Dai importanza a chi apporta qualcosa nella tua vita

· 27 novembre 2015

È giunto un momento della mia vita in cui ormai metto in pratica “l’economia delle persone”. Includo nella mia vita tutto quello che arricchisce i miei giorni, che regala valori ai miei sogni e gioia al mio cuore.

“Dai importanza a chi apporta qualcosa nella tua vita”. Forse questa frase vi sembra un po’ drastica. Per questo motivo, per prima cosa, dovremmo definire cosa racchiude il concetto di “apporto personale”.

Ci apportano qualcosa tutti quelli che sono sinceri nei fatti, nelle parole e nella volontà. I rapporti umani, lungi dall’essere uno scambio a base di “tu mi dai, io ti do”, sono qualcosa che vanno oltre i beni materiali.

Stiamo parlando di emozioni, e soprattutto di emozioni positive che favoriscono la nostra crescita personale con lo scambio di esperienze e piccoli momenti che smuovono interi universi.

Viviamo in una società complessa, carica molte volte di interessi personali ed individualismi. La quotidianità è spesso caratterizzata dalla competitività, e persino dall’ansia di possesso.

C’è chi brama controllare il suo partner per paura di perderlo, ci sono genitori che proteggono eccessivamente i loro figli, amici che dominano amici per paura della solitudine, per timore di perdere un sostegno incondizionato e quotidiano.

In molti dei nostri rapporti interpersonali pesa un sibillino egoismo del quale siamo coscienti e che, però, sopportiamo.

Cosa possiamo fare dinanzi a queste situazioni? Qual è il modo più efficace di agire?

Imparare a costruire rapporti positivi

disegno donna in una vasca da bagno e biancheria stesa

Abbiamo ben chiaro che non si tratta solo di allontanarci da tutti quelli “che non ci apportano nulla”. La vita reale non è come i social network, dove esiste l’opzione di “eliminare gli amici”.

È probabile che abbiate qualche familiare che, lungi dall’arricchire la vostra vita, la riempia di malessere oppure un collega di lavoro negativo, disfattista e critico. Non possiamo eliminarli dalla nostra vita.

Si tratta, semplicemente, di non dar loro l’importanza che non meritano. Evitare che vi feriscano con le loro azioni o parole, sempre che non superino il limite della vostra integrità emotiva o psichica. In questo caso, la distanza sarebbe più adatta.

Dinanzi a queste personalità, la cui tossicità non supera la zona critica, la cosa migliore da fare è non dar loro nessun potere né sulla vostra vita né sui vostri pensieri. Segnate i limiti; in caso contrario, saranno in grado di ferirvi e causarvi uno stress fisico ed emotivo molto pericoloso.

Nonostante in molte occasioni non ci sia possibile controllare chi entra e chi esce dalla nostra vita, abbiamo però la capacità e la responsabilità di decidere chi far rimanere nel nostro cuore.

La chiave di questa permissività, di questo modo di accettare solo chi apporta qualcosa nella nostra vita, è costruire relazioni positive.

Vi spieghiamo quali sono i pilastri basilari:

1. Costruire attaccamenti sani

Nel nostro spazio parliamo molto spesso dell’importanza di “evitare l’attaccamento“. Bene, l’essenza sta nel saper differenziare gli attaccamenti che ci causano sofferenza (quelli che ci vincolano a determinate necessità) dagli attaccamenti sani, attraverso i quali si costruiscono vincoli di crescita.

-Dobbiamo favorire attaccamenti basati sulla fiducia e non sull’ansia, ovvero sulla paura di essere abbandonati o traditi. È vitale che esista un’armonia basata sulla maturità e sul rispetto reciproco.

2. Saper soddisfare le necessità basilari

Negare che tutti abbiamo delle necessità vuol dire mettersi delle bende sugli occhi. Affinché ci importi davvero di qualcuno, deve esistere un adeguato scambio di gioia:

Un rispetto mutuo e la sicurezza di non essere feriti, giudicati o rifiutati quando esprimiamo i nostri pensieri. Questa sensazione è quella che di solito si presenta a livello familiare, quando sappiamo che rispetteranno le nostre opinioni o azioni.

Dimostrazioni di affetto quotidiano: è la sensazione di complicità di cui godiamo con le nostre amicizie, l’affetto altruista del nostro partner. È offrire affetto in modo libero, lasciarsi avvolgere da un integro sentimento di vicinanza.

Sono senza dubbio le radici che arricchiscono una relazione positiva.

3. Poter affrontare certi problemi

A volte quando si ha un problema, qualcuno vicino invece di proporre strategie o semplicemente immedesimarsi nella situazione per capire, recrimina alcune cose.

Sono persone che non vogliono aiutare, ma abbattere ancora di più. Cercate di mantenere la distanza in questi casi e scegliete bene chi far avvicinare in questi momenti.

I rapporti positivi hanno come essenza il disporre di un’armonia interna in cui i problemi non sono ostacoli, sono opportunità personali durante le quali offrire il proprio aiuto, imparare e rafforzare il vincolo.
disegno due ragazze sdraiate sul letto

4. I rapporti positivi ammettono l’esistenza di errori

Se qualcuno del vostro contesto più vicino non accetta il fatto che avete commesso degli errori, vuol dire che non si tratta di un rapporto sano né emotivamente sicuro.

Dovete sempre confrontarvi con il suo “severo metro di giudizio”, che non ammette equivoci e non concede l’opportunità di essere migliori?

Evitate questi rapporti, mantenete le distane o, ancor di più, disattivate la possibile influenza che possano avere su di voi.

Le persone sbagliano, fanno errori, assumono le proprie mancanze e proseguono per crescere.

Tutti quelli che vi vogliono per come siete, con i vostri pregi, difetti, manie e grandezze sono persone che apportano luce alla vostra vita. Non lasciatele andare, afferratevi con forza alla coda della loro cometa…

Immagine per gentile concessione: Elina Ellis.