Namasté: il valore della gratitudine e del riconoscimento

· 22 luglio 2015

Namasté è molto più che una parola originaria della bellissima e antichissima lingua sanscrita: essa racchiude in sé stessa una serie di concetti che l’hanno resa universale e le hanno fatto superare qualsiasi frontiera.

Va ben oltre i saluti abituali della pratica dello yoga. Questo termine raccoglie nelle sue antiche radici un’essenza che dovrebbe pulsare ogni giorno nel cuore di tutti gli uomini; tuttavia, sembra che tutti facciano riferimento al Namasté come all’ennesima moda adottata dalla nostra società consumista, dipendente dalle tendenze del momento. In questo modo, si è perso il suo senso autentico, il suo valore intrinseco.

Oggigiorno, viene praticata la gratitudine, nel senso più nobile e umile del termine? Siamo riconoscenti verso gli altri così come lo siamo verso noi stessi? Questo è ciò che si nasconde veramente nella parola “Namasté”; è di questo che vogliamo parlarvi oggi e dei valori che, nel nostro quotidiano, sono sempre meno presenti.

Namasté: io mi inchino a te e ti sono riconoscente

Per la società occidentale, la parola Namasté è intimamente collegata con lo yoga. Tuttavia, coloro che amano approfondire la cultura e la religione del sud dell’Asia, sapranno che tale termine è quotidianamente presente nella vita degli indù, dei buddisti e di tutti quei popoli che hanno fatto propri questi rituali di saluto. In questa parola, così ricca di simbolismo, vi è anche il senso dell’atto universale del ringraziamento.

In realtà, va detto che non si tratta di una parola unica, Namasté è il risultato di due termini: il primo è namas”, che si può tradurre con “saluto” o “riverenza”, e la cui radice è “nam”, che significa “prostrarsi”, “inchinarsi”. Il secondo termine è “te”, ovvero un pronome personale che completa la parola, dandole quindi il significato di “mi inchino a te”.

Questa idea è rappresentativa della spiritualità tipica di questa cultura, in cui ogni essere sulla terra forma un tutt’uno in armonia con l’universo.

Cosa significa tutto ciò? Qualcosa di molto interessante:

  • Se tutti facciamo parte di una stessa entità, ciò che tocca gli uni tocca anche gli altri. Pertanto, riconosciamo gli altri come una parte di noi stessi e per questo li rispettiamo. La parola Namasté difatti simbolizza anche il gesto di unire le mani; così facendo, dimostriamo all’altro che non vi è differenza tra noi due, perché entrambi siamo la stessa cosa. Un altro dettaglio interessante è che, nell’induismo, sul piano spirituale, la mano destra rappresenta la divinità, mentre la sinistra rappresenta le cose terrene e l’uomo devoto che si inclina alla divinità.
  • Pronunciando la parola Namasté, ringraziamo l’altro e gli siamo riconoscenti per il gesto che ha fatto. Ringraziando l’altro, siamo riconoscenti anche verso noi stessi, proprio perché abbiamo creato una unione mutua. In altre parole, se, per esempio, aiutiamo un amico a risolvere un problema e lui ci ringrazia, ambedue ne verremo beneficiati: lui per aver risolto il suo problema e noi per aver compiuto un atto nobile. Entrambi siamo parti di quel tutto dove ognuno è riconoscente verso l’altro.

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Namasté: un valore da introdurre nel nostro quotidiano

Può darsi che non siate persone religiose, né persone che danno molto peso alla spiritualità per poter cominciare ad usare la parola Namasté da oggi in poi. Non vi stiamo dicendo questo, stiamo solo cercando di farvi riflettere su alcuni valori che sono racchiusi in questo termine: la gratitudine e la riconoscenza.

In che modo possiamo introdurli nella nostra vita quotidiana? Riflettete su questi aspetti:

  1. Per essere grati, prima di tutto bisogna imparare ad essere umili. Ma fate attenzione: essere umili non significa affatto dare tutto agli altri e rimanere senza nulla, bensì riconoscere i nostri limiti, ammettere i nostri difetti, saper godere delle cose frugali, avere una mente aperta, sapersi arricchire con gli altri, con ciò che ci danno e ci offrono. Colui che è umile è anche grato, perché capisce più degli altri il significato autentico delle cose.
  2. Rispettate coloro che vi circondano, rispettate la Natura e rispettate voi stessi.
  3. Valorizzate i vostri cari, aspettate, ascoltate, arricchitevi di conoscenza. Compiacete gli altri e voi stessi come vi meritate, ricordatevi che fate parte del “tutto”.
  4. Rallegratevi di tutto ciò che fate, per ogni cosa che ricevete dagli altri, per ogni piccolo dettaglio che vi circonda.
  5. Ringraziate: ricordatevi sempre di ringraziare ovunque andiate, per qualsiasi cosa vediate, sentiate o riceviate … Perché tutto fa parte di voi, e voi, a vostra volta, fate parte di quel tutto nel quale potrete trovare il vostro equilibrio.