Frasi di John Locke: le 5 migliori

12 febbraio 2018 in Curiosità 0 Condivisi
Coppia che si guarda frasi di John Locke

Le frasi di John Locke ci invitano a riflettere e a scoprire grandi insegnamenti da applicare alla nostra vita quotidiana. La maggioranza fanno parte delle sue opere e non ci lasceranno indifferenti.

John Locke è stato un importante pensatore britannico nato nel 1632 e deceduto nel 1704. Nonostante si sia specializzato in medicina, emerse per i suoi scritti e per gli studi di filosofia politica.

È stato un uomo con una visione multidisciplinare. È stato professore, economista, teologo, diplomatico e scrittore. Ma questo non è tutto. Locke è stato uno dei rappresentanti dell’empirismo inglese.

In questo articolo ci focalizzeremo sulle frasi migliori di John Locke. Frasi piene di saggezza che vale la pena ricordare.

John Locke

Le migliori frasi di John Locke

La preoccupazione come meccanismo di controllo

“Ciò che ti preoccupa, ti controlla”
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Questa è una delle frasi di John Locke che abbiamo ritenuto importante inserire in questa lista. Non solo per il significato che racchiude, ma perché è ancora attuale.

Tutto quello che ci preoccupa ci controlla per il semplice fatto che le preoccupazioni sono pensieri che ruotano di continuo senza una possibile via d’uscita. Credenze che alimentiamo con paure, dubbi e aspettative che, se non fermiamo, a poco a poco crescono.

Quando non superiamo ciò che ci preoccupa, compare l’ansia. Tuttavia, un proverbio cinese ci dà la soluzione per evitare che le preoccupazioni ci controllino:

“Se il problema ha una soluzione, preoccuparsene è inutile, alla fine il problema sarà risolto.
Se il problema non ha soluzione, preoccuparsene è inutile, perché non può essere risolto.”

L’importante lavoro dei genitori

“I genitori si chiedono perché i ruscelli sono amari, ma sono loro stessi ad avvelenarne la fonte.”
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La seconda delle frasi di John Locke che presentiamo è rivolta ai genitori, che svolgono un importante lavoro. Tuttavia, è una critica a un fatto che accade quasi ogni giorno. Genitori che si lamentano perché i loro figli sono ribelli, perché si sono “deformati” lungo il cammino, perché non hanno fatto propri i valori che credevano di aver trasmesso loro…
Nave in tempesta

Al giorni d’oggi, ad esempio, molti genitori sono soliti lamentarsi di quanto i loro figli siano dipendenti dal cellulare o dal computer. Tuttavia, queste lamentele denotano una mancanza di responsabilità da parte di tutti i genitori che ricorrono a videogiochi, tablet o qualsiasi altro oggetto tecnologico per far stare buoni e tranquilli i figli.

È ovvio che il tempo scorre molto in fretta, ma è necessario saper dare priorità alle cose importanti. A volte, le nostre responsabilità possono farci sfuggire di mano l’educazione dei nostri figli. Tuttavia, non possiamo dimenticare che i bambini crescono e interagiscono con altre persone, in altre parole instaurano delle relazioni ed è responsabilità dei genitori educarli nel modo adeguato.

Se li educhiamo con “tieni, gioca, così passi un po’ di tempo” o con “adesso non ho tempo”,  i bambini possono diventare dipendenti da uno schermo; dov’è il tempo di qualità che significa tutto? Come potranno i genitori servire da esempio ai propri figli se sono loro stessi dipendenti dal cellulare? Sono stati loro a guidarli in questo processo. Loro avvelenano la fonte.

Mente e felicità

“Gli uomini dimenticano sempre che la felicità umana è uno stato mentale, non una serie di circostanze.”
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La terza delle frasi di John Locke ci parla di questa felicità a cui tutti gli esseri umani anelano, ma che la maggioranza cerca nei luoghi meno adeguati. Forse perché, come ben dice, crediamo che la felicità dipenda dalle circostanze.

Se ci licenziano, non possiamo essere felici; se non riusciamo a trovare un partner, non possiamo essere felici; se non abbiamo figli, non possiamo essere felici; se non abbiamo abbastanza soldi, non possiamo essere felici… La grande domanda è: chi ha affermato tutto questo?

In quale momento ci siamo dimenticati che un errore è un’opportunità e che non avere un lavoro può essere una ragione per avviare qualcosa di nostro? La felicità ci aspetta dietro ogni angolo. Ma sta a noi scegliere se andarle incontro oppure no.
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Ballerina che lancia carte e colombe in un cerchio

Le nostre convinzioni ci condizionano a tal punto che abbiamo dato un’importanza enorme a tutto quello che succede all’esterno, senza dare priorità alla nostra vita interiore. Con prospettive nuove, con modi diversi di vedere le cose, ci sii può rendere conto che, in realtà, non c’è alcun motivo per cui essere infelici.

Il desiderio di essere come gli altri

“Siamo come i camaleonti: copiamo il tono e il colore del nostro carattere morale da chi ci circonda.”
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Questa frase di John Locke racchiude senz’altro una grande critica totalmente applicabile ai nostri giorni. Tutte le persone sono diverse, ma vi è una tendenza a desiderare di essere come gli altri, perdendo la nostra autenticità per essere così approvati da chi ci circonda.

Questo desiderio di approvazione, di appartenenza a un gruppo, ci fa perdere la nostra identità. Tutto ciò che ci rende diversi, ci mette in imbarazzo, poiché consideriamo veri i giudizi e le critiche altrui.

Invece di sentirci orgogliosi, quando qualcuno segnala la nostra diversità nei pensieri o nei modi di vedere le cose, quando giudicano le nostre abitudini, ce ne vergogniamo. Come dice bene la frase precedente, crediamo che la felicità dipenda dalle circostanze, dall’esterno. Per questo motivo, ci trasformiamo in camaleonti sacrificando la nostra vera essenza.

Il valore dello sforzo

“Il lavoro è la fonte di ogni ricchezza.”
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Chi vorrebbe essere ricco? Se ci trovassimo in una sala, probabilmente molte mani si alzerebbero. Tuttavia, la ricchezza può provenire da fonti molto diverse fra loro. Quest’ultima delle frasi di John Locke indica, in primo luogo, che la ricchezza è un prodotto del lavoro, dello sforzo e della perseveranza.

Se non siamo persistenti, al primo errore che compiamo, ci spaventeremo e desidereremo fare marcia indietro perdendo tutto quello che abbiamo ottenuto fino a quel momento. Se non ci sforziamo, tutto quello che facciamo non darà i suoi frutti. È necessario lavorare per ottenere ciò quello che vogliamo. Farlo ci renderà ricchi.

Donna con marionette

Possiamo essere ricchi per quanto riguarda i soldi, la salute, la conoscenza… Ricchi poiché facciamo quello che ci piace, perché la nostra vita emana benessere da ogni poro… Ricchi poiché abbiamo degli amici o una famiglia sana. Possiamo essere ricchi in molti modi diversi ma, in ciascuno di essi, vi è uno sforzo e un lavoro, una perseveranza e un determinato atteggiamento.

Queste 5 frasi di John Locke ci permettono di renderci conto che, per quanti anni passino, i grandi pensatori vogliono aprirci gli occhi sempre sugli stessi aspetti della vita. Non è dunque giunta l’ora di avanzare? Quando queste frasi smetteranno di essere un consiglio per trasformarsi in uno stile di vita?

Immagini per gentile concessione di Michel Cheval

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