Quali sono gli effetti dello sport sul cervello?

6 novembre 2016 in Curiosità 13 Condivisi

Lo sport fa bene alla salute, ci aiuta a rimanere in forma, a proteggerci da molte malattie, a migliorare il nostro sistema immunitario, ecc. In questo senso, lo sport è uno dei nostri migliori alleati per condurre una vita sana e permettere al nostro organismo di funzionare al meglio.

Il cervello è tra gli organi che più traggono beneficio dall’attività fisica. Per giungere a questa conclusione, sono stati condotti numerosi studi sullo sport e il suo legame con l’attività cerebrale. Altre ricerche, inoltre, hanno approfondito questa relazione in dettaglio.

Oggi vi parleremo di alcuni di questi studi che hanno dimostrato l’influenza positiva dell’esercizio fisico sui diversi processi cognitivi.

1. Attività aerobica per migliorare l’attenzione

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Granada, guidati dal Dottor Luque-Casado, ha confrontato due gruppi di giovani adulti durante un’attività cognitiva di vigilanza psicomotoria della durata di 60 minuti. Il primo gruppo era formato da individui che praticavano regolarmente attività fisica, l’altro da persone che conducevano uno stile di vita sedentario.

È stata registrata l’attività elettrofisiologica dei partecipanti. Si è osservato che quelli che praticavano regolarmente attività fisica hanno mantenuto una maggiore ampiezza per quanto riguarda il potenziale P3, associato alla capacità di focalizzare l’attenzione in modo efficiente nel corso del compito assegnato, rispetto agli individui che avevano uno stile di vita sedentario.

L’attenzione è una funzione cognitiva di alto livello ed è implicata in tutti i processi cognitivi. I risultati suggeriscono che chi pratica sport presenta un funzionamento bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e autonomo, ovvero tra il cervello e il cuore, più efficiente.

2. Per recuperare le funzionalità cognitive dopo un ictus

Una ricerca sistematica pubblicata sulla rivista spagnola Revista de Neurología ha approfondito la relazione tra l’attività fisica e il recupero delle funzioni cognitive danneggiate a seguito di un ictus. L’allenamento della forza/resistenza sembrerebbe migliorare in maggior misura la funzione cognitiva in generale.

In questo senso, lo sport costituisce una terapia promettente per le persone che hanno avuto un ictus non solo per quanto riguarda il recupero della funzione motoria, come ci aspetterebbe, ma anche dal punto di vista cognitivo.

3. Come prevenzione contro la demenza

cervello

Il Dottor Franco-Martínez ha condotto uno studio per capire qual è l’effetto dell’attività fisica sulla funzione cognitiva in soggetti di età avanzata, sia sani sia con deterioramento cognitivo. In entrambi i casi ha riscontrato un miglioramento, ovvero un minor grado di deterioramento cognitivo.

L’attività fisica è una strategia psicosociale promettente per gli adulti e anziani con o senza sintomi di deterioramento cognitivo. Sulla base di questi risultati, la rivista scientifica BMC Psychiatry, ha rivelato che una vita attiva può essere una forma di prevenzione contro il deterioramento cognitivo e in alcuni casi addirittura con migliori risultati rispetto ad un intervento concreto.

I dati dimostrano che uno stile di vita attivo fa la differenza, così come l’intensità e la varietà delle attività fisiche, oltre alla motivazione intrinseca e al piacere che deriva dal fare sport. L’attività fisica influenza la funzione cognitiva, la salute vascolare e il metabolismo cerebrale.  

4. Lo sport combatte l’emicrania e la cefalea di tipo tensivo

Uno studio pubblicato sulla Revista de Neurología, già citata in precedenza, condotto dal Dottor Gil-Martínez, ha analizzato le precedenti ricerche che approfondivano il legame tra l’attività fisica e la riduzione di emicrania e cefalea nei soggetti che conducono uno stile di vita attivo. La conclusione a cui si è giunti è che l’esercizio terapeutico riduce l’intensità e la frequenza del mal di testa in maggior misuro rispetto a quando si ha uno stile di vita sedentario.

L’analisi qualitativa dimostra l’assenza di effetti collaterali o avversi legata proprio all’attiva fisica rispetto all’assunzione di farmaci.

È stata anche dimostrata l’efficacia del trattamento di fisioterapia, compreso l’esercizio terapeutico, nel ridurre l’intensità, la frequenza e la durata del dolore in caso di cefalea di tipo tensivo.

5. Lo sport aiuta a memorizzare meglio

All’Istituto Donders for Brain Cognition and Behaviour dell’Università di Radboud, in Olanda, è stato realizzato uno studio al fine di scoprire l’effetto dell’attività fisica dopo un’attività di memorizzazione. Allo studio hanno partecipato 72 soggetti che hanno studiato la posizione di 90 disegni per 40 minuti. I partecipanti sono stati poi suddivisi in tre gruppi.

I membri del primo gruppo hanno svolto attività fisica subito dopo l’attività di memorizzazione, i membri del secondo gruppo, 4 ore più tardi, e quelli del terzo gruppo non ha realizzato alcuna attività fisica. 48 ore dopo, i soggetti sono stati sottoposti ad un test per verificare cosa ricordavano dell’attività di memorizzazione. Durante il test, veniva fatta loro una risonanza magnetica.

ragazza-che-studia

I risultati hanno rivelato che i soggetti del gruppo che aveva fatto sport 4 ore dopo l’attività di memorizzazione ricordavano meglio le informazioni rispetto agli altri due gruppi. Ogni volta che il soggetto dava una risposta corretta, le risonanze magnetiche hanno mostrato rappresentazioni più precise nell’ippocampo, l’area cerebrale legata all’apprendimento e alla memoria.

Guarda anche