Dare una mano durante la pandemia

14 maggio, 2020
Prendendovi cura di voi stessi, state già facendo tanto per il bene comune durante l'attuale pandemia. Non ci viene chiesto molto, eppure possiamo compiere diverse azioni per essere d'aiuto, per creare dei ponti. Le analizziamo in questo articolo.

Medici, infermieri, paramedici, addetti alle pulizie, farmacisti, personale del supermercato, autotrasportatori, agricoltori, polizia… Nella nostra società è alto il numero di persone che svolge un ruolo attivo nell’attuale crisi causata dal Coronavirus. Anche se sembra difficile da credere, anche noi possiamo contribuire e dare una mano durante la pandemia, e possiamo farlo in un modo altrettanto rilevante, altrettanto fondamentale.

Erich Fromm diceva che l’essere umano muore sempre prima di essere del tutto nato. In qualche modo, e se ci pensiamo bene, l’attuale situazione ci offre l’eccezionale opportunità di dare forma alla nostra nascita in un modo pieno, intelligente e responsabile. Proprio adesso ci viene chiesto di dare il meglio di noi, e una cosa del genere richiede un cambiamento che bisogna saper sfruttare. 

Non importa se facciamo parte di quella collettività che allo stato attuale è in prima linea per assistere i malati. Non conta nemmeno se apparteniamo a quelle categorie di lavoratori che si occupano di rifornire la società di beni primari. Siamo tutti parte fondamentale di questo ponte sul quale si regge la sopravvivenza e anche la possibilità di superare questo difficile momento.

Aiutando pur rimanendo in casa

Cosa possiamo dare una mano durante la pandemia?

Alla maggior parte di noi piace sentirsi utili. Dare un contributo che sia proporzionato alle nostre possibilità è quasi un’esigenza e non solo, allo stato attuale. Trascorrere la giornata tra quattro mura, vedendo scorrere i giorni attraverso un vetro diventa strano, e quale volta ci fa perdere le speranze. Come ci spiega uno studio condotto dall’Università di Stanford dalla Dottoressa Jennifer Aaker, le persone hanno bisogno di sentirsi utili.

L’atto di dare, di aiutare rendendoci utili agli altri rafforza la nostra identità. Detto in altre parole, dedicarci a chi è bisognoso in un dato momento non significa ottenere qualcosa in cambio. L’atto di aiutare fa parte di chi siamo, è alla base dei nostri valori.

Non poter fare nulla nel bel mezzo di questa crisi mondiale può diventare, per molte persone, un problema. Ovviamente c’è chi si limiterà a rimanere in modalità “sopravvivenza”, preoccupandosi solo del proprio benessere. Altri non riescono a vedere la gravità della situazione e continuano a dubitare delle misure adottate.

L’essere umano è complesso e unico, eppure la maggior parte di noi prova la sensazione di poter fare qualcosa di più. Scopriamo dunque in che modo possiamo dare il nostro contributo durante la pandemia.

Prendendosi cura di sé, si fa già molto per gli altri

Niente di più facile. Prendendoci cura di noi stessi, del nostro benessere fisico, mentale ed emotivo, stiamo già facendo molto. Adottare delle misure precauzionali per non contrarre né diffondere il virus aiuta a contenere la pandemia quanto prima.

Per questo motivo, e anche se ci piacerebbe fare molto, come afferma il filosofo Slavoj Zizek, è il momento di essere pratici e di portare pazienza. Per una volta nella vita, non fare niente va bene. Rimanere in modalità sopravvivenza è la cosa più importante. E proprio in questo modo aiutiamo noi e gli altri.

Tutto quanto può funzionare è permesso per evitare un collasso mentale. Non pensare troppo a lungo termine, bensì concentrarsi sul presente, su ciò che farò oggi, fino al momento in cui andrò a dormire.

-Slavoj Zizek-

Accudire i propri cari

Per dare una mano durante la pandemia possiamo accudire le persone a noi vicine. Proprio oggi è il momento di creare una rete di contatti a distanza per farsi contagiare dal benessere fisico ed emotivo altrui.

Stabilite un contatto attraverso chiamate o videochiamate con i vostri parenti, amici, colleghi di lavoro, ecc. Non dobbiamo limitarci a raccontare cosa abbiamo fatto durante la giornata. In effetti, è fondamentale iniziare queste conversazioni con un “come stai oggi?”.

D’altro canto, è importante tenere conto dei vicini, soprattutto delle persone anziane. Preoccupiamoci di come stanno e di cosa hanno bisogno.

Rimanere connessi in quarantena

Fare attenzione alle informazioni che si condividono

Ora più che mai è importante quello che diciamo e che trasmettiamo agli altri. Proprio oggi è il momento di aggiungere e non di sottrarre, di essere di aiuto invece di contribuire alla paura o creare maggiore incertezza.

Per questo motivo, quando leggiamo una notizia o quando vediamo sui social qualcosa che attira la nostra attenzione, è bene essere cauti e applicare filtri per individuare notizie false e menzogne

Evitiamo di condividere dati in nostro possesso che potrebbero peggiorare l’umore di qualcuno o, peggio ancora, metterlo in qualche modo in pericolo.

Per dare una mano durante la pandemia, possiamo usare le nostre abilità

Abbiamo tutti una dote, un talento che ci definisce. Dunque, se vogliamo dare il nostro contributo agli altri durante la pandemia, accendiamo la nostra immaginazione e apriamo le porte di casa per lasciare che questo talento emerga, che arrivi agli altri. In che modo?

  • Se siete musicisti, andate sul balcone e regalate al vostro vicinato un brano musicale.
  • Realizzate delle mascherine se sapete cucire.
  • Se siete ingegneri, progettate nuovi strumenti di protezione individuale per il personale sanitario.
  • Gli esperti d’arte, di astronomia, di filosofia, di cinema o letteratura, possono aprire un canale youtube o offrite dirette su un social network condividendo le proprie conoscenze.
  • Nel caso di fisioterapisti, podologi, oftalmologi, botanici, decoratori, ecc… si possono offrire consigli su un qualunque social, destinandoli a chi ha dubbi che riguardano il proprio campo specializzazione.

Esistono migliaia di modi per aiutare in questi momenti. Ciascuno di noi, dal piccolo mondo che è la nostra casa, può mettersi in contatto con il mondo esterno, per avvicinarci; può essere utile ai più bisognosi e per rendere più umana la situazione attuale.

  • Aaker, J. L., & Akutsu, S. (2009). Why do people give? The role of identity in giving. Journal of Consumer Psychology19(3), 267–270. https://doi.org/10.1016/j.jcps.2009.05.010