Anche il cuore più forte si stanca di essere maltrattato

· 20 febbraio 2017

Anche la persona più forte si stanca di essere ferita, boicottata e manipolata, perché il cuore forte non è un cuore freddo né immune alla malvagità o all’affetto interessato. Tutti abbiamo dei limiti, ma le persone abituate a “resistere” sono quelle che soffrono di più, quelle che impiegano più tempo a reagire.

Una cosa che spesso viene concepita in maniera erronea è che la persona emotivamente forte sappia controllare i suoi sentimenti. Al giorno d’oggi, nonostante la facilità con cui maneggiamo termini ed espressioni associati alla cosiddetta “intelligenza emotiva”, crediamo ancora in concetti sbagliati, ad esempio siamo convinti che l’emozione sia l’opposto della ragione.

Quando immaginiamo un cuore forte, visualizziamo quasi subito una persona protetta da una pesante armatura, qualcuno che riesce a mantenere la mente lucida e lo sguardo fisso per controllare il mondo complesso degli affetti e dei sentimenti, a volte troppo doloroso ed esigente. Tuttavia, una persona forte non sempre possiede questo genere di architettura psicologica.

La resistenza, o forza emotiva, spesso risponde ad un compromesso personale che una persona raggiunge con gli altri. Significa mostrarsi solidi quando c’è da aiutare qualcuno in difficoltà, cercando di essere utili, vicini. Sono profili che si innalzano come l’albero di una nave in una notte di tempesta, sono il pilastro a cui tutti si appoggiano, la roccia che tutti calpestano per attraversare un fiume.

Sembrano forti, fino a che un giorno non si spezzano o semplicemente si stancano. Vi invitiamo a riflettere sull’argomento.

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Il cuore stanco di essere forte

Molte volte, quando una persona va in terapia in cerca di aiuto, la prima cosa che svela è di essere stanca. Prova una stanchezza mai provata prima, è esasperata, esausta e con la chiara sensazione di aver raggiunto il limite delle proprie forze. Le analisi mediche non rivelano alcun problema di salute, tuttavia questa persona ha perso la sua vitalità.

Una cosa che dovremmo aver chiara riguardo all’aiuto psicologico o la psicoterapia è che non viene richiesta solo per personalità instabili, profili con bisogni clinici concreti o pazienti che mancano di strategie adeguate per gestire emozioni e problemi.

A volte la psicoterapia serve anche alle persone consapevoli di aver superato il loro livello di stress. Ogni giorno mettono in atto meccanismi per affrontare la situazione, conoscono la mindfulness ed altre tecniche che hanno provato a mettere in pratica senza alcun beneficio. Il loro impegno e la capacità di prendersi cura di sé sono ormai talmente diluiti dalla stanchezza che queste persone non si riconoscono più davanti allo specchio. Ma ero una persona così forte! Cosa mi è successo?

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Il loro cervello ha detto basta. Se approfondiamo un po’ le loro realtà personali, ci rendiamo conto che hanno un gran carico di responsabilità sulle spalle, sul cuore. In realtà, più che persone forti sono personalità abituate a praticare una resistenza estrema e poco sana, dove non esiste l’auto-protezione.

Sono donne e uomini abituati a mettere a tacere le loro necessità per mostrare forza ed essere, quindi, quella luce costante ed eterna per gli altri. Tuttavia, spesso in cambio non ricevono altro che amarezza, egoismo e solitudine.

Semplici consigli per le persone stanche di essere forti

Immaginiamo per un momento un tapis-roulant. La persona che ha bisogno di essere forte è abituata ad un ritmo di velocità e di esigenza molto elevato. Si sente orgogliosa di sé, il suo è un cuore forte, pensa che riuscirà a mantenere questo ritmo per tutta la vita.

Tuttavia, prima o poi, arrivano i crampi, il dolore e la stanchezza. Il tapis-roulant continua a muoversi con la stessa intensità, gli altri che sono attorno continuano imperturbabili con le loro richieste ed esigenze, senza accorgersi del malessere della persona, che sia un familiare, il partner, un amico, un collega. Il nostro protagonista, però, è arrivato al limite e non sa come fermare quel tapis-roulant, quella spirale distruttiva.

Cosa dovremmo fare in questo caso? Diminuire il ritmo, ridurre l’intensità? Assolutamente no. La cosa migliore da fare in una situazione del genere è fermarsi: il cuore ha bisogno di riprendersi.

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È il momento di prendervi cura di voi

Non avete bisogno di prendere fiato. Avete bisogno di essere forti per voi stessi, e non solo per gli altri, e dunque dovete realizzare dei cambiamenti, imboccare il cammino della svolta in maniera armoniosa, consapevole e sana.

Valutate per qualche minuto le seguenti proposte:

  • Rinunciate ai conflitti, ai problemi o alle situazioni che non hanno soluzione. Avete già sprecato molto tempo ed energie in cose o persone per cui ne valeva la pena.
  • Non aspettatevi che le persone agiscano come fareste voi. È motivo di grande ed insopportabile frustrazione.
  • Iniziate a prendere coscienza dei vostri bisogni, ascoltateli ogni giorno e date essi la priorità.

Ricordate soprattutto una cosa: non siete degli eroi. La vostra funzione non è quella di rendere possibile l’impossibile, non siete maghi né architetti di ponti dove non esistono fiumi. Non potete nemmeno salvare l’insalvabile né donare felicità a chi non vuole saperne di allegria, rispetto o reciprocità.

Imparate a prendervi emotivamente cura di voi, imparate ad essere forti per voi stessi.

Immagini per gentile concessione di Sasha Salmina