Disturbo istrionico di personalità: persona seduttrice e influenzabile

12, settembre 2017 in Curiosità 0 Condivisi

Una persona affetta da disturbo istrionico di personalità presenta un preciso modello di tendenze cognitive, comportamentali ed emotive, tra le quali risaltano le condotte seduttrici, la drammaticità, l’essere fortemente influenzabile e una seria instabilità emotiva. Chi presenta tale disturbo, inoltre, genera un magnetismo a breve termine che attrae le persone.

È facile capire che la personalità istrionica è tipica degli individui seduttori, che cercano sempre di attirare l’attenzione e molto influenzabili. Mostrano anche sentimenti intensi, attribuiscono un’importanza esagerata agli eventi ed è come se “recitassero” sempre. 

Il disturbo istrionico di personalità al cinema: Colazione da Tiffany 

Se ricordate il film Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s, Blake Edwards, 1961) e il personaggio di Holly Golightly (interpretata da Audrey Hepburn), potrete notare che la protagonista incarna il disturbo istrionico di personalità. È una donna che vuole diventare attrice, conduce una vita sconsiderata e stravagante, inoltre è altamente influenzabile. Permette agli uomini che incontra lungo il cammino di farla innamorare e di convincerla, fa della sua vita un’opera di teatro.  

A seguire proveremo a spiegare in modo semplice come riconoscere il disturbo istrionico di personalità, quali sono le sue cause e qual è l’approccio terapeutico dimostratosi più efficace.

Differenza tra un disturbo di personalità e un modo di essere

Si parla di disturbo di personalità, e non di un “modo di essere”, quando tale stile di vita nuoce seriamente alla persona che lo manifesta e a chi la circonda. Le persone più intime ad un individuo che presenta un disturbo di personalità soffrono molto, perché si tratta di una condizione psicopatologica egosintonica, ovvero chi ne soffre la vive come una cosa “normale”.

Questo significa che la patologia è integrata alla struttura psicologica della persona, che la vive come parte di sé o del self.

A differenza di un disturbo d’ansia o un disturbo ossessivo compulsivo che viene vissuto come una dimensione esterna che invade la persona e che ha un punto di inizio (disturbi egodistonici), i disturbi di personalità si sviluppano a partire dall’adolescenza e non vengono percepiti come fenomeni estranei da chi ne soffre.

I disturbi di personalità sono caratterizzati anche da un elevato grado di cambiamenti drastici, problemi e conflitti che si verificano nell’ambiente sociale più prossimo all’individuo. A differenza di un “modo di essere”, il quale può essere ammorbidito con relativa rapidità tramite sessioni di psicoterapia, i disturbi di personalità sono particolarmente resistenti al trattamento. Chi soffre di un disturbo di personalità, inoltre, si rifiuta di andare dallo psicologo, perché ha la sensazione di “essere sempre stato così” e che “gli altri sono la causa dei suoi problemi”.

Come viene diagnosticato il disturbo di personalità istrionico?

Per diagnosticare un disturbo mentale, i criteri più utilizzati in psichiatria e psicologia sono quelli stabiliti dalla American Psychological Association (APA).

Attualmente il termine proposto dalla APA nel Manuale Diagnostido Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) è quello di “Disturbo Istrionico di Personalità”. Secondo la APA, tale patologia appartiene al gruppo B dei disturbi di personalità, i quali sono caratterizzati da labilità emotiva, drammaticità ed estroversione.

Criteri diagnostici: imparare ad identificare un disturbo istrionico di personalità

Possiamo conoscere diverse persone drammatiche, seduttrici e influenzabili, ma questo non significa che presentino tutte il disturbo istrionico di personalità. Per poter dire che un individuo soffre di tale patologia, deve compiere cinque o più dei seguenti criteri:

  • Si sente a disagio in situazioni in cui non è al centro dell’attenzione.
  • L’interazione con gli altri è spesso caratterizzata da un comportamento sessuale seduttore o provocante inappropriato.
  • Presenta cambiamenti rapidi e un’espressione piatta delle emozioni.
  • Utilizza sempre l’aspetto fisico per attirare l’attenzione.
  • Il suo modo di parlare si basa esclusivamente sulle impressioni e scarseggia di dettagli.
  • Mostra auto-drammatizzazione, teatralità ed espressione esagerata delle emozioni.
  • È suggestionabile (si lascia facilmente influenzare dagli altri o dalle circostanze).
  • Considera i rapporti più stretti di come sono in realtà.

Per poter stabilire una diagnosi di disturbo istrionico di personalità, devono presentarsi cinque o più dei criteri citati e, inoltre, devono essersi palesati sin dalla fine dell’adolescenza o dall’inizio della fase adulta. Quando non si compiono i criteri diagnostici in quanto a quantità e tempo, possiamo dire che il soggetto non presenta i modelli, il profilo e lo stile tipici di questo problema di personalità.

Come si sviluppa un disturbo istrionico di personalità?

Alla pari della maggior parte dei disturbi psicopatologici, il disturbo istrionico di personalità è multicausale. Questo vuol dire che i fattori scatenanti sono molteplici e nella maggior parte degli individui esiste una vulnerabilità (biologica, psicologia, sociale) che interagisce con l’ambiente (apprendimento, educazione, consumo di droghe, relazioni affettive), tutto ciò finisce per scatenare la patologia.

Tuttavia, a differenza di altri disturbi psicologici che possono avere un fattore scatenante ben preciso e identificabile, ad esempio un lungo periodo di ansia che sfocia in un attacco di panico oppure la perdita del lavoro che causa l’insorgere di un quadro depressivo, nei disturbi di personalità non vi è un elemento precipitante della psicopatologia.

Trattamento del disturbo istrionico di personalità

Trattamento con terapia cognitivo-comportamentale

Seguendo tale approccio, si ricorre a diverse tecniche come la gestione degli impulsi e dell’intelligenza emotiva, il miglioramento degli schemi di pensiero e il lavoro con le distorsioni cognitive. I principali obiettivi del trattamento sono:

  • Arrestare lo stile di pensiero globale e diffuso.
  • Distinguere la fantasia dalla realtà.
  • Essere più realisti nei confronti delle attribuzioni causa-effetto.
  • Avere un maggiore controllo dei propri comportamenti impulsivi.
  • Migliorare il concetto che si ha di sé.
  • Incrementare le abilità psicologiche interpersonali e intrapersonali.

Allenare le abilità sociali e l’assertività è fondamentale per ottenere dei miglioramenti, poiché la persona in questione è abituata a fare uso della manipolazione nelle sue relazioni interpersonali, tramite crisi emotive, lamentele e altri atteggiamenti non assertivi (di solito è aggressiva).

Una parte importante della terapia psicologica si dedica ad aiutare il paziente a identificare cosa vuole, cosa prova, cosa lo infastidisce e come esprimerlo in modo adeguato. Come parte dell’allenamento dell’assertività, si mette in dubbio la sua convinzione che la perdita di una relazione è un evento disastroso, e le si insegna a decatastrofizzare l’idea del rifiuto.

Sebbene si tratti di un disturbo con un percorso clinico complicato, il miglioramento di questi pazienti non è impossibile. La psicoterapia è un cammino fondamentale, infatti permette alle persone affette da questo disturbo di liberarsi della grande sofferenza che causa loro. Inoltre, consente all’individuo di riconoscere ed accettare la sofferenza che il suo disturbo provoca anche agli ambienti a lui più vicini, aiutandolo a rimediare ai “danni causati” e migliorare la sua qualità di vita.

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