Eudaimonia ed edonismo: due modi di sperimentare la felicità

· 14 maggio 2018

Cos’è la felicità? Ne parlano e la sperimentano tutti, ma è davvero difficile definirla. Molti filosofi e pensatori di ogni genere hanno cercato di indagare nei misteriosi meandri di questa emozione; fra loro possiamo citare Aristotele, che pensava che il fine ultimo dell’uomo fosse la felicità, o Epicuro, che credeva che fosse il fondamento della vita. In questo articolo presentiamo il concetto di felicità secondo la psicologia; in sostanza, parleremo di eudaimonia ed edonismo.

La psicologia, sulla base della letteratura filosofica e della sperimentazione scientifica, ha affermato che la felicità può essere sperimentata in diversi modi. È facile pensare che si provi felicità andando a una festa con degli amici o godendosi una bellissima vacanza, ma molte persone trovano la felicità anche nei loro sforzi, nello studio e perseguendo una determinata carriera, imparando una lingua, ecc. È proprio qui che entrano in gioco i concetti di eudaimonia ed edonismo.

Prima di passare a spiegare questi due termini psicologici, è importante precisare alcuni dettagli. Eudaimonia ed edonismo sono due termini che provengono dalla filosofia; li troviamo già in Aristotele ed Epicuro quando cercavano di spiegare la felicità. E, nonostante la psicologia si sia appropriata di questi termini, la concezione degli stessi in essa è ben diversa. Prima di procedere, dunque, è importante sapere che la definizione che impieghiamo in questo articolo proviene da un versante più psicologico che filosofico.

Donna felice in un campo

Eudaimonia ed edonismo

Edonismo: la felicità basata sul piacere

L’edonismo è la felicità più tangibile, è l’allegria che sperimentiamo quando realizziamo attività gratificanti. Si tratta della sensazione di piacere e della motivazione volta a evitare il malessere. Possiamo dire che questo tipo di felicità si basa sulle seguenti caratteristiche:

  • Ricerca del piacere: si tratta dell’aspetto centrale dell’edonismo. Consiste nella ricerca della stimolazione dei sensi e delle emozioni. Godersi il tempo con gli amici, fare un viaggio, andare a un concerto, ecc.
  • Percezione basata su un bilancio emotivo: interpretiamo l’edonismo nelle nostre vite mediante un bilancio delle nostre emozioni quotidiane. In questo modo, se siamo soliti sperimentare più emozioni gradevoli che sgradevoli, proveremo una maggiore felicità edonistica.
  • Mantenimento della soddisfazione in merito alla propria vita: per poter godere dell’edonismo, è necessario percepire l’ambiente in cui ci muoviamo come piacevole. Se abbiamo dei problemi con la nostra famiglia, con gli amici, con il lavoro, ecc… questi genereranno un’ansia che comprometterà la nostra felicità edonistica.
  • Perseguimento dei desideri e delle necessità: l’edonismo acquisisce il piacere mediante il conseguimento dei nostri desideri e delle nostre necessità. Realizzare i nostri desideri e soddisfare i nostri bisogni ci apporta emozioni piacevoli che sfociano nella felicità edonistica.
  • Felicità a breve termine: un aspetto essenziale dell’edonismo è il suo sguardo sul presente o sul futuro più immediato. Stiamo parlando del piacere o della felicità spontanea, che sorge a seguito della realizzazione di certe condotte. Quando lo stimolo che la provoca si allontana, la felicità edonistica va dissipandosi.
  • Alta intensità: la felicità edonistica consiste in un’emozione altamente gratificante e stimolante che viene vissuta con grande intensità ed entusiasmo.
Donna sorridente

Eudaimonia: la felicità basata sullo sviluppo personale

Molte delle nostre condotte non provocano una felicità immediata, richiedono uno sforzo e, in determinati momenti, si sperimentino anche emozioni dalla valenza negativa tipiche di questo tipo di motivazione.

Nonostante ciò, continuiamo a realizzare le nostre condotte con energia, e ne siamo persino soddisfatti. Questo grazie al fatto che tali condotte ci permettono di effettuare uno sviluppo personale che viene sperimentato con una felicità eudaimonica. Esempi di tale eudaimonia possono essere fare carriera, imparare una nuova lingua, scoprire altre culture, esplorare se stessi, ecc.

Per definire l’eudaimonia, possiamo ricorrere alle seguenti caratteristiche:

  • Ricerca dello sviluppo personale: è l’aspetto chiave di questa forma di felicità. L’eudaimonia è la motivazione che ci incita a crescere. È la soddisfazione che sorge quando siamo orgogliosi della nostra crescita cognitiva, morale, emotiva, ecc.
  • Conseguimento delle mete e dei propositi: il grado di intensità della felicità eudaimonica dipenderà dal raggiungimento delle nostre mete e dei nostri propositi. Raggiungere i nostri obiettivi ci apporterà questa felicità che ci sprona a crescere.
  • Sforzo e motivazione: sono i motori della nostra auto-realizzazione. Dato che, in molte occasioni, le nostre mete e i nostri propositi ci metteranno davanti a dei problemi e ci faranno provare emozioni spiacevoli, abbiamo bisogno di sforzarci e motivarci per raggiungere l’eudaimonia.
  • Felicità a lungo termine: è una felicità rappresentata dalla soddisfazione di se stessi. La capacità di osservare se stessi e di essere orgogliosi della propria crescita personale. Presuppone più una percezione di se stessi gradevole che uno specifico stato temporaneo (come nel caso dell’edonismo).
Ragazzo che salta in cima a una montagna

Conclusioni

Eudaimonia ed edonismo: qual è meglio? La risposta è che di solito entrambe queste forme di felicità sono fonte di motivazione nelle nostre vite. Sono rispettivamente le incaricate di incentivare lo sviluppo personale e le condotte piacevoli. In questo senso, sembra fondamentale trovare un equilibrio personale fra le due, in modo che una non finisca per diventare un ostacolo per l’altra.

La società dei consumi in cui viviamo ci induce a basare la nostra vita sull’edonismo. Consumiamo le nostre risorse in modo smisurato in piaceri a breve termine e dimentichiamo il nostro sviluppo personale o lo cerchiamo in modo indiretto attraverso questo consumo. Gran parte della popolazione detesta la sua vita lavorativa e professionale e l’unica soddisfazione che può trovare risiede proprio nei piaceri edonistici. È importante non dimenticare la nostra auto-realizzazione, dato che è l’unico modo per raggiungere l’eudaimonia.