Disturbi esternalizzanti nell'infanzia

Aggressività, comportamento provocatorio, impulsività, mancanza di accettazione delle regole... Se queste realtà non vengono affrontate precocemente, questi possono peggiorare nell'adolescenza e nell'età adulta.
Disturbi esternalizzanti nell'infanzia
Valeria Sabater

Scritto e verificato la psicologa Valeria Sabater.

Ultimo aggiornamento: 14 febbraio, 2023

I disturbi esternalizzanti sono frequenti nella popolazione infantile e adolescenziale. Parliamo di realtà, come comportamenti impulsivi, provocatori e antisociali, disobbedienza e persino bassa tolleranza alla frustrazione. Si tratta, senza dubbio, di situazioni molto complicate da gestire e di forte impatto sia in classe sia in molte famiglie.

Le condizioni con base emotiva e strettamente legate all’ambiente del bambino o del giovane sono generalmente classificate come disturbi internalizzanti o esternalizzanti (Achenbach et al., 1983; Quay et al., 1987).

Mentre i primi si devono a un attaccamento eccessivo, paure, somatizzazione, depressione infantile, timidezza, vergogna o sentimenti di inferiorità, i secondi sono la conseguenza diretta dell’esatto opposto.

Condotte disadattivi che se non trattate in tenera età, causano seri problemi in età adulta. In alcuni casi, per esempio, i disturbi esternalizzanti possono indurre all’uso di droghe o ad atti criminali.

Ragazza che soffre di disturbi esternalizzanti.

Tipi di disturbi esternalizzanti

A oggi le cause dei disturbi esternalizzanti non sono ancora chiare. Ciò nonostante, uno studio condotto presso l’Università La Sapienza indica una correlazione tra l’alcolismo dei genitori e la comparsa di disturbi esternalizzanti nel bambino. Ma potremmo parlare di un insieme di fattori.

Anche lo stile educativo dei genitori, l’istruzione, l’ambiente sociale di appartenenza del bambino e persino i fattori neurologici sono aspetti da considerare.

Al di là della causa scatenante, vi è il problema di come affrontarli. Perché c’è un fatto innegabile: molti comportamenti impulsivi, provocatori e aggressivi sono legati a scarso rendimento scolastico ed esclusione sociale. Sono, quindi, realtà di cui dovremmo essere più consapevoli.

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)

I bambini e gli adolescenti con ADHD possono avere difficoltà di attenzione e talvolta anche a controllare gli impulsi. A seguito di ciò, agiscono senza riflettere oppure si mostrano eccessivamente attivi.

Oggi sono noti diversi approcci per trattare questa condizione e spesso è possibile ottenere ottimi risultati. In assenza di assistenza adeguata e completa, tuttavia, il rendimento scolastico è spesso insufficiente.

Disturbo oppositivo provocatorio (DOP)

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali include il disturbo oppositivo provocatorio (DOP) nella sezione sui disturbi da comportamento dirompente. In genere definisce il bambino che non è collaborativo, che protesta e provoca sempre.

La sua negatività e la sua chiara ostilità causano seri problemi a livello familiare e scolastico. In particolare, si oppone a qualsiasi figura autoritaria.

Questa condizione è la più esemplare tra i disturbi esternalizzanti perché di solito provoca condotte antisociali.

Disturbi del comportamento

I disturbi del comportamento nel bambino e nell’adolescente comprendono un vasto numero di condotte. Sono tutte problematiche, complesse e presentano un grande impatto sulle relazioni interpersonali.

In genere compaiono tra i 3 ei 4 anni e aumentano di intensità con la crescita nel caso in cui non siano stati stabiliti meccanismi di gestione e contenimento. Le principali manifestazioni dei disturbi del comportamento sono:

  • Rabbia frequente. Il bambino è sempre irascibile.
  • Mancanza di rispetto.
  • Riluttanza a obbedire e possibili calci e urla.
  • Litigi frequenti a scuola.
  • Tendenza a mentire e incolpare gli altri.
  • Il bambino non è responsabile dei suoi compiti.
  • Bassa tolleranza alla frustrazione.
  • Condotte violente verso gli animali.
  • Piccoli furti.
  • Scappare da casa.

Una volta raggiunta l’adolescenza, le suddette condotte possono aggravarsi.

Disturbi esternalizzanti: disturbo esplosivo intermittente (IED)

Anche il disturbo esplosivo intermittente nel bambino e nell’adolescente fa parte dei disturbi da comportamento dirompente e dei disturbi del comportamento.

Presentano manifestazioni simili alle condizioni sopra descritte (sfida all’autorità, capricci, irascibilità, scarsa tolleranza alla frustrazione, etc). Tuttavia, sono riscontrabili alcune caratteristiche specifiche:

  • Brevi e improvvise esplosioni di rabbia e aggressività. Sorgono senza alcuna spiegazione ed è impossibili controllarli.
  • Durante questi scatti di rabbia il bambino può colpire oggetti, persone, animali o persino se stesso.
Ragazzo che urla.

Trattamento dei disturbi esternalizzanti nell’infanzia e adolescenza

È comune che queste condizioni sfocino in condotte estremamente complicate, come delinquenza, tossicodipendenza, esclusione sociale, etc.

In tutti i casi si rivela necessaria una diagnosi precoce e adottare un approccio multidisciplinare che coinvolga (per quanto possibile) anche la famiglia.

L’approccio che si è dimostrato più efficace è la terapia cognitivo-comportamentale. Lo dimostra uno studio svolto presso l’Università di Bologna ne dimostrano.

È essenziale aiutare i bambini a identificare i fattori scatenanti della loro rabbia e frustrazione. Allo stesso modo, insegnare loro tecniche di controllo degli impulsi, la corretta gestione emotiva e adeguate abilità sociali.

Infine, ma non meno importante, è necessario valutare la situazione personale di ogni bambino e adolescente. Sebbene i disturbi esternalizzanti possano assomigliarsi, ognuno differisce in quanto a fattori scatenanti e condizionanti. È importante considerare ogni aspetto per definire il corretto intervento e un programma di follow-up.


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