Esercizio fisico e salute mentale

· 7 Aprile 2019
Secondo uno studio, l'esercizio fisico migliora notevolmente la nostra salute mentale percepita, che potrebbe avere un'influenza diretta sullo stato d'animo e sui comportamenti relativi alla cura personale, ad esempio.

Esercizio fisico e salute mentale sono due fattori direttamente legati tra loro. Secondo numerosi studi, l’esercizio fisico può aiutare a gestire i problemi di salute mentale oppure aumentare il benessere personale. D’altro canto, uno studio recente conferma un’ipotesi che dovrebbe servire da avvertimento: troppo esercizio fisico può compromettere la salute mentale.

Grazie al più grande studio osservazionale realizzato finora sulla relazione tra esercizio fisico e salute mentale si è giunti alla conclusione che le persone che praticano sport hanno meno problemi di salute mentale. In media, 1,5 giorni di meno al mese.

Inoltre, si è scoperto che gli sport di squadra, come ciclismo, aerobica e andare in palestra, sono associati a maggiore benessere. Questo studio è stato condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Yale a New Haven, in Connecticut (Stati Uniti).

L’obiettivo è comprendere al meglio in che modo l’esercizio fisico influenza la salute mentale di una persona. Si è anche cercato di stabilire le migliori attività fisiche per ottenere un impulso emotivo. I ricercatori si sono domandati anche quand’è che l’esercizio fisico diventa eccessivo. Nella rivista The Lancet Psychiatry è stato pubblicato l’articolo contenente questa e altre scoperte.

“L’esercizio fisico è associato a una migliore salute mentale nelle persone, indipendentemente da età, razza, sesso, reddito familiare e livello di istruzione”, afferma il dottor Adam Chekround, autore principale dello studio. Chekround spiega inoltre: “[…] i dettagli della distribuzione dell’esercizio fisico, come anche il tipo, la durata e la frequenza, hanno svolto un ruolo importante in questa associazione. Ora ci stiamo basando su questo per cercare di personalizzare le raccomandazioni relative all’attività fisica e unire le persone con un regime di esercizio specifico che aiuti a migliorare la salute mentale”.

Ciclismo

Relazione tra esercizio fisico e salute mentale

Gli studiosi hanno scoperto che fare esercizio fisico per 45 minuti da 3 a 5 volte a settimana produce maggiori benefici. Ci si riferisce a qualsiasi tipo di attività fisica, come occuparsi dei bambini, svolgere le faccende domestiche, tagliare l’erba, pescare, andare in bicicletta, andare in palestra, correre e sciare.

Sappiamo che lo sport riduce il rischio di malattie cardiovascolari, cerebrovascolari, diabete e, quindi, mortalità. Ma la relazione con la salute mentale non è ancora del tutto chiara, infatti i risultati ottenuti sono contraddittori.

Anche se alcuni test suggeriscono che l’esercizio fisico migliora la salute mentale, è anche vero il contrario. Ad esempio, l’inattività potrebbe essere un sintomo e un fattore che contribuisce a una cattiva salute mentale, mentre l’attività potrebbe essere un segno o un fattore che contribuisce alla resilienza. Gli autori segnalano che lo studio non può stabilire quale sia la causa e quale l’effetto.

Gli autori dello studio hanno utilizzato i dati di 1,2 milioni di adulti provenienti dai 50 stati degli Stati Uniti. Persone che hanno partecipato all’indagine del Sistema di sorveglianza dei fattori di rischio comportamentali (dall’inglese, Behavioral Risk Factor Surveillance System) nel 2011, 2013 e 2015. I dati utilizzati sono stati demografici, informazioni sulla salute fisica, mentale e comportamenti riguardanti la salute. Lo studio non ha preso in considerazione altri disturbi mentali oltre alla depressione. 

Ai partecipanti veniva chiesto di calcolare in quanti degli ultimi 30 giorni avevano avuto la sensazione di un malessere mentale relativo a stress, depressione e altri problemi emotivi.

Inoltre, si chiedeva loro con che frequenza avevano fatto esercizio negli ultimi 30 giorni al di fuori del lavoro abituale, quante volte a settimana o al mese avevano fatto sport e per quanto tempo. Tutti i risultati sono stati adattati per età, razza, sesso, stato civile, reddito, livello d’istruzione, condizione lavorativa, indice di massa corporea, salute fisica auto-dichiarata e diagnosi previa di depressione.

In media, i partecipanti hanno vissuto 3,4 giorni al mese di cattiva salute mentale. Rispetto alle persone che riportarono di non aver fatto esercizio fisico, le persone che invece lo aveva fatto riportarono 1,5 giorni in meno di cattiva salute mentale ogni mese, una riduzione del 43,2 % (2 giorni per le persone che avevano svolto un esercizio fisico rispetto ai 3,4 giorni per quelle che non l’avevano fatto).

Meno giorni di cattiva salute mentale sono stati più frequenti per le persone che presentavano una diagnosi previa di depressione. In questo caso, l’esercizio fisico ha mostrato 3,75 giorni in meno di cattiva salute mentale, una riduzione pari al 34,5% (7,1 giorni per le persone che avevano fatto attività fisica di fronte ai 10,9 giorni di chi invece era stato più sedentario).

In generale, sono stati registrati 75 attività fisiche e raggruppate in otto categorie: esercizio aerobico e di ginnastica, ciclismo, faccende domestiche, sport di gruppo, attività ricreativa, correre e fare jogging, camminare e sport invernali o acquatici.

Tutti queste attività sono state associate a una salute mentale migliore. Ma i ricercatori hanno osservato negli sport di gruppo, quindi ciclismo, aerobica e ginnastica, le associazioni più forti per tutti i partecipanti. Una riduzione dei giorni di malessere mentale rispettivamente di 22,3%, 21,6% e 20,1%. Anche portare a termine le faccende domestiche ha prodotto un miglioramento (circa il 10% in meno di giorni di cattiva salute mentale, o circa mezza giornata in meno al mese).

La relazione tra esercizio fisico e salute mentale migliore è stata maggiore di quella tra la salute mentale e altri fattori sociali o demografici (una riduzione del 43,2% della cattiva salute mentale). Ad esempio, le persone con istruzione universitaria presentavano il 17,8% in meno di giorni di buona salute mentale rispetto alle persone senza istruzione. Le persone con indice di massa corporea normale presentavano il 4% in meno rispetto alle persone obese. Inoltre, le persone con reddito superiore a 50.000 dollari mostravano circa il 17% in meno rispetto alle persone con reddito minore.

Esercizio e salute mentale: un binomio non sempre vincente

Anche la frequenza e il tempo trascorso a fare attività fisica sono fattori importanti. Le persone che facevano esercizio tra le tre e le cinque volte a settimana sostenevano di avere una salute mentale migliore rispetto a chi faceva meno o più esercizio durante la settimana (che si associa a circa 2,3 giorni in meno di cattiva salute mentale rispetto alle persone che facevano esercizio solo due volte al mese).

Fare sport per 30-60 minuti è stato collegato a una maggiore riduzione dei giorni di cattiva salute mentale (associato a circa 2,1 giorni in meno di cattiva salute mentale rispetto alle persone che non avevano fatto sport). Le persone che facevano sport per più di 90 minuti al giorno hanno invece mostrato riduzioni minime. Fare attività fisica per più di tre ore al giorno è stato associato a un cattivo stato di salute mentale.

Gli autori riportano che le persone che fanno sport in modo esagerato possono avere caratteristiche ossessive. Tali caratteristiche potrebbero metterle a rischio elevato di una cattiva salute mentale.

Coppia che fa sport in spiaggia

Conclusioni

I ricercatori sostengono che i dati sulla relazione tra gli sport di squadra e una migliore salute mentale possono indicare che le attività sociali favoriscono la resilienza e riducono la depressione con la conseguente riduzione dell’isolamento sociale, dando agli sport sociali un vantaggio sugli altri.

Si è fatto uso dell’autovalutazione delle persone sui propri livelli di salute mentale ed esercizio. Pertanto, parliamo di salute mentale percepita e non di salute mentale oggettiva. Inoltre, la ricerca chiedeva ai partecipanti soltanto la forma principale d’esercizio. Potrebbe esserci, dunque, una buona quantità di variabilità incontrollata se si considerano le persone che realizzano più di un attività fisica.