Come elaborare un genogramma passo per passo

27 luglio 2017 in Psicologia 605 Condivisi

Il genogramma è uno strumento che permette di schematizzare e sintetizzare le informazioni familiari di un individuo. È simile ad uno albero genealogico, ma si concentra soprattutto su aspetti più specifici dei legami familiari e ha un aspetto più tecnico.

In un documento su questo argomento, proveniente dalla facoltà di Psicologia dell’Università di Barcellona, il genogramma veniva definito nel seguente modo: “una rappresentazione grafica (sotto forma di albero genealogico) delle informazioni fondamentali di, almeno, tre generazioni di una famiglia. Include anche la struttura, i dati demografici dei membri e le relazioni che intrattengono tra di loro”.

“Se non conosci la storia sei un perfetto ignorante, sei come una foglia che non sa di essere nata dall’albero”.

-Michael Crichton-

Si utilizza per raccogliere ed organizzare le informazioni riguardanti le circostanze in cui vive una persona. Queste informazioni servono per gli interventi clinici o pedagogici. Tuttavia, qualsiasi persona può elaborare il proprio genogramma per conoscersi meglio. È particolarmente utile per scoprire modelli di condotta e problemi ereditari, conflitti interiori o intergenerazionali e/o linee guida di condotta trasmesse dalla famiglia.

Un genogramma permette di visualizzare velocemente la struttura familiare di una persona. In molti casi, rende possibile realizzare una prima ipotesi riguardo le cause che originano un problema di personalità, di gestione delle emozioni, etc. Inoltre, costituisce uno strumento importante per conoscere meglio se stessi.

I passaggi per elaborare un genogramma

Un genogramma si elabora in tre fasi: 1) Tracciato generale della struttura familiare; 2) Raccolta di informazioni fondamentali sulla famiglia di una persona; 3) Delineazioni delle relazioni familiari.

Il tracciato generale della struttura familiare è la fase iniziale e anche la più importante. È l’asse di tutto il genogramma. In questa fase vanno definiti i legami biologici e legali che esistono tra i diversi membri della famiglia. Vi sono simboli prestabiliti per rendere grafici tali vincoli.

Nel registro dell’informazione familiare, si introducono i seguenti dati:

  • L’informazione demografica (data di nascita e di morte, ciclo educativo, data del matrimonio e divorzio, etc.).
  • L’informazione riguardante il livello di funzionamento (dati generali sul funzionamento dei membri: sono o non sono funzionali, in che termini e perché?).
  • Avvenimenti familiari critici.

Nella terza fase si tracciano le caratteristiche delle relazioni familiari. Si stabiliscono nuovamente i legami che ci sono tra i vari membri, ma in questo caso non si osservano i nessi biologici o legali, bensì i legami psicologici.

Elaborare un genogramma, passo per passo

Per elaborare un genogramma dall’inizio alla fine, bisogna rispettare i seguenti passaggi:

Definire l’obbiettivo del genogramma

La prima cosa da fare è definire l’obbiettivo del genogramma. Ovviamente, in tutti i casi esso apporta informazioni sulle circostanze storico-familiari di una persona. Tuttavia, queste informazioni sono suscettibili ad essere utilizzate a diversi scopi.

A volte i dati che si ottengono possono risultare di grande utilità a scopi medici. La storia familiare è anche storia genetica e rende possibile visualizzare i punti di forza e le debolezze fisiche che si ereditano. Allo stesso tempo, il genogramma apporta importanti informazioni sui problemi emotivi che si ripetono, o sono comuni, in una stessa famiglia. Sono linee guida psicologiche che si acquisiscono e si trasmettono nel contesto familiare.

In alcuni casi il genogramma ha un obbiettivo davvero specifico. Ad esempio, quello di domandarsi da dove proviene la mia depressione? È possibile che una particolare condizione segni diverse generazioni. In ogni caso, l’aspetto importante è sempre quello di definire un obiettivo previo.

Stabilire il numero di generazioni da analizzare

È importante pianificare il lavoro in modo realista. L’ideale è prendere come base tre generazioni, ma non è sempre possibile. Ci sono famiglie nelle quali non è più presente una generazione intera o non si ha nessun contatto con i membri della stessa.

In altri casi, il contatto che si ha con le altre generazioni è indiretto. Questo significa che si possono ottenere delle informazioni su una famiglia solo riguardo a quello che gli altri componenti dicono della stessa. Questo dà origine ad un dubbio. In questi casi, la cosa migliore è possedere altre fonti di informazione per accertare o smentire l’informazione iniziale.

La cosa migliore da fare è stilare una lista dei familiari vivi con cui poter stabilire un contatto. Successivamente, fare una nuova lista delle persone che possono offrire informazioni sui familiari che non si possono consultare. E, infine, definire quante generazioni includere nel genogramma.

Elaborare un questionario-guida per raccogliere le informazioni

Questo è uno dei passaggi più importanti, strettamente relazionato all’obbiettivo che ci si è posti. Si tratta di elaborare un insieme di domande che serviranno come linee guida per raccogliere le informazioni necessarie, allo scopo di elaborare il genogramma.

Si tratta di domande fondamentali che permettano di raccogliere le informazioni demografiche. All’interno di questo gruppo di domande devono trovarsi elementi del seguente tipo: nomi, date (di nascita, di morte, del matrimonio, del divorzio, del cambiamento di residenza, etc.), ma anche altre di tipo sociale, educativo, professionale, numero di figli, sesso dei figli, etc.

Deve poi esserci un gruppo di domande che permettano di approfondire le caratteristiche specifiche di ogni membro della famiglia. Ad esempio, malattie sofferte in passato e anche presenti, difficoltà affrontate, interessi e hobby, vicende estreme vissute, grandi conflitti, etc.

Per concludere, è necessario creare un terzo gruppo di domande che hanno lo scopo di investigare sugli avvenimenti familiari critici. Ci riferiamo a quei momenti di crisi o gravi problemi che sono stati comuni a vari membri della famiglia. Fatti che hanno segnato un prima e un dopo nella storia dei suoi componenti. In accordo con il proposito del genogramma, si definiranno gli avvenimenti critici che si vogliono chiarire.

Raccogliere informazioni

Non tutti i genogrammi hanno lo stesso livello di profondità. Alcuni apportano elementi più visibili, mentre altri approfondiranno uno o vari aspetti. Questo, in buona parte, dipenderà dalle informazioni di ogni ambito che sarà possibile raccogliere.

In questo passaggio si deve stabilire un contatto con le possibili fonti di informazione. È importante tener conto che non tutti sono disposti a parlare della propria storia. Per questo, potrebbe trattarsi fin da subito di un lavoro duro e che richiederà pazienza.

Vi consigliamo, al momento di stabilire il contatto, di dire chiaramente cosa cercate, ovvero l’informazione per l’elaborazione del genogramma. Affinché tutto vada al meglio, è bene dare tempo al tempo, in modo che si crei maggiore confidenza e le informazioni vengano fornite senza disappunto.

Raccogliere le informazioni tramite documenti

Le lettere, le fotografie, i video e qualsiasi documento sulla famiglia possono risultare molto rilevanti. A volte è possibile trovare un dato importante in una carta d’identità, in un contratto di compravendita o in una ricetta medica.

Molti familiari conservano un album di famiglia e di solito vi si trovano le immagini dei grandi eventi collettivi. Si riesce ad intuire molto di qualcuno quando si guarda attentamente una foto. Che “clima emotivo” prevale nella stessa?

Standardizzare i simboli da utilizzare

Al giorno d’oggi vi sono diversi programmi per elaborare i genogrammi. Sono documenti da riempire con le informazioni raccolte. Esistono anche programmi per il computer che facilitano di molto l’elaborazione di questi schemi.

Vi sono anche simboli standard per rendere grafici i dati. Ogni persona può disegnare il proprio grafico, nel caso quelli già pronti non gli risultassero adeguati o di suo gradimento. Ad ogni modo, i simboli più utilizzati sono i seguenti:

  • Gli uomini vengono rappresentati con un quadrato e le donne con un cerchio.
  • I matrimoni si rappresentano con il simbolo dell’uomo a sinistra e quello della donna a destra, uniti da una linea orizzontale.
  • Due linee parallele inclinate rappresentano un divorzio o una separazione.
  • I figli maggiori vengono messi al di sotto dei genitori, a sinistra. Quelli minori, a destra.

L’obbiettivo del genogramma non deve mai essere perso di vista. Per questo, è necessario disegnare simboli specifici per rendere grafici eventi come abusi, alcolismo, aborti, suicidi, incidenti mortali o qualsiasi altro fatto rilevante da appuntare.

Rendere grafico lo schema partendo dai legami

Il tipo di relazioni tra i vari membri della famiglia è sempre importante. Per questo, è necessario che non vengano rappresentati solo i legami, ma anche ogni elemento che permetta di stabilire la qualità degli stessi, anche se in termini generali.

È bene disegnare simboli standard per rendere grafiche le relazioni intime, quelle più distanti, tese, conflittuali, etc. È altrettanto indispensabile usufruire di simboli che permettano di rendere grafici i casi di abuso fisico, emotivo o sessuale. In molti casi bisognerà aggiungere qualche elemento per denotare che si sospetta di questi, ma che non si tratta di evidenze.

Analizzare il genogramma

L’analisi di un genogramma è un’attività creativa e, a volte, affascinante. Inizialmente si tratta di valutare la precisione di ciò che è stato rappresentato nel grafico. Se avete dubbi su qualche aspetto, la cosa migliore è evidenziarlo, in modo da cercare di verificare tale informazione.

L’analisi iniziale permette di organizzare l’informazione nel modo più chiaro possibile e di delineare i legami nel modo più corretto. Questo sforzo di precisione dà i suoi frutti e ci permette di andare avanti con maggiore congruenza.

Ricerca dei modelli

In questo passaggio si concretizza la validità del genogramma. Tutte le informazioni raccolte, organizzate e inserite nel grafico devono condurre a dei modelli. In altre parole, devono essere il punto di partenza per poter visualizzare eventi, circostanze o elementi che si ripetono nelle varie generazioni.

Nei modelli risiede il segreto per comprendere. C’è una malattia ricorrente nei diversi familiari e/o nelle generazioni successive? C’è un modello di condotta disfunzionale che si trasmette di generazione in generazione? Perché alcuni membri della famiglia sfuggono a tali modelli? Quali elementi della loro storia personale permette loro di sfuggire a tali schemi?

Questa e molte altre sono le domande che bisogna porsi quando si finisce di stilare il genogramma. Sicuramente non apporteranno un’informazione completa, ma daranno degli indizi molto utili per continuare ad approfondire e, soprattutto, per comprendere le cause di un evento attuale.    

Verificare il compimento dell’obbiettivo

L’elaborazione di un genogramma non è un compito meccanico né garantisce risultati incredibili. Forse lo stesso processo può portare a modificare più volte l’obbiettivo iniziale. Un dato sospetto può portarci ad adottare nuovi approcci.

La verifica del compimento dell’obbiettivo iniziale, dunque, ha un valore relativo. In realtà, ciò che bisogna verificare è se i dati trovati, organizzati ed interpretati arricchiscono il senso della persona. Spesso, anche se il proposito non viene totalmente soddisfatto, il cambiamento aiuta. Ad ogni modo, conviene realizzare una valutazione finale del processo.

Il genogramma è un cammino che conduce verso la propria storia personale. È una storia che è stata scritta prima che nascessimo. Ognuno di noi è un capitolo all’interno di un racconto che è cominciato in tempi ormai remoti. Fino a noi arriva solo quel timido rumore del tempo, che a volte riusciamo a recuperare provando a seguire le orme del nostro gruppo umano.

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