Il pericolo di dire agli adolescenti di poter fare tutto nella vita

· 4 maggio 2017

Molti genitori dicono ai propri figli adolescenti: “Tu sarai in grado di fare qualsiasi cosa”. Tutti i genitori dovrebbero spronare i propri figli a seguire i loro interessi e a non sentirsi limitati dalla visione che la società ha delle loro capacità. Nonostante ciò, un atteggiamento così positivo e, a quanto sembrerebbe, motivante, può avere degli svantaggi inaspettati.

Prima di tutto, perché non è detto che tutti possano essere e fare ciò che vogliono nella vita, o forse sì, ma la strada dei sacrifici è talmente lunga che gli adolescenti dovrebbero sapere anche che cosa li aspetta prima di tagliare la linea del traguardo. Forse vogliono essere atleti professionisti, perché sono affascinati dalle grosse quantità che guadagnano e dalla fama che ottengono, ma in realtà non amano lo sport e non si sentono attratti dalla vita spartana che richiede.

Arrivato il momento della verità, questioni come le caratteristiche genetiche o la propria capacità di sopportare la sofferenza, ci tagliano fuori. Bisogna considerare anche il fattore fortuna e il caso, perché giocano un ruolo molto importante: il nostro corpo è relativamente fragile e non è raro che, se gli chiediamo troppo, inizino a comparire delle lesioni. Quando scelgono una certa strada, gli adolescenti devono essere coscienti di tutto ciò.

Gli studi, inoltre, dimostrano che, quando ci prefissiamo mete molto ambiziose, quegli obiettivi possono dimostrarsi nocivi. Questo è ciò che, per esempio, porta ad adottare un comportamento poco etico, come il doping, con lo scopo di raggiungere quegli obiettivi ambiziosi o che poi ci porta a sentirci come dei falliti perché non li raggiungiamo.

Creare una strada da seguire senza una mappa è nocivo per gli adolescenti

Dire agli adolescenti che possono fare qualsiasi cosa senza aiutarli a disegnare una mappa da seguire ha implicazioni molto negative. Spronarli a stabilire mete ambiziose senza fornire loro nessun tipo di informazione né aiuto su come raggiungerle può essere fonte di una grande frustrazione, con la quale forse non sono pronti a convivere o, semplicemente, non vogliono.

D’altra parte, per gli adolescenti, è molto difficile giudicare da soli se si stanno sforzando abbastanza nel fare qualcosa. In più, possono persino arrivare a pensare che desiderare qualcosa sia sufficiente o pensare che la facilità con cui riescono a fare qualcosa li aiuterà sempre in modo naturale.

È meglio riconoscere che i successi importanti sono difficili da ottenere e persino aiutarli ad accettare il fatto che la fortuna gioca un ruolo chiave nella vita (nel bene e nel male), e poi dare loro una mappa grazie alla quale andare avanti fino a raggiungere il loro obiettivo.

Erica Reischer, autrice del libro What Great Parents Do: 75 simple strategies for raising fantastic kids (Cosa fanno i migliori genitori: 75 semplici strategie per crescere figli fantastici), propone una strategia che chiama “la strada delle 3 P”.

Le tre P

Invece di dire agli adolescenti che possono fare tutto nella vita, Erica Reischer propone di insegnare loro le tre P: pratica, pazienza e perseveranza.

  • Pratica: lo sforzo, insieme al feedback, è fondamentale per lo sviluppo della maestria e il raggiungimento dell’eccellenza.
  • Pazienza: il dominio di un’attività e i successi significativi accadono dopo un lungo periodo di tempo.
  • Perseveranza: gli ostacoli sono normali e i contrattempi sono comuni in qualsiasi grande impresa.

Erica Reischer sostiene che bisogna spiegare bene ai bambini che il successo si ottiene con lo sforzo e con i progressi passo dopo passo, non paragonandosi agli altri.

Prima di essere adolescenti, sono bambini

Si dice che, una volta Thomas Edison venne sorpreso da un collega sul posto di lavoro circondato da migliaia di esperimenti falliti. In quella situazione, Edison rispose al suo amico: “Ho provato di tutto, ma non ho fallito. Ho solamente provato diecimila metodi che non hanno funzionato”. Questo è ottimismo e capacità di imparare dagli errori.

Quando vostro figlio si mostra impotente e pessimista e dice di non essere in grado di fare qualcosa, spiegategli come si fa per fargli vedere che è possibile, raccontategli questa storia. Dopodiché, ditegli che qualsiasi sfida o ostacolo richiedono tempo e sforzo, e che più tempo e sforzo gli si dedica, più si avvicineranno alla meta.

Vostro figlio saprà arrivare molto lontano solo se sarà in grado di affrontare gli ostacoli che, giorno dopo giorno, gli si presentano davanti, e se riuscirà a rendersi conto che, effettivamente, sta facendo dei progressi. Vostro figlio non ha bisogno di risposte, bensì di opportunità per imparare e per affrontare le proprie frustrazioni.

Tuttavia, più importante della meta finale, quando parliamo di bambini, ciò di cui hanno bisogno è divertirsi nel fare tutto quello che fanno. Forse vogliono essere dei calciatori, ma prima devono giocare molte partite con i loro amici e, semplicemente, divertirsi. L’esigenza che fa parte delle professioni di alto livello inizia solo durante l’adolescenza e in modo graduale.

Prima di essere adolescenti, i bambini devono divertirsi e, finché le esigenze e la frustrazione non sorgono, i bambini possono sognare di essere chi vogliono. Possono persino cambiare sogno ogni giorno e noi dobbiamo solo rallegrarci di ogni loro proposta. Si tratta di una fase di scoperta e per loro questo è un modo come un altro di esplorare il mondo con la propria immaginazione e tenendoci per mano. Ricordatevi che più esplorano, più conoscono e meglio potranno scegliere quando arriverà il momento.