Depressione: quando l’oscurità si accanisce contro di noi

· 24 luglio 2016

La depressione è un dolore che ci attanaglia e che si trasforma nella nostra ombra. Spesso ha un’amica pericolosa, l’ansia. Queste due ci trasmettono la paura di provare sentimenti e rabbuiano le nostre emozioni. Generano pensieri dannosi per la nostra essenza e intaccano la nostra autostima, minandola gravemente.

Ebbene, l’affetto che proviamo verso noi stessi dipende in larga parte da ciò che diciamo e da come ci comportiamo. In altre parole, i nostri pensieri, sentimenti ed azioni influiscono sul nostro stato generale.

Come vedremo, è frequente non riuscire a mantenere sempre un circolo salutare. Vogliamo anche dirvi che avere pensieri, sentimenti e/o emozioni nocivi non è solo un sintomo di ansia e depressione: le problematiche sono molte e diverse. Per questo motivo, la metafora che utilizzeremo in questo articolo è utile per tutti, non solo per chi soffre di disturbi emotivi.

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La metafora dell’autobus per capire la depressione e l’ansia

C’è una metafora, molto usata nelle terapie contestuali, che ci aiuta a comprendere meglio il triangolo della personalità che conforma i nostri pensieri, sentimenti e comportamenti. Vediamola assieme, prestando molta attenzione:

“Immaginatevi di essere i conducenti di un autobus con a bordo molti passeggeri. I passeggeri sono pensieri, sentimenti, ricordi e tutto ciò che di simile si tende ad accumulare nella vita. L’autobus ha un’unica porta, riservata esclusivamente all’ingresso. Alcuni dei passeggeri sono molto sgradevoli e all’apparenza pericolosi.

Mentre guidate l’autobus, certi passeggeri iniziano a minacciarvi dicendovi cosa dovete fare, dove dovete andare, quando dovete girare a destra, quando dovete accelerare, ecc. Arrivano persino al punto di insultarvi e scoraggiarvi: siete dei pessimi conducenti, dei falliti, nessuno vi apprezza. Al che, vi sentite davvero male e fate tutto ciò che vi dicono per zittirli, perché se ne vadano a sedere in fondo all’autobus e vi lascino guidare in pace.

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Ma un bel giorno vi stufate di queste minacce, volete cacciarli dall’autobus. Purtroppo non potete, allora litigate e li affrontate. Senza che ve ne rendiate conto, vi siete fermati, avete smesso di guidare e ora non state andando da nessuna parte. Oltretutto, i passeggeri sono molto forti, resistono, e voi non potete farli scendere dall’autobus. Rassegnati, fate ritorno al vostro sedile e riprendete a seguire le loro direttive per calmarli.

Fate tutto ciò che vi dicono per non essere disturbati, per non stare male, per non discutere con loro e per non vederli neanche. Seguite i loro ordini sempre più prontamente, con l’idea di allontanarli dalla vostra vita. Senza che ne siate consapevoli, non è più necessario che vi dicano di girare a sinistra: lo fate in automatico per evitare che i passeggeri vi si rivoltino contro e vi minaccino.

In poco tempo, inizierete a giustificare le loro decisioni e vi auto-convincerete del fatto che state guidando l’autobus verso l’unica direzione possibile. Il potere dei passeggeri si basa su minacce del tipo “se non farai ciò che diciamo, faremo sentire la nostra presenza, in modo da guardarci e ti faremo stare male”, ma questo è tutto ciò che possono fare.

È vero che, quando appaiono questi passeggeri (i pensieri e i sentimenti molto negativi), hanno l’aria di poter fare molto male; per questo voi accettate tale maltrattamento e fate ciò che dicono per essere lasciati in pace.

In realtà, nel tentativo di mantenere sotto controllo i passeggeri, perdete la corretta direzione verso cui stava andando il vostro autobus. Loro non girano il volante né manovrano l’acceleratore o il freno. Siete voi i conducenti. I passeggeri non devono decidere al posto vostro.”

La difficoltà di questa situazione riassunta in un disegno

I problemi di ansia e depressione sono condivisi da milioni di persone in tutto il mondo. Ciononostante, spesso ci scontriamo con una forte incomprensione: tale problema e le persone che ne soffrono sono ancora considerati tabù.

Per questo motivo, l’artista Nick Selçuk ha riassunto in un fumetto la difficoltà di lottare contro tali patologie. In questo semplice modo, l’autore avvicina il pubblico a una realtà buia come quella vissuta da una persona che soffre di problemi di ansia e depressione. Gli ingredienti delle vignette sono la comprensione ed il superamento, dunque la lettura può risultare positiva per più di qualcuno.

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È evidente che non è piacevole vivere questi problemi. Essi non rappresentano né una scelta né un sintomo di debolezza. Pertanto, partite dal presupposto che la depressione e l’ansia:

  • Non vi definiscono;
  • Non vanno intese come difetti;
  • Vanno comprese in base alla relazione che stabilite con esse.

Eliminate dalla vostra testa l’idea che le persone con problemi di ansia e depressione siano vulnerabili, deboli e colpevoli.

È importante acquisire consapevolezza a questo proposito e non puntare costantemente il dito, dicendo “chi è causa del suo mal pianga se stesso”: le persone con questi problemi hanno bisogno di affetto e comprensione, così come del contatto con un professionista che li guidi a gestire correttamente le disfunzioni emotive di cui sono vittime.