Depressione ed ansia non sono segni di debolezza

· 8 marzo 2016

La depressione e l’ansia non sono sinonimi di debolezza né di scelta personale, non possiamo decidere se vogliamo o non vogliamo che ci accompagnino.

Assolutamente. I problemi emotivi non funzionano così, non si tratta di “voglio stare male e mi lascio affogare nel pozzo della tristezza o dell’ansia”. Non sono segni di debolezza né fragilità o povertà d’animo, tanto meno di resa né abbandono.

Di fatto, potremmo dire che sono segni di lotta, di battaglia alle avversità o dinanzi a situazioni personali scomode e dolorose, a perdite, esperienze negative ed incertezza.
tristezza

La depressione e l’ansia non sono scelte personali

A tutti può capitare. Un “bel” giorno tutto perde il senso che aveva, non c’è più nulla che motivi, è difficile persino alzarsi da letto, ci si sente profondamente tristi o irritabili.

Allo stesso tempo, può succedere che tutto questo ci sopraffaccia e ci sfinisca, che il nostro respiro acceleri all’improvviso e che ci sentiamo incapaci di affrontare la vita in modo “semplice e veloce”. In qualche modo, ci sentiamo vinti dalle circostanze, senza forza né voglia. Questo stato viene e va oppure ci accompagna in modo permanente.

Allora iniziamo a pensare che forse dovremmo consultare uno specialista che ci confermi di essere “invasi” da una profonda tristezza o da una tremenda inquietudine che ci fa sentire incapaci di affrontare la nostra vita quotidiana.

Può succedere che dopo un susseguirsi di situazioni che ci hanno colpito duramente, ci ritroviamo a fare i conti con una grande perdita personale e, all’improvviso, il bicchiere trabocca. Questo ci sconvolge, non riusciamo a capire cosa succede né perché stia succedendo.
ragazza triste allo specchio

Di conseguenza, affondiamo in uno stato d’animo ansioso, depressivo o misto, a partire dal quale tendiamo ad evitare o a non stare bene uscendo di casa, realizzando compiti ed attività che prima ci risultavano soddisfacenti, relazionandoci con le persone che ci circondano, etc.

Tutto questo è tremendo, ma possiamo venirne fuori. In momenti come questi si ha bisogno di un professionista che ci dia una spiegazione che dia coerenza emotiva a questa situazione e che ci aiuti a superarla.

È fondamentale fare il passo più importante del processo: chiedere aiuto psicologico per equilibrare il nostro stato emotivo e “curare” i nostri pensieri.

I commenti che ci affondano

Su questo punto si concentra l’articolo di oggi: il nostro rapporto con le persone che ci circondano cambia. Non è una situazione facile per nessuno e, di fatto, è probabile che in questo momento inizino a sorgere le critiche e a fioccare i commenti e gli atteggiamenti infetti da incomprensione.

“Stai così perché lo vuoi”, “Su, alzati e combina qualcosa nella vita”, “Sei un buono a nulla”, “Sei grande abbastanza per smetterla con questi atteggiamenti infantili”, “Non piangere, non è così grave”, “Sei un codardo”, “Affronta la vita una volta per tutte e smettila con queste stupidaggini”…

bambina triste su neve

Questo alimenta ancora di più la tristezza, l’apatia e l’ansia. Diciamo che questi commenti ed atteggiamenti si sommano ai pensieri negativi che inquinano la nostra mente e, di conseguenza, la mente ed il mondo della persona si tingono ancora più di nero.

Evidentemente questo è un invito indiretto a vivere per inerzia e ad allontanare la nostra vita, così come a rafforzare il circolo vizioso che ci ha spinti nella trappola. Lungi da apportare chiarezza al nostro stato e dall’avere informazioni precise su esso, la nostra atmosfera si dirada sempre di più.

Nella nostra società c’è una grande crudeltà nei confronti dei dolori psicologici ed emotivi, considerati di seconda, terza o persino quarta categoria. In realtà, è davvero terrificante il valore che diamo alla nostra salute psicologica.

Così come non ci verrebbe mai in mente di ignorare una ferita infetta o da cui non smette di uscire sangue, un mal di stomaco continuo e lancinante oppure un forte mal di testa, non possiamo astenerci dal prendere in considerazione il dolore fisico.

Dobbiamo dare alle nostre ferite emotive l’importanza che meritano, perché il malessere psicologico richiede cura, lavoro e un sostegno fondamentale per guarire.
sguardo triste

In altre parole, non possiamo lasciare che il tempo ci curi, perché corriamo il rischio che questo non avvenga e che, al contrario, si aprano più ferite, che le infezioni si estendano e che i nostri problemi si paralizzino.

Magari potessimo scegliere di non avere problemi, godere al massimo ogni momento e stare sempre bene. Tuttavia, non possiamo evitarlo e, di certo, nessuno è salvo dal pericolo.

Prima capiamo questo, prima impariamo a prenderci cura di noi come meritiamo e a non gettare benzina sul nostro fuoco, a non incendiare la nostra mente con un dialogo interiore che sminuisce e sottovaluta le emozioni ed i problemi con cui ci troviamo quando ci rendiamo conto che il mondo, in realtà, non è del colore che si abbina a tutti.