Disturbo schizoaffettivo: sintomi e trattamento

· 7 gennaio 2018

L’elemento caratteristico del disturbo schizoaffettivo è la presenza di sintomi di schizofrenia, insieme a sintomi di disturbi dell’umore (per es., allucinazione uditive, alogia ed episodi di depressione maggiore). I criteri diagnostici di questo disturbo sono cambiati nel corso del tempo. La maggioranza delle volte questo avviene di riflesso ai cambiamenti nei criteri diagnostici della schizofrenia e dei disturbi dell’umore.

Nonostante la natura mutevole delle diagnosi, continua a essere la migliore diagnosi per pazienti la cui sindrome clinica potrebbe essere distorta se si considerasse solo la schizofrenia o solo il disturbo dell’umore.

Storia del disturbo schizoaffettivo

George H. Kirby nel 1913 e August Hoch nel 1921 descrissero i pazienti con sintomi misti di schizofrenia e disturbi affettivi (o dell’umore). Dato che questi pazienti non avevano seguito il processo deteriorante della “demenza precoce”, Kirby e Hoch li classificarono nel gruppo delle psicosi maniaco-depressive di Emil Kraepelin.

Nel 1933, Jacob Kasanin introdusse il termine disturbo schizoaffettivo per indicare un disturbo con sintomi schizofrenici e sintomi dei disturbi dell’umore. I pazienti con questo disturbo erano anch’essi caratterizzati da una brusca comparsa dei sintomi, che spesso si verificava nell’adolescenza.

I pazienti erano soliti avere un buon livello di funzionamento e, di frequente, un fattore stressante specifico precedeva la comparsa dei sintomi. Le storie familiari di questi pazienti erano di solito caratterizzate da un disturbo dell’umore.

Intorno al 1970, due fatti produssero un cambiamento nella visione del disturbo schizoaffettivo: si passò dal vederlo come una variante della schizofrenia, al vederlo come un disturbo dell’umore. Il primo di questi due fatti fu che il carbonato di litio dimostrò la sua efficacia e la sua specificità per il disturbo bipolare e per alcuni casi di questo disturbo.

In secondo luogo, uno studio realizzato congiuntamente negli Stati Uniti e nel Regno Unito dimostrò che la variazione del numero di pazienti classificati come schizofrenici in questi due paesi era il risultato di una tendenza. Negli Stati Uniti si dava più importanza alla presenza di sintomi psicotici come criterio diagnostico per la schizofrenia.

Donna disperata con disturbo schizoaffettivo

Come si diagnostica il disturbo schizoaffettivo?

Dato che nel concetto di disturbo schizoaffettivo sono inclusi i concetti diagnostici di schizofrenia e dei disturbi dell’umore, l’evoluzione dei criteri di questo disturbo riflette anche l’evoluzione dei criteri degli altri due, come abbiamo già indicato.

Il criterio principale che deve verificarsi è che il paziente deve soddisfare i requisiti di un episodio di depressione maggiore o di un episodio di mania (la persona è “piena” di energia, dorme a malapena, realizza grandi progetti o spende molto, ecc.) e deve soddisfare i requisiti della fase attiva della schizofrenia (deliri, allucinazioni, ecc.).

I sintomi del disturbo dell’umore devono anch’essi essere presenti come parte sostanziale della fase attiva o residua degli episodi psicotici. Il DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) permette anche di specificare se il disturbo schizoaffettivo è di tipo bipolare o depressivo.

Un paziente viene classificato come affetto da disturbo schizoaffettivo di tipo bipolare se l’episodio che si è verificato è di tipo maniacale misto (con episodi di depressione maggiore o senza). In qualsiasi altro caso, il paziente viene classificato all’interno del disturbo schizoaffettivo di tipo depressivo.

Criteri che deve soddisfare una persona per ricevere una diagnosi di disturbo schizoaffettivo

Secono il DSM-IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali IVi criteri che una persona deve rispettare per ricevere una diagnosi di disturbo schizoaffettivo sono i seguenti:

A. Un periodo ininterrotto di malattia nel corso del quale si presenta, in un qualsiasi momento, un episodio di depressione maggiore, di mania oppure misto, insieme ai sintomi che rispettano il Criterio A per la schizofrenia.

B. Nello stesso periodo di malattia si sono presentate idee deliranti o allucinazioni durate almeno 2 settimane, senza che vengano accusati dei sintomi affettivi.

C. I sintomi che rispettano i criteri per un episodio di alterazione dell’umore sono presenti nel corso di una parte sostanziale del totale della durata delle fasi attiva e residuale della malattia clinica.

Come si manifesta il disturbo schizoaffettivo?

I segnali e i sintomi di questo disturbo sono tutti quelli della schizofrenia, degli episodi di mania e dei disturbi depressivi. I sintomi della schizofrenia e dei disturbi dell’umore possono presentarsi insieme oppure in fasi diverse.

Il corso è variabile: possono verificarsi dei cicli in cui la persone migliora e peggiora nella manifestazione dei suoi sintomi, fino a sperimentare poi un peggioramento progressivo. Molti ricercatori e medici hanno speculato sui sintomi psicotici incongruenti con l’umore. Il contenuto psicotico (allucinazioni o deliri) non concorda con l’umore del soggetto.

In generale, la presenza di questi sintomi in un disturbo dell’umore è un probabile indicatore di un pronostico errato. Questa associazione è anche possibile per i disturbi schizoaffettivi, sebbene i dati disponibili fino a questo momento siano molto limitati.

Persona che pensa

Sintomi del disturbo schizoaffettivo

Come dicevamo in precedenza, i sintomi di questo disturbo sono gli stessi della depressione, della mania e della schizofrenia:

Sintomi della depressione

  • Perdita o aumento del peso.
  • Poco appetito.
  • Mancanza di energia.
  • Perdita di interesse per attività di piacere.
  • Sentirsi senza alcuna speranza o di poco valore.
  • Sensi di colpa.
  • Dormire poco o troppo.
  • Incapacità di pensare o di concentrarsi.
  • Pensieri di morte o suicidio.

Sintomi della mania

  • Poco bisogno di dormire.
  • Agitazione.
  • Autostima gonfiata.
  • Distrarsi con facilità.
  • Aumento di attività sociale, lavorativa o sessuale.
  • Comportamenti pericolosi o autodistruttivi.
  • Pensare in fretta.
  • Parlare velocemente.

Sintomi della schizofrenia 

  • Allucinazioni.
  • Deliri.
  • Pensiero disorganizzato.
  • Comportamento strano o insolito.
  • Movimenti lenti o immobilità.
  • Poca motivazione.
  • Problemi di linguaggio.

L’abuso di sostanze influisce sulla comparsa del disturbo schizoaffettivo?

È difficile provare che esista una chiara relazione fra il consumo di droghe e lo sviluppo di disturbi psicotici. Tuttavia, vi è prova in merito all’uso specifico della marijuana. Quanta più cannabis si consuma, tante più alte saranno le probabilità che la persona sviluppi disturbi psicotici, aumentando ancora di più il rischio se viene consumata durante l’adolescenza.

Uno studio della Università di Yale (2009) ha dimostrato che i cannabinoidi aumentano i sintomi di un disturbo psicotico stabilito e che provocano delle ricadute. Le due componenti della cannabis che provocano degli effetti sono il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).

D’altra parte, circa la metà delle persone con disturbi schizoaffettivi fa uso eccessivo di droghe o di alcol. È stato provato che l’abuso di alcol può provocare lo sviluppo di un disturbo psicotico indotto dal consumo di sostanze.

Allo stesso modo, il consumo di anfetamine e di cocaina può dar luogo a episodi psicotici. Infine, sebbene non venga considerata come una causa del disturbo, gli studi rivelano che le persone schizoaffettive consumano più nicotina rispetto al resto della popolazione.

Come si cura il disturbo schizoaffettivo?

Le principali modalità di trattamento di questo disturbo sono il ricovero in ospedale, la somministrazione di farmaci e gli interventi psicosociali. I principi di base soggiacenti al trattamento farmacologico di questi disturbi consigliano l’applicazione dei protocolli antidepressivi e antimaniacali. Gli antipsicotici devono essere assunti solo se si ha bisogno di un rimedio a breve termine per il paziente.

Se le cure per migliorare l’umore non sono efficaci nel controllo dei sintomi, verranno consigliati anche gli antipsicotici. Come antipsicotici possiamo citare l’haloperidol o il risperidone.

I pazienti affetti da un disturbo schizoaffettivo di tipo bipolare verranno trattati con litio, carbamazepina, valproato o una qualche combinazione di essi. I pazienti affetti da un disturbo schizoaffettivo di tipo depressivo dovranno invece ricevere degli antidepressivi ed essere sottoposti alla terapia elettroconvulsiva prima di determinare la loro mancanza di risposta alla cura antidepressiva.

Come abbiamo visto, questo disturbo è complesso, tanto nella sua definizione quanto nel suo trattamento e cura. La cosa più importante e che deve esserci chiara è che i sintomi di questo disturbo sono tutti quelli tipici della schizofrenia, degli episodi di mania e dei disturbi depressivi. Proprio per questo è così complesso.