Disfunzioni sessuali femminili e trattamenti

Le disfunzioni sessuali femminili sono un problema invalidante e molto fastidioso. In questo articolo presentiamo diverse tecniche utili ad aumentare il desiderio sessuale, il raggiungimento dell'orgasmo e il successivo appagamento sessuale.
Disfunzioni sessuali femminili e trattamenti

Ultimo aggiornamento: 02 settembre, 2021

In genere, le disfunzioni sessuali femminili riguardano la dissimulazione e il trattamento sociale e sono meno note di quelle maschili. Seppur poco conosciute, sono altrettanto invalidanti, fastidiose e limitanti.

I trattamenti per le disfunzioni sessuali femminili hanno lo scopo di affrontare questi disturbi. Consistono soprattutto in mancanza di desiderio sessuale, mancanza di eccitazione, difficoltà a raggiungere l’orgasmo o dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia).

Qualunque sia il problema, sebbene esistano tecniche specifiche per ogni singolo caso, nella maggior parte degli interventi possiamo trovare degli aspetti comuni.

Motivazione al cambiamento: io o il mio partner?

Nei trattamenti per le disfunzioni sessuali femminili, si interviene non solo sulla disfunzione in sé, ma anche su tutti gli stadi della risposta sessuale, dato che sono strettamente collegati.

Se non si raggiunge uno stadio, non si potrà accedere ai seguenti, che risulteranno alla donna poco familiari ed estranei.

È anche importante conoscere la motivazione che sta alla base delle richieste di una donna: potrebbe essere un aumento del piacere o il desiderio di soddisfare il partner.

Nel secondo caso, uno dei primi punti dell’intervento terapeutico sarà analizzare, e in alcuni casi ristrutturare, i motivi che hanno portato la donna a cercare un consulto.

Donna triste seduta sul letto.

La tangenzialità di tutte le disfunzioni sessuali femminili: una buona valutazione

Prima di iniziare i trattamenti per le disfunzioni sessuali femminili, è fondamentale avere delle informazioni su vari aspetti che riguardano la donna:

  • Aspettative sulla terapia.
  • Se ci sono problemi di autoimmagine e di autostima.
  • Fattori di stress che non riguardano la sfera sessuale (la morte di qualcuno, la nascita di un bambino).
  • Qualità del rapporto di coppia.

Una volta effettuata la valutazione, il passo successivo sarà la progettazione dell’intervento terapeutico: includerà strategie e misure che meglio si adattano al caso e che si sono dimostrate efficaci negli studi scientifici.

Benvenuto desiderio sessuale! Addio ansia!

All’interno dei trattamenti per le disfunzioni sessuali femminili, la tecnica della focalizzazione sensoriale è utile per facilitare il desiderio sessuale della donna, che potrebbe dipendere da una moltitudine di fattori. Questa tecnica cerca di recuperare la sensibilità perduta andando oltre il semplice contatto dei genitali.

Parliamo di carezze, gesti o parole che stimolano il desiderio. Inoltre, bisogna sfruttare il potere erogeno che può avere il contatto con certe zone del nostro corpo.

Bisogna sperimentare e ricercare nuove sensazioni. In questo tipo di tecnica è molto importante la partecipazione del partner. Le indicazioni date ai membri della coppia sono:

  • Stimolazione sessuale alternata: toccare per se stessi. In questa stimolazione, l’obiettivo è che la donna tocchi, annusi e baci il suo partner per eccitarsi. Bisogna effettuarla in modo alternato e mai contemporaneamente. In questo modo, quando verrà il suo turno, sarà l’altro membro della coppia a fare lo stesso. Soprattutto nelle prime fasi dell’intervento terapeutico, sono esclusi i genitali.
  • Accarezzare i genitali in modo alternato. Anche in questo caso, sarà uno dei membri della coppia ad accarezzare i genitali del partner. Quando avrà finito, i due si scambieranno i ruoli. In questa fase, il rapporto sessuale completo è ancora proibito. Se il partner della donna è un uomo ed ha un erezione, non succede nulla. In questa fase, non bisogna raggiungere l’orgasmo.
  • Carezze sensuali simultanee ai genitali. I membri della coppia si devono stimolare simultaneamente senza avere un rapporto completo e senza raggiungere l’orgasmo. È importante godere di ciò che si fa all’altro.
  • Orgasmo extravaginale. Bisogna raggiungere l’orgasmo senza avere un rapporto completo.

Non bisogna utilizzare questa tecnica solo per stimolare il desiderio sessuale o aumentare l’eccitazione. Il suo obiettivo è trovare il vero godimento: piacevole, lento e duraturo nel tempo. In seguito, si possono combinare gli orgasmi intra ed extravaginali.

I muscoli della vagina hanno qualcosa da dire

Per aumentare il piacere del rapporto sessuale, e quindi aumentare la probabilità che avvenga, potete allenare i muscoli della vagina. L’area più sensibile della vagina è l’ingresso.

Allenare i muscoli di questa area, dunque, è una buona opzione per aumentarne la sensibilità. L’allenamento prevede le seguenti fasi:

  • Individuare i muscoli coinvolti nella minzione. Per sapere quali sono questi muscoli, contraete i muscoli pubococcigei (non i muscoli delle gambe e dei glutei) tre o quattro volte ogni volta che andate in bagno.
  • Eseguire esercizi in cui si rilassano e mettono in tensione i muscoli. Mettete i muscoli in tensione in diversi momenti della giornata e quando assumete varie posizioni: quando vi alzate, quando siete sdraiate, ecc. Questo esercizio vi permetterà di avere una maggiore sensazione di controllo della vostra vagina.
  • Forza e frequenza. Dopo aver individuato i muscoli coinvolti e la tipologia di movimenti da effettuare, allenate adesso la frequenza e la forza delle contrazioni. Apprendendo queste capacità, saprete quando rilassare o contrarre i muscoli aumentando così la sensazione di piacere.

Il controllo su questi muscoli non si ottiene in un solo giorno e l’allenamento costante è di fondamentale importanza. Consigliamo di effettuare delle serie di esercizi, come per gli addominali.

Ciao orgasmo, piacere di conoscerti!

Per aumentare l’eccitazione e le possibilità di raggiungere l’orgasmo, si raccomanda anche un programma di masturbazione che aumenti la capacità di controllo e la conoscenza del proprio corpo. Il programma di masturbazione ha le seguenti fasi:

  • Conoscenza del proprio corpo. Potreste impiegarci un po’ di tempo, dato che l’immagine che si ha del proprio corpo e le insicurezze giocano un ruolo fondamentale. È importante che la donna si piaccia.
  • Esplorazione genitale. Quando si è abbastanza soddisfatte del proprio corpo, è il momento di guardarsi allo specchio e scoprire dove sono le labbra, il clitoride, ecc.
  • Auto-stimolazione sessuale e genitale. L’obiettivo non deve essere l’eccitazione ed il partner non deve partecipare.
  • Aumento della durata e dell’intensità della stimolazione e della masturbazione fino al raggiungimento dell’orgasmo: l’orgasmo si incontra durante il cammino, se lo si cerca, non si trova.
  • Stimolazione meccanica: uso di vibratori, dildo, letture erotiche… La stimolazione meccanica è utile quando la stimolazione manuale non funziona. Se il programma di masturbazione è eseguito bene, i punti quattro e cinque a volte non sono necessari.

In molti casi è utile che il “programma di masturbazione” sia svolto da sole, senza includere il partner. Tuttavia, in una seconda fase, è consigliabile farlo partecipare perché ciò che stiamo cercando è avere dei rapporti sessuali soddisfacenti con lui/lei.

Donna eccitata.

Disfunzioni sessuali femminili: chiudere e aprire quando si desidera

Si definisce vaginismo la contrazione involontaria dei muscoli del pavimento pelvico che circondano la vagina. A volte, si contrae dopo un rapporto doloroso, sebbene non sia necessariamente verificata la dispareunia (dolore durante la penetrazione). Il trattamento standard per il vaginismo prevede le seguenti linee guida:

  • Si chiede alla donna di toccare e manipolare la vagina premendola e muovendola con le dita e di esporsi a tutto ciò che la spaventa. È normale che all’inizio una donna si blocchi. In seguito, però, ridurrà gradualmente la sua ansia.

Progressivamente, bisogna introdurre nella vagina elementi di diverse dimensioni: un dito, due dita o oggetti più grandi (si possono usare anche delle verdure di diverse dimensioni, dalle più piccole alle più grandi).

  • Manipolazione della vagina da parte del partner senza il coito.
  • Penetrazione. Se i muscoli si contraggono, è possibile tornare all’uso delle dita da parte del partner.
  • Normalizzazione del rapporto sessuale: cercate di “demedicalizzare” il rapporto. La coppia può avere dei rapporti sessuali quando lo desidera.

Disfunzioni sessuali femminili: “Sto bene, ma non mi piace”

Molte donne decidono di seguire una terapia anche se non presentano delle apparenti disfunzioni sessuali. In questi casi, la fase di valutazione è fondamentale. Bisogna valutare i seguenti aspetti:

  • Stabilità emotiva individuale. Se ci sono problemi legati agli stati d’animo (depressione, ansia, ecc.) o al proprio corpo (disturbi alimentari, problemi fisici, ecc.).
  • Credenze, aspettative, ecc. Ci sono persone che non sono sessualmente soddisfatte perché il loro modo di fare sesso non assomiglia a quello film (romantici, porno, ecc.).
  • Disaccordi sulla frequenza dei rapporti sessuali. Si può migliorare questo aspetto trovando dei compromessi insieme al partner. Non è necessario avere per forza dei rapporti sessuali. Si può usare la masturbazione, farsi delle carezze, ecc.

La libertà sessuale ha fatto sì che la donna iniziasse a prendere in considerazione il proprio appagamento sessuale. Molte donne hanno imparato a conoscersi, a masturbarsi e ad amarsi ancor prima di cercare una relazione con un’altra persona. I trattamenti per le disfunzioni sessuali femminili sono di grande aiuto in tal senso.

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