Eduardo Galeano in 20 celebri frasi

· 30 giugno 2015

Lo scorso Aprile se n’è andato un grande uomo, Eduardo Galeano. Senza dubbi, era un uomo che non lasciava nessuno indifferente.

Questo scrittore uruguaiano, autore di Memoria del fuoco (1986) e di Le vene aperte dell’America Latina (1971), riflette sul mondo, sull’amore, sulla religione, sul calcio e su tutto ciò che ha a che fare con l’attualità.

Oggi, in sua memoria, vogliamo condividere con voi 20 frasi che riflettono il suo grande compromesso con il mondo e la sua grande figura di pensatore.

1- Il mondo si divide, soprattutto, in indegno ed indignati e ognuno di voi sa da che parte vuole stare.

2- Se sono caduto, è perché stavo camminando. E vale la pena camminare, anche se si cade.

3- RICORDARE: dal latino re-cordis, ripassare dalle parti del cuore.

4- Per non essere muti, bisogna iniziare a non essere sordi. 

5- Solo gli stupidi pensano che il silenzio sia vuoto. Non è mai vuoto. E a volte il miglior modo di comunicare è il silenzio. 

6- Adesso l’America è, per il mondo, nient’altro che gli Stati Uniti: noi abitiamo in una sub-America, un’America di seconda classe, difficile da identificare. È l’America Latina, la regione delle vene aperte.

7- Se la natura fosse una banca, l’avrebbero già salvata. 

8- Per me, le uniche certezze degne di fede sono le incertezze della mattina.

9- La conosciuta comunità internazionale esiste? È più di un club di mercanti, banchieri e soldati? È qualcosa in più del nome d’arte che gli Stati Uniti utilizzano quando danno spettacolo?

10- La carità è umiliante perché si esercita verticalmente e dall’alto; la solidarietà è orizzontale e implica rispetto reciproco. 

11- Il codice morale della fine di questo millennio non condanna le ingiustizie, ma gli insuccessi.

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12- La violenza genera violenza, si sa bene. Tuttavia, genera anche guadagni per l’industria della violenza, che la vende come spettacolo e la trasforma in oggetto di consumo.

13- Credo che siamo nati figli dei giorni, perché ogni giorno ha una storia e noi siamo le storie che viviamo.

14- La fame nutre la paura. La paura invade le strade di silenzio. La paura minaccia: se amate, prenderete l’AIDS. Se fumate, avrete il cancro. Se respirate, vi contaminerete.

15- L’utopia è all’orizzonte. Mi avvicino a lei di due passi, e lei si allontana di due passi. Faccio altri dieci passi e l’orizzonte si sposta di altri dieci passi più in la. 

16- Poveri contro poveri, come sempre: la povertà è una coperta troppo corta, e ognuno la tira dalla sua parte.

17- Le pareti sono le impronte dei poveri.

18- Se bevete, farete un incidente. Se mangiate, si alzerà il colesterolo. Se andate per strada sole, vi violenteranno. Se pensate, vi angoscerete. Se dubitate, diventerete matti. Se provate emozioni, vi sentirete soli. 

19- I bambini poveri sono quelli che soffrono di più la contraddizione tra una cultura che ordina di consumare e una realtà che lo proibisce.

20- La storia è un profeta con lo sguardo rivolto all’indietro: per quello che è stato e contro quello che è stato, annuncia il futuro

 

Riposa in pace. Grazie per tutti gli insegnamenti che ci hai lasciato.