Effetto Flynn, siamo sempre più intelligenti

· 13 novembre 2018
L’effetto Flynn ci dice che in un test di intelligenza un bambino di oggi otterrebbe in media 10 punti in più rispetto ai suoi genitori.

L’effetto Flynn rivela che le nostri menti stanno cambiando: siamo sempre più intelligenti e il nostro ragionamento astratto è sempre più abile. Se è pur vero che siamo sempre più bravi a risolvere certi quesiti, l’aspetto emozionale costituisce ancora un gran punto di domanda. Infatti, l’incremento del nostro Quoziente Intellettivo non va di pari passo con la soddisfazione personale o con la felicità.

Questa teoria viene ampiamente trattata dal 1994, anno in cui James R. Flynn, ricercatore dell’Università di Otago (Nuova Zelanda) ha rivelato una notizia di impatto: il quoziente intellettivo della popolazione umana mostra un aumento costante. L’effetto Flynn è stato oggetto di studi fin dall’inizio del XX secolo.

“La felicità nelle persone intelligenti è la cosa più rara che io conosca.”
-Ernest Hemingway-

Ma c’è di più, altri scienziati ed esperti di intelligenza umana, come lo psicologo Joe Rodgers dell’Università dell’Oklahoma, segnalano un altro aspetto interessante. Esaminando i test di intelligenza degli ultimi 30 anni, tra cui anche la scala Wechsler per l’intelligenza infantile, l’aumento dell’intelligenza è riscontrabile su scala annuale.

Questo vuol dire che i nostri nipoti saranno superdotati se paragonati a noi? Prima di giungere a conclusioni affrettate, è bene approfondire nel dettaglio tutte le sfumature dell’effetto Flynn.

L’effetto Flynn e i progressi teconologici

Tecnologia e intelligenza

L’effetto Flynn ci dice che in un test di intelligenza un bambino di oggi otterrebbe in media 10 punti in più rispetto ai suoi genitori. Stando a questa regola, il futuro dell’umanità sembrerebbe destinato ad accogliere menti sempre più abili, sofisticate e dal potenziale elevato. Tuttavia, gli esperti di intelligenza umana tengono a chiarire alcuni aspetti chiave.

L’aumento del quoziente intellettivo riflesso nei test di intelligenza non significa che il nostro potenziale cerebrale “bruto” aumenti allo stesso modo. Il miglioramento del nostro rendimento intellettivo ha fatto un salto notevole a partire dalla rivoluzione industriale. Aspetti quali l’educazione, una migliore alimentazione e i progressi tecnologici hanno gettato le basi per l’incremento della nostra intelligenza.

Detto in altro modo, l’intelligenza avanza di pari passo con lo sviluppo della nostra società. Ciò succede per permetterci di adattarci al meglio. Abbiamo bisogno di essere in sintonia con un mondo dove l’informazione scorre in modo sempre più rapido, di fare parte di ogni progresso tecnico, ogni cambiamento, ogni innovazione. Allo stesso tempo, un fattore che è stato osservato nei test di intelligenza è l’aumento della velocità di risposta e della capacità dei bambini di oggi di stabilire relazioni.

Rotelle nella mente di un bambino effetto Flynn

Il ragionamento astratto dei bambini, così come la velocità della loro percezione, è un fenomeno che migliora di anno in anno. I neurologi indicano che questo può essere dovuto anche alle nuove tecnologie. Gli schermi interattivi, i giochi e il mondo virtuale colmo di stimoli che richiedono una risposta rapida cambiano il modo in cui la mente umana elabora le informazioni.

Questo progresso non è da considerarsi positivo o negativo. L’effetto Flynn rivela in realtà il modo in cui impariamo a reagire in un ambiente che noi stessi stiamo creando.

Siamo sempre più intelligenti… ma anche più felici?

Più che di felicità dovremmo parlare di soddisfazione personale. Se di anno in anno le nostre menti rivelano maggiore destrezza nella risoluzione dei problemi, per innovare e facilitare il progresso del nostro mondo, vuol dire che sperimentiamo livelli di soddisfazione più alti e/o maggiore benessere personale?

Jean Twenge, professoressa di psicologia presso l’Università Statale di San Diego, ha pubblicato un articolo sull’American Psychological Association invitandoci a una profonda riflessione. Le nuove generazioni, quelle che alcuni autori definiscono con il termine iGen, sono formate da adolescenti chiaramente infelici. Sono descritti come ragazzi iperconnessi, tolleranti, insoddisfatti e per nulla pronti alla maturità.

La dipendenza tecnologica dà forma a un nuovo scenario complesso, che si aggiorna all’istante generandone un altro ancora più complesso. I metodi di interazione sono cambiati, così come per molti è variato il modo di vedere se stessi e di comprendere il mondo. Forse è questo il nostro principale problema. Se l’effetto Flynn ci rende sempre più abili intellettualmente, dovremmo imparare a sopravvivere meglio in un contesto sempre più tecnologico e sofisticato.

Adolescente triste davanti al cellulare

D’altra parte, vale la pena di menzionare la curiosa teoria del transumanesimo. Secondo questo movimento filosofico di cui parlarono per primi David Pearce e Nick Bostro, entrambi professori della Oxford University, il futuro dell’umanità sarà ancora più allettante.

Secondo questi autori, nel prossimo secolo l’umanità farà un salto evolutivo. Non solo saremo più intelligenti, ma diventeremo una società orientata esclusivamente all’edonismo e alla felicità. Per quale motivo? Sostanzialmente perché i progressi dell’ingegneria genetica, della farmacologia, la stimolazione intracranica e la nanotecnologia molecolare debelleranno determinate malattie rallentando di molto l’invecchiamento.

Nell’attesa di sapere se ciò avverrà o meno, se diventeremo un’umanità orientata al piacere oppure, al contrario, se saremo individui malinconici che abitano una società tecnologica e asettica, c’è solo una cosa da fare. Concentraci sul presente. Orientare la nostra mente e la nostra intelligenza non soltanto verso il progresso, ma anche verso il benessere personale. In fondo, qualche punto in più sul quoziente intellettivo non servirà a nulla se non siamo in grado di creare una realtà più soddisfacente per tutti.