David Hume: biografia e opere

· 21 Febbraio 2019
David Hume è stato uno dei grandi filosofi della storia, tanto che i suoi postulati sono tuttora validi 

La filosofia è quella disciplina che ha cercato di risolvere fin dall’antichità i misteri che circondano la nostra vita, il nostro mondo e le ragioni della nostra esistenza. Prima di conoscere le scienze, l’umanità ha cercato di rispondere a certe domande in modi molto diversi. Dopo i miti, sono affiorate le ipotesi sulla creazione e, in seguito, con la nascita della filosofia, si è cominciato a cercare un ragionamento più o meno oggettivo.

Questa prima filosofia cercava una ragione per la nostra esistenza e per la natura del mondo. Ha cercato di rispondere a ciò che è “archè”. Il passare del tempo e i progressi hanno portato la filosofia verso diversi rami e, poi, verso diverse discipline. La filosofia, quindi, nasce prima della psicologia. Per questo motivo, i filosofi hanno studiato per primi la percezione della realtà degli esseri umani.

Uno dei grandi filosofi che ha contribuito in tal senso è stato David Hume. Questo autore ha evidenziato l’importanza dell’apprendimento, delle abitudini e della mancanza di conoscenza innata, primordiale. Ovviamente, questa posizione ha influenzato la filosofia dei suoi tempi e, un secolo più tardi, anche la psicologia, proprio quando iniziava a consolidarsi come scienza propria.

Per comprendere la filosofia di David Hume, è importante conoscere il contesto storico in cui si muoveva. Durante il Rinascimento emersero due opposte correnti filosofiche legate alla conoscenza. Una di era il razionalismo, una teoria che sosteneva che l’essere umano è nato possedendo certe verità considerate universali, che gli permettono di interpretare la realtà.

All’estremo opposto si trova l’empirismo. Quest’ultimo afferma che è possibile apprendere solo attraverso l’esperienza, poiché non possediamo una conoscenza innata. Uno dei massimi rappresentanti di questa corrente era proprio David Hume. In questo articolo scopriremo le chiavi del suo pensiero, della sua vita e delle sue opere.

Testa umana con rotelle

La vita di David Hume

Hume nacque a Edimburgo, in Scozia, nel 1711 in una famiglia benestante. Suo padre era avvocato e morì quando Hume era ancora un bambino. Per questo motivo, avrebbe dovuto studiare anche lui legge, seguendo le orme del papà precocemente scomparso. Studiò al College of Edinburgh, dove ebbe come insegnanti i discepoli del grande Isaac Newton.

Poi frequentò l’Università di Edimburgo per studiare legge secondo i desideri della famiglia. Tuttavia, ben presto abbandonò gli studi perché non lo appassionavano. Si trasferì a Bristol per cercare di farsi strada nel mondo del commercio. Ma dopo diversi fallimenti, espresse tutto il suo risentimento con questa frase: “provo un’avversione insormontabile verso tutto, tranne che per lo studio della filosofia e la conoscenza in generale”.

Anni dopo si recò in Francia, dove visse tra il 1735 e il 1737. Prima a Reims e poi nell’attuale Sarthe, precedentemente nota come La Flèche. In queste località scrisse Trattato sulla natura umana, opera che venne pubblicata al suo ritorno a Londra e in cui mostra già il germe della sua filosofia successiva. Tuttavia, l’opera non ebbe molto successo e lo spinse a tornare in Scozia.

Nel 1742 pubblicò la prima parte della sua opera Essays Moral and Political con cui ottenne un notevole successo, a differenza della sua prima opera. In seguito, ricoprì vari incarichi: fu precettore del marchese di Annandale, segretario del generale St. Clair e bibliotecario dell’Ordine degli avvocati di Edimburgo.

Nel 1763 si unì all’ambasciata di Parigi grazie all’aiuto di Lord Hertford. Fu qui che stabilì una relazione con D’Alembert, Diderot e Jean-Jacques Rousseau. La sua permanenza nella capitale francese durò fino al 1769, momento in cui decise di tornare definitivamente a Edimburgo per dedicarsi alla scrittura fino alla sua morte, avvenuta nel 1776.

I pensieri di David Hume

La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza.

-David Hume-

Per comprendere al meglio il pensiero di David Hume, per prima cosa bisogna conoscere da vicino le sue opere e cercare di definire la teoria empirista che difese sempre. L’empirismo si basa su alcuni principi:

Non c’è conoscenza innata

Gli esseri umani non nascono con schemi e conoscenze di pensiero innati che stabiliscono come interpretare la realtà. Secondo la corrente empirista, tutto ciò che conosciamo della realtà è il risultato di esperienze vissute.

Queste esperienze possono essere interne o esterne, ovvero possono provenire dalla nostra riflessione e conoscenza interiore o, al contrario, dalle sensazioni e percezioni del mondo. Per gli empirici, non esiste nulla prima dell’esperienza; quello che sappiamo deriva dal mondo sensibile. La mente è come una tabula rasa, una carta bianca su cui sarà scritta la conoscenza progressivamente acquisita.

Queste idee, molto presenti in Hume, seguono la scia di altri autori empiristi come John Locke. Tuttavia, differiscono nei limiti dell’esperienza. Mentre Locke credeva che si potesse accedere alla conoscenza delle realtà oltre il sensibile, Hume fece notare che, tenendo conto della natura stessa dell’esperienza, la conoscenza sarebbe ridotta alle nostre percezioni.

Due tipi di conoscenza

Secondo Hume, esistono due tipi di conoscenza. Da un lato, le impressioni, cioè i pensieri che sorgono come risultato di esperienze che viviamo attraverso i sensi. Dall’altra, le idee astratte e ambigue, che non derivano da sensazioni fisiche.

Tutto nasce dalla percezione. Le impressioni sarebbero infatti le conseguenze della conoscenza immediata della percezione. Pertanto, le idee deriverebbero dalle impressioni e, di conseguenza, sarebbero più complesse. Hume parla anche del concetto di immaginazione, in grado di modificare le idee.

Due tipi di istruzioni

David Hume distingue tra le affermazioni probabili derivate da un fatto, che può o non può accadere, in uno spazio e in un tempo specifici. Ad esempio, anche se diciamo “il sole domani non sorgerà”, sappiamo che il sole continuerà a sorgere, perché è la conoscenza acquisita attraverso l’abitudine, la percezione e la convinzione. Ma parla anche delle affermazioni dimostrative che, a causa della loro struttura logica, possono essere dimostrate senza problemi. Ad esempio: 4 + 4 = 8.

Entrambe partecipano alla costruzione delle nostre abitudini, che definiranno il nostro modo di vivere anche se non sono esattamente uguali a quanto stabilito dalla realtà. Questi principi fondamentali sono stati riflessi nelle sue opere principali: Trattato sulla natura umana, Ricerca sull’intelletto umano e Ricerca sui principi della morale.

Testa umana con ingranaggi, simbolo del pensiero di David Hume

David Hume e la psicologia

David Hume è uno degli autori più importanti della corrente nota come empirismo. Un autore il cui contributo alla filosofia è stato fondamentale per capirla e migliorarla. La Teoria della conoscenza è uno dei rami della filosofia legate alla psicologia e, di conseguenza, non sorprende che un autore come Hume abbia fortemente influenzato questa scienza.

Per David Hume, ma anche per la psicologia attuale, non siamo nati con pensieri ed emozioni, bensì essi sono stati acquisiti e sviluppati dalle personali esperienze. Il filosofo scozzese elimina ogni tipo di innatismo e rafforza l’idea dell’apprendimento umano. Indubbiamente, si tratta di un autore che ci invita a riflettere sulle nostre percezioni e il nostro modo di comprendere il mondo.

  • Hume, D. (200p). Ricerca sull’intelletto umano (Vol. 216). Laterza
  • Hume, D. (2001). Trattato sulla natura umana. Bompiani.