Paura di fallire

· 30 marzo 2015

Quando durante la nostra vita falliamo in varie occasioni, fa il suo ingresso sul palcoscenico la “paura di fallire di nuovo”. Con questa paura viviamo evitando le situazioni fallimentari, allontanandoci sempre di più dai nostri progetti e dai nostri sogni. Un sentimento di fallimento e frustrazione ci pervade. Tanto sforzo per che cosa? Se tanto fallirò di nuovo, perché continuo a provarci?

È con questi sentimenti che ci fermiamo, ci stanchiamo e ci abbandoniamo; cerchiamo di far fronte alle avversità della vita, cerchiamo di non tornare sull’argomento, proviamo a non essere più sull’orlo del fallimento. Tuttavia, è difficile e doloroso da mantenere.

Sembra che la vita e le persone continuino a ricordarci spesso del fallimento, ce ne parlano e ci fanno domande. “Perché non me lo lasciano dimenticare e voltare pagina per una buona volta?”.

Reagiamo con dolore, sofferenza e rabbia. “Adesso che stavo iniziando a vivere senza pensarci e stavo bene…”.

Nonostante ciò, stavamo bene o semplicemente volevamo nascondere il dolore per sempre e farci forza? In realtà, come in molti processi emotivi, quello che non viene guarito lascia un’impronta. In molte occasioni, sebbene avessimo creduto di averlo accettato, in realtà ci eravamo solo rassegnati.

In altre situazioni invece abbiamo solo cercato di sforzarci di dimenticarlo, di nasconderlo, di chiuderlo per sempre, di non pensarci più, anche se non ci siamo riusciti. Il dolore emotivo è come una ferita sul corpo: se non la curiamo, si chiuderà e cicatrizzerà solo in superficie, mentre dentro resterà infetta. Così, ogni carezza farà male, ossia, ci sentiremo più sensibili sul tema in questione, il che significa che la ferita non è stata sanata del tutto.

Allora che bisogna fare?

La frustrazione è un’emozione che ci fa evitare ciò che ci fa soffrire. Se abbiamo fallito e ci sentiamo frustrati, è probabile che evitiamo di nuovo quel dolore. Si tratta di un tentativo fallito, e questo ci fa soffrire. Tuttavia, non è sempre così.

Pensiamo a situazioni e progetti che, seppur portati a termine, ci hanno fatto soffrire lo stesso. Che cosa li rende diversi?

Quando c’è qualcosa che non riusciamo a ottenere, ma sappiamo di avere più alternative e di poter percorrere altri cammini, sarà un fallimento, ma non ci sentiremo dei falliti né frustrati. Se accettiamo che non era possibile, impareremo da questa esperienza e, sebbene ci dispiacerà non esserci riusciti, almeno non ne soffriremo.

Continueremo a esplorare le diverse vie per raggiungere i nostri obiettivi e addirittura ci motiveremo ancora di più ad andare avanti.

Tuttavia, quando ci sentiamo dei falliti è perché consideriamo solo un’opportunità per ottenere ciò che vogliamo, e crediamo che quella fosse l’unica possibilità esistente. Dunque la paura ci pervade: “sono un fallito”, “non ci riuscirò mai”, “devo rassegnarmi a questa vita”. Eviteremo di ritrovarci di fronte al fallimento e smetteremo di tentare.

Esistono molti cammini…

Ogni volta che falliamo in un tentativo, dobbiamo analizzare i molteplici cammini per raggiungere i nostri progetti e sogni. Non ce ne è mai uno solo. Così, un fallimento non sarà altro che un cammino esplorato e da cui impareremo che ci resta ancora molto da scoprire. In questo modo non sorgerà la paura, non eviteremo di continuare a camminare, a lottare e a esplorare, ma andremo ancora avanti.

Per questo, malgrado non riusciamo a ottenere qualcosa, ci sentiremo orgogliosi di noi stessi, perché non smetteremo di inseguire i nostri desideri e perché ad ogni passo saremo cresciuti, ci si saranno aperte nuove opportunità, avremo raggiunto destinazioni inaspettate, a volte più soddisfacenti dell’obiettivo che ci ha fatto partire. La vita non smetterà di sorprenderci e di offrirci opportunità sempre che noi siamo disposti a continuare a camminare e a cercare la nostra felicità.

Immagine per gentile concessione di: Sergey Nivens