Figli perfetti, bambini tristi: il peso dell’esigenza

· 1 maggio 2016

I figli perfetti non sempre sanno sorridere e non conoscono il suono della felicità: hanno paura di commettere errori e non soddisfano mai le elevate aspettative dei genitori. La loro educazione non è basata sulla libertà né sul riconoscimento, bensì sull’autorità di una voce severa ed esigente.

Secondo l’American Psychological Association, la depressione negli adolescenti è un problema molto grave al giorno d’oggi. Un esagerato livello di esigenza da parte dei genitori sfocia spesso in mancanza di autostima, ansia e un forte malessere emotivo.

L’educazione deve essere sempre la base della felicità e dell’auto-scoperta, non una linea diretta al perfezionismo, in cui i diritti del bambino vengono totalmente trascurati.

Bisogna sapere che un’esigenza di questo tipo durante l’infanzia lascia un’impronta indelebile sul cervello adulto, il quale non si vedrà mai abbastanza competente e abbastanza perfetto a causa delle idee che gli sono state inculcate. È necessario spezzare questo legame limitante che ostacola la nostra capacità di essere felici.

Vi invitiamo a rifletterci su.

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Figli perfetti: quando la cultura dello sforzo è portata all’estremo

Spesso si dice che viviamo in una cultura basata sull’assenza di sforzo, sulla permissività e sulla poca resistenza alla frustrazione. Tuttavia, non è del tutto vero: in generale, e ancor di più in tempo di crisi, i genitori richiedono l’eccellenza ai loro figli.

Se il bambino prende 7 in matematica, su di lui si esercita una pressione affinché arrivi al 10. I suoi pomeriggi vengono riempiti dalle ripetizioni ed ogni suo momento libero viene impiegato per assimilare altre nozioni; i risultati sono lo stress, l’esaurimento e il senso di impotenza.

“Il prezzo del privilegio” è un interessante libro della dottoressa Madeline Levine, in cui si spiega che la necessità dei genitori di educare figli perfetti e pronti per il futuro non farà altro che aumentare il numero di bambini lontani dalla felicità.

Educare significa essere capaci di esercitare l’autorità con amore, guidando i passi del bambino con sicurezza e affetto, perché l’infanzia è una riserva che dura per tutta la vita.

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Le conseguenze dell’esigenza eccessiva

C’è una cosa che dovete tenere bene a mente: ovviamente, potete educare i vostri figli alla cultura dello sforzo ed è giusto che siate esigenti, ma a tutto c’è un limite. Questo confine, che dovrebbe essere invalicabile, è rappresentato dalla combinazione tra l’esigenza e l’affetto.

In caso contrario, i vostri figli perfetti saranno bambini tristi, affetti dalle seguenti caratteristiche:

  • Dipendenza e passività. Un bambino che è stato abituato a sentirsi dire cosa deve fare non decide più per se stesso. Cerca sempre l’approvazione esterna e perde la sua spontaneità e la sua libertà personale.
  • Mancanza di emotività. I figli perfetti inibiscono le loro emozioni per essere pronti per “ciò che bisogna fare”; tutta questa repressione emotiva porta a gravi conseguenze sia nel breve che nel lungo termine.
  • Autostima bassa. Un bambino o un adolescente abituato all’esigenza esterna non ha autonomia né capacità decisionale, il che crea un’auto-immagine negativa.
  • La frustrazione, il rancore e il malessere interiore possono tradursi facilmente in attacchi di aggressività.
  • L’ansia è l’altro fattore caratteristico dei bambini educati in modo esigente: qualsiasi cambiamento o novità semina insicurezza personale e una forte ansia.
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Genitori esigenti vs. genitori comprensivi

La necessità di educare “figli perfetti” è una forma diretta e sottile di mettere al mondo bambini infelici. La pressione dell’esigenza li accompagnerà per sempre, soprattutto se la loro educazione è basata sull’assenza di rinforzo positivo e di affetto.

È chiaro che sia le madri sia i padri desiderano che i loro figli abbiano successo, ma al di sopra di tutto ci deve essere la loro felicità. Nessuno vuole che, durante l’adolescenza, i figli cadano in depressione oppure che diventino auto-esigenti a tal punto da non sapere cosa significhi lasciarsi andare, sorridere o permettersi di commettere errori.

Caratteristiche generali

A questo punto, è necessario che sappiate distinguere un’educazione basata sulla rigida esigenza da un’educazione basata sulla comprensione e la connessione emotiva con i vostri bambini.

  • I genitori molto esigenti e critici tendono a presentare una personalità insicura, quindi vogliono avere sotto controllo ogni minimo dettaglio.
  • I genitori comprensivi spingono i loro figli verso il successo, permettendo loro di esplorare, di sentire e di scoprire. Fanno loro da guida, ma non attaccano dei fili alle loro spalle per muoverli come marionette.
  • Il genitore esigente è autoritario e il suo stile di vita è preciso e calcolato come un orologio svizzero. Stabilisce norme e prende decisioni per mezzo della giustificazione “perché so io cos’è meglio per te” o “perché sono tuo/a padre/madre” per risparmiare tempo.

Per concludere, educare significa esercitare la propria autorità, ma con buonsenso; significa usare l’affetto come un antidoto e la comunicazione come una strategia.

I vostri figli non sono “vostri”, sono bambini del mondo e dovranno essere capaci di scegliere da soli; hanno diritto a sbagliarsi e ad imparare, ad arrivare alla maturità con il cuore libero e i con i sogni da realizzare.

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