Depressione ad alto funzionamento

· 18 Marzo 2019
La depressione ad alto funzionamento caratterizza le persone ligie al dovere, attive o che dimostrano di essere felici. Tuttavia, dietro questa maschera si nasconde spesso una persona affetta da distimia prolungata.

La depressione ad alto funzionamento non è riconoscibile a prima vista. Ha il volto di quelle persone ligie al dovere, che fanno sport, che caricano foto sui loro profili social, che salutando tutti con un sorriso. Tuttavia, dietro questa apparente normalità si nasconde una forma di depressione che può prolungarsi per anni, manifestandosi con episodi molto gravi.

C’è una immagine molto comune che la maggior parte di noi ha in mente quando si parla di depressione. È facile immaginare una persona sdraiata a letto, con le serrande abbassate e incapace di affrontare le sfide della vita. In pochi possono dire con certezza che quel collega di lavoro, quella cassiera del supermercato o persino la propria madre soffrono di una condizione psicologica che li trascina in uno stato di sofferenza perenne. Una vulnerabilità mascherata.

La depressione ad alto funzionamento è tipica delle persone che a prima vista mostrano un atteggiamento normale in qualunque aspetto della loro vita. Lavorano, intrattengono rapporti sociali, sorridono, comunicano. Tuttavia, si portano dentro da tempo un malessere profondo che si manifesta appena si svegliano al mattino.

Le prime ore della giornata hanno il sapore di un’ansia galoppante. Quella in cui si incastra perfettamente un’asfissiante pressione del tipo “posso fare tutto”, “devo continuare a essere impeccabile, a dimostrare normalità, a svolgere tutti i miei doveri”. Prima o poi, queste situazioni finiscono con il cronicizzarsi, sfociando in una forma di depressione maggiore.

La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci sempre dopo una caduta.

-Confucio-

Depressione ad alto funzionamento

La depressione ad alto funzionamento: cosa è e con quali sintomi si manifesta?

La depressione ad alto funzionamento descrive un disturbo clinicamente conosciuto come distimia. Ciononostante, questa forma presenta una particolarità che la distingue dalla più classica diagnosi: in questo caso non si manifesta alcuna mancanza di energia. Il motivo di ciò risiede nel fatto che questi pazienti evidenziano un’alta inclinazione al perfezionismo. Abbandonare un’impresa o mostrare un fallimento in qualcosa non è per loro tollerabile.

Chi soffre di distimia è in grado di alzarsi ogni giorno e compiere il proprio dovere. In alcuni casi si tratta anche di professionisti di successo e di persone fortemente competenti che nessuno sospetterebbe essere afflitti da una battaglia contro l’angoscia, la disperazione e l’infelicità.

Ben oltre le nostre aspettative, la depressione ad alto funzionamento è una condizione grave che porta talvolta al suicidio senza che le persone care siano in grado di accorgersi per tempo della situazione. Nessuno si spiega come qualcuno con una vita apparentemente perfetta possa fare una scelta così drammatica.

Uno studio condotto dalla Facoltà di Medicina dell’Università di Pittsburgh (USA) indica che la distimia colpisce quasi il 6% della popolazione. Non individuarla o non rivolgersi al consiglio di un esperto fa sì che sfoci in una depressione maggiore, con serie conseguenze.

Scopriamo, quindi, quali sono i sintomi che indicano la presenza di depressione ad alto funzionamento.

Dottoressa stanca

Difficoltà a provare allegria, entusiasmo e motivazione

Le persone affette da questa condizione psicologica sono capaci di esprimere emozioni positive. Tuttavia, esprimerle non vuol dire provarle. Il soggetto è incapace di provare l’allegria di un tempo, la motivazione che spinge verso un obiettivo, di godersi le proprie passioni.

E questo provoca senza dubbio un conflitto spossante, perché la persona ha bisogno di mostrare normalità, simulare efficienza, benessere e competenza.

Autocritica implacabile

La depressione ad alto funzionamento è tipica soprattutto delle persone molto esigenti con se stesse. Parliamo di profili perfezionisti, che non esitano a fare autocritica quasi su qualunque aspetto. Non permettono a se stessi di fallire, di avere dubbi, né di mostrarsi vulnerabili.

Come se non bastasse, arriva un momento in cui questa autocritica si manifesta anche fuori. Alla fine, arrivano a sottoporre a giudizio tutta la propria realtà, vedendola come un ambiente saturo di errori, di aspetti spiacevoli, fastidiosi o vuoti. Tutto questo non fa altro che fomentare la loro sofferenza.

Le piccole cose si ingigantiscono

Che qualcuno arrivi tardi, che la metro sia molto affollata, che il partner si sia dimenticato di qualcosa, che i bambini sporchino il soggiorno, che no ci sia acqua calda… Piccoli problemi quotidiani da affrontare sempre nel modo migliore diventano un ostacolo di carattere esponenziale per le persone con depressione ad alto funzionamento. Questo perché affrontano tutto facendosi caro di una pesante zavorra emotiva.

È facile, quindi, che reagiscano in modo spropositato. Lo fanno carichi di stress, laddove lungi dal mostrarsi abbattuti o incapaci di reagire, attivano risposte spropositate con cui, in molti casi, riescono a trovare una soluzione a questi problemi, ma il costo psicologico che provocano in loro è immenso. Fino a quando non ne possono più.

Uomo con testa a tv

Applicazione di strategie ad hoc (inefficaci)

Questi pazienti si trascinano dietro per anni la distimia, gestendola a modo loro. Sono coscienti del proprio malessere, della propria angoscia e della propria infelicità. Tuttavia, lungi dal richiedere un consulto medico, scelgono di applicare le proprie strategie per affrontare la situazione.

Si tratta, però, di risorse che fungono da via di fuga. Sono modi per camuffare il problema, per sminuirlo. Ne sono un esempio vedere in modo compulsivo le serie tv preferite, di fare sport in modo compulsivo, mangiare o -nei casi più estremi- lasciarsi trascinare dal consumo di alcol e droga.

Per concludere, la depressione ad alto funzionamento è tipica di tutti coloro che sono incapaci di abbandonare un’impresa, di prendere piena coscienza del fatto che hanno bisogno di aiuto psicologico. Il bisogno di vivere freneticamente, di esigere il massimo da se stessi, nasconde spesso una realtà grave e preoccupante.

Non prendersi mai una pausa farà riaffiorare la cruda realtà: non riusciamo a sopportare la nostra vita, noi stessi, la depressione che ci affianca da troppo tempo come un copilota. Tiriamo il freno e rivolgiamoci a un professionista. La distimia ha una cura e meritiamo di sentirci meglio, di vivere meglio.

  • American Phychiatric Association. (2002). Trastornos del estado de ánimoDSM-IV-TR Manual diagnóstico y estadístico de los trastornos mentales (pp. 79–81). https://doi.org/10.1016/j.ejmech.2013.09.028
  • Spanemberg, L., y Juruena, MF (2004). Distimia: características históricas y nosológicas y su relación con transtorno mayor depresivo. Revista de Psiquiatria Do Rio Grande Do Sul , 26 (3), 300-311. https://doi.org/10.1590/s0101-81082004000300007