letture. Gli eventi esterni, inoltre, vengono reinterpretati senza fornire gli strumenti per un’analisi alternativa. Il gruppo in alcuni casi supervisiona e gestisce anche l’educazione dei bambini.
  • Controllo sulla vita della persona. L’organizzazione ne controlla le attività, il denaro, il tempo, i rapporti affettivi e sessuali, il comportamento. Inoltre, esercita potere sulla salute fisica e mentale con lo scopo di indebolire il soggetto. L’obiettivo primario, infatti, è ottenere il maggior controllo possibile sull’adepto in modo che, quando cominceranno le richieste, questi non possa negarle.

“Sei cieco, sei un burattino e l’indottrinamento ti immobilizza.”

-Ex membro di un gruppo abusante-

  • Violenza emotiva. Per ottenere una maggiore sottomissione i sentimenti e le emozioni del “frodato” vengono manipolati. Ad esempio:
    • Intensificazione delle emozioni positive.
    • Intimidazione e minacce.
    • Rafforzamento di emozioni come il disprezzo, l’umiliazione e il rifiuto.
    • Manipolazione del senso di colpa.
    • Invito a confessare le “deviazioni” seguito dal perdono.
  • Indottrinamento a valori assoluti ed estremisti. Gli ideali precedenti vengono prima screditati e poi sostituiti da un sistema di valori chiuso. La sensazione che si intende creare è quella di essere stati prescelti per diventare membri di un gruppo che detiene la Verità ed è superiore al resto del mondo.
  • Imposizione di un’autorità unica e straordinaria in cui si concentra tutto il potere. I seguaci obbediscono senza porsi domande.
Culto abusante, terapia di gruppo

Culto abusante e profilo dell’adepto

In Europa, come denunciato dal consiglio d’Europa, è presente una notevole diffusione di gruppi a carattere settario.

Le sette si adattano: oggi hanno dalla loro parte la tecnologia per individuare potenziali vittime tra i soggetti più sensibili a questo genere di influenza. Resta chiaro, tuttavia, che non tutte le sette sono numerose; alcune sono costituite da pochi individui.

D’altra parte, sarebbe un errore affermare che chi si aggrega a una setta lo fa perché è vulnerabile o debole. Gli adepti non sono psicologicamente deboli, tanto meno stupidi. Questa nostra convinzione nei loro confronti è solo un meccanismo di difesa; è, in altre parole, una barriera che ci separa dalle persone che cadono vittime di questa influenza.

Chiunque potrebbe essere vittima di una setta

La verità è che chiunque di noi potrebbe essere attratto da una setta, magari perché sta attraversando un periodo difficile. Più che di soggetti vulnerabili, quindi, potremmo parlare di esseri umani che stanno vivendo un momento particolarmente delicato e sono in cerca di sostegno.

“Entri perché questo gruppo ti offre qualcosa che ti interessa. Nessuno ti dice che stai entrando in una setta distruttiva che ti rovinerà la vita.”

-ex membro di una setta-

“L’80% dei membri di un culto abusante ha alle spalle studi superiori, tra questi avvocati, medici, funzionari” dice José Miguel Cuevas, vice presidente dell’AIIAP (Associazione Americana per la ricerca sugli Abusi Psicologici). Le sette sono per lo più alla ricerca di persone brillanti capaci di arricchire il gruppo. È  invece difficile che mirino a chi non è potenzialmente di vantaggio”.

È come se ti prendessero il cuore, lo coprissero di merda e te lo gettassero in faccia.”

-Ex membro di un gruppo di culto abusante-

Rodríguez-Carballeira, Á., Saldaña, O., Almendros, C., Martín-Peña, J., Escartín, J., & Porrúa-García, C. (2015). Group psychological abuse: Taxonomy and severity of its components. The European Journal of Psychology Applied to Legal Context, 7, 31–39. doi:10.1016/j.ejpal.2014.11.001

Saldaña, O., Rodríguez-Carballeira, Á., Almendros, C., & Escartín, J. (2017). Development and validation of the Psychological Abuse Experienced in Groups Scale. The European Journal of Psychology Applied to Legal Context, 9(2), 57–64. doi:10.1016/j.ejpal.2017.01.002