Cause scatenanti del disturbo ossessivo-compulsivo

9 settembre 2017 in Curiosità 772 Condivisi

Forse ultimamente avete sentito parlare molto della ricerca dei componenti biologici dei vari problemi di salute mentale. Dallo studio dei geni responsabili di tutti i disturbi mentali esistenti fino alle aree cerebrali o ai neurotrasmettitori coinvolti. Tuttavia, vista la complessità dell’essere umano, la biologia non può spiegare tutto, ed è per questo che a partire dalla psicologia clinica sono stati cercati vari indicatori psicologici, i quali avrebbero grande peso nello sviluppo del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

Questo articolo si basa sulla ricerca effettuata dall’Associazione Spagnola di Psicopatologia e Psicologia Clinica sul disturbo ossessivo-compulsivo e i suoi indicatori psicologici. Nel concreto, Gertrudis Forné, M. Ángeles Ruiz-Fernández e Amparo Belloch hanno affermato che la sensazione di incompiutezza e le esperienze “not just right” potrebbero preannunciare i sintomi ossessivo-compulsivi.

Basandoci sul risultato delle loro ricerche pubblicate nell’articolo intitolato Sensación de inacabado y experiencias “not just right” como motivadoras de los síntomas obsesivo-compulsivos (Sensazione di incompiutezza ed esperienze “not just right” come impulsi dei sintomi ossessivo-compulsivi”, parleremo di questo disturbo.

Come per ogni disturbo mentale, la biologia risulta determinante, dunque per il loro corretto trattamento la medicina da sola non è sufficiente.

Cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo?

Per spiegare gli indicatori psicologici del disturbo ossessivo-compulsivo, prima di tutto conviene sapere di cosa si tratta.

In passato questo disturbo, nelle varie classificazioni diagnostiche, veniva inquadrato all’interno dei disturbi d’ansia; tuttavia, nell’ultima versione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-VI) gli è stata riconosciuta una propria identità separata.

Le persone che soffrono di questo disturbo mostrano serie ossessioni per immagini, pensieri o impulsi ricorrenti che gli fanno provare ansia; ansia che cercano di attenuare tramite comportamenti o azioni mentali ripetitive. Un esempio può essere una persona ossessionata dalla possibilità di ammalarsi dato che l’ambiente è pieno di germi, dunque si lava le mani ogni volta che tocca qualcosa, arrivando persino a raggiungere la carne viva a furia di sfregarle e lavarle così di frequente.

Di solito questi rituali compulsivi causano malessere al soggetto che li realizza e gli fanno perdere molto tempo. Tuttavia, sebbene ad un certo punto si sia reso conto che queste ossessioni e/o compulsioni siano eccessive e persino irrazionali, non si ritiene capace di abbandonarle.

Gli indicatori psicologici e la loro importanza nel disturbo ossessivo-compulsivo

Dal punto di vista della psicologia cognitivo-comportamentale, l’approccio che conta sul maggior supporto empirico nel trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo, si è soliti dare risalto all’importanza delle credenze disfunzionali e alla prevenzione del danno come spiegazione fondamentale della genesi del disturbo. Tuttavia, questa spiegazione risultava limitativa in quanto all’eterogeneità delle credenze disfunzionali dei pazienti sui loro sintomi e sulla necessità delle compulsioni.

A causa di questo limite, diversi studiosi di tutto il mondo iniziarono a considerare altri fattori psicologici come tratti diagnostici specifici del disturbo ossessivo-compulsivo. Arrivarono così a concludere che solo il disturbo ossessivo-compulsivo, tra i vari disturbi d’ansia, presenta la sensazione di incompiutezza.

La sensazione di incompiutezza si riferisce ad una perenne sensazione che il compito che si sta realizzando sia incompleto. Lo si prolunga, pertanto, nel tempo per via della minuziosità con la quale viene svolto e occupa la maggior parte dei pensieri della persona nella ricerca di ciò che manca e che, però, non può essere trovato.

Gli studiosi hanno anche suggerito che le esperienze “just not right” siano un punto centrale di questo disturbo. Queste esperienze portano il soggetto a pensare che l’attività realizzata deve essere perfezionata. Ciò la porta a ripetere continuamente tutti i passaggi per assicurarsi di non aver tralasciato nulla, nel tentativo di raggiungere così una perfezione impossibile.

Come possiamo osservare, con questi due concetti gli studiosi hanno dato un senso alla ripetizione compulsiva e all’ossessione mentale; compiendo un ulteriore passo in avanti nella spiegazione dell’eterogeneità di questo disturbo.

Risultati degli studi sugli indicatori psicologici del DOC 

Prima di queste scoperte, Gertrudis Forné, M. Ángeles Ruiz-Fernández e Amparo Belloch decisero di compiere uno studio su tali concetti per tentare di replicarne i risultati. A tale scopo, utilizzarono i seguenti strumenti: Non Just Right Experiences Questionnaire-Revised (NJREQ-R) e l’Inventario Ossessivo-Compulsivo di Vancouver (VOCI).

I risultati ottenuti ci dicono che la sensazione di incompiutezza e di “not just right” sono presenti nella popolazione in generale, ma si trovano in maggior misura nei soggetti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo. Questo porta a considerare tali sensazioni come fattori di vulnerabilità nello sviluppo dei sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo.

La sensazione di incompiutezza e le esperienze “not just right” sono più “interne”, soggettive e diffuse rispetto all’intrusività e al malessere generale. Inoltre tali esperienze si verificano quando il paziente “fa qualcosa”, mentre i contenuti ossessivi in molti casi si manifestano indipendentemente dallo svolgimento o meno di una determinata azione da parte del soggetto,
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È stata riscontrato anche un legame tra le esperienze “not just right” e la sensazione di incompiutezza con la tendenza al perfezionismo e all’intolleranza dell’incertezza. Questo punto ci potrebbe aiutare a delineare un futuro intervento più avanzato e preciso.

Inoltre, le esperienze “not just right”, la sensazione di incompiutezza e i sintomi just right presagiscono tutte le dimensioni dei sintomi ossessivo-compulsivi, oltre al peso esplicativo che possono avere il perfezionismo, l’intolleranza dell’incertezza, le credenze disfunzionali, le tendenze alla preoccupazione patologica (worry) e i sintomi ansiosi e depressivi. I sintomi dell’ordine hanno rappresentato un’importante eccezione, in essi infatti l’ansia è stato l’indicatore più significativo”.
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Tutti questi risultati ci portano a concludere che abbiamo ancora molto da scoprire sul disturbo ossessivo-compulsivo e ci indicano l’importanza dei fattori psicologici nella genesi, nel corso e nel trattamento delle diverse malattie mentali.

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