Dialettica signore-servo di Hegel

· 27 agosto 2018

Dialettica signore-servo è un celebre concetto del filosofo Friedrich Hegel, considerata come uno degli elementi chiave della sua filosofia, che ha poi influenzato molti altri filosofi. È la base del materialismo dialettico sviluppato da Karl Marx, ma ha esercitato una forte influenza anche sulla psicanalisi.

Secondo Hegel, la realtà umana si condensa in ciò che chiamiamo storia universale. A sua volta, a segnare questa storia è la relazione impari fra gli esseri umani. Fra i tiranni e gli oppressi. In questo modo, la dialettica storica è la dialettica signore-servo. A muovere la storia è stata questa contraddizione fra gli uni e gli altri che ha dato luogo a una disuguaglianza nell’autocoscienza degli esseri umani.

“Il popolo è quella parte dello Stato che non sa quel che vuole.”

-Friedrich Hegel-

Ricordiamo che in Hegel la dialettica è una forma di ragionamento nella quale si verifica l’interazione tra due tesi contrapposte, che a loro volta conducono a nuovi concetti che superano tale contraddizione. In questo modo, vi è una tesi che solleva determinati ragionamenti. Segue un’antitesi, che espone i problemi o le contraddizioni della tesi. Dalla dinamica fra tesi e antitesi sorge la sintesi, che diviene una soluzione o una nuova prospettiva sulla questione.

Il desiderio e la dialettica signore-servo

Nella dialettica signore-servo di Hegel, il desiderio gioca un ruolo molto importante. Questo filosofo sottolinea che gli animali hanno un desiderio che si soddisfa con un oggetto immediato. L’animale non è cosciente di ciò che desidera. Nell’essere umano, invece, le cose sono diverse.

Hegel immagine in bianco e nero

Secondo Hegel, la storia è la storia dei rapporti sociali. Questa si inaugura quando vi sono due desideri umani a confronto. Ciò che l’essere umano desidera è essere desiderato dall’altro essere umano. In altre parole, vuole essere riconosciuto dall’altro. Dunque, il desiderio umano è fondamentalmente il desiderio di riconoscimento.

L’essere umano desidera che gli altri gli diano un valore autonomo, e dunque un valore proprio che lo differenzi da tutti gli altri. Questo è ciò che definisce la condizione umana. Secondo Hegel, un fattore intrinseco nell’essere umano è dunque imporsi sugli altri. Solo quando l’altro lo riconosce come un essere autonomo, si crea l’autocoscienza. A loro volta, le autocoscienze dichiarano fra loro una sfida all’ultimo sangue.

La storia secondo la prospettiva di Hegel

Sulla base dei concetti che abbiamo esposto in modo molto sommario, Hegel costruisce la sua dialettica signore-servo. Questa afferma che sin dal primo momento della storia si creano due figure: il signore e il servo. Il primo si impone sul secondo negandolo, in altre parole, non riconoscendo il suo desiderio. Lo domina annullandolo. Il dominato deve rinunciare al suo desiderio di riconoscimento perché ha paura di morire.

In questo modo sorge una specie di coscienza nel dominato. Questa coscienza riconosce l’altro come signore e se stesso come servo del primo. Non riesce pertanto a dare forma a un’autocoscienza in quanto tale, ma concepisce se stesso a partire da una logica nella quale impera lo sguardo del signore. Questo costituisce l’essenza della dialettica signore-servo.

Schiavitù con varie fasi evoluzione umana

Tutto ciò ha delle importanti ripercussioni sull’attività produttiva. Il padrone non entra in contatto con la materia prima, o “la cosa”, che lo schiavo trasforma con il proprio lavoro. A sua volta, lo schiavo entra in contatto con essa solo per trasformarla, ma non è sua né è destinata al suo consumo. Come il lavoratore che produce i mattoni, ma non ha una casa propria.

Signori e servi

Hegel afferma dunque che la dialettica della storia è la dialettica signore-servo. Sin dall’inizio della storia vi sono stati dominatori e dominati. Un’entità riconosciuta, il signore, e un’entità che riconosce, il servo. Questo servo smette di essere un’entità autonoma e si trasforma in qualcosa che viene reificato dal signore.

A causa di questo dominio, il signore costringe il servo e lo obbliga a lavorare per lui. Detto lavoro non è un processo creato dal servo, ma un’imposizione che lo converte in oggetto di lavoro. Tuttavia, il signore finisce per dipendere dal servo per garantire la sua sopravvivenza. E vi è sempre un momento nel quale i ruoli si invertono, dato che il servo risulta indispensabile per il signore, ma quest’ultimo non lo è per il servo.

Palla da schiavo con catene

La dialettica signore-servo è un concetto che ha segnato un prima e un dopo nella storia della filosofia. Ha gettato le basi per alcuni postulati che, per quanto siano state rivisti e reinterpretati, mantengono una propria validità di fondo.