La reciprocità, una delle basi delle nostre relazioni

19 luglio 2016 in Psicologia 0 Condivisi

Viviamo in una società che tende a farci misurare tutto quello che diamo e anche tutto quello che ci sembra giusto ricevere in base a quanto abbiamo offerto a nostra volta. Passiamo molto tempo a valutare ciò che gli altri ci danno indietro in cambio dei nostri doni. Abbiamo trasformato la reciprocità in una moneta di scambio.

Probabilmente questo ci fa soffrire, visto che spesso capita di scoprire che riceviamo molto meno di quanto crediamo di star dando. Questo  può farci sentire che ci stanno trattando in modo ingiusto, e può portarci ad essere insoddisfatti delle nostre relazioni interpersonali. La reciprocità non sarà più una sofferenza, però, se scoprirete il grande potenziale che nasconde per farci godere appieno delle nostre relazioni e della nostra dedizione verso gli altri.

Aspettarsi qualcosa dagli altri

Tutti tendiamo ad aspettarci qualcosa dagli altri. Quando diamo qualcosa, ci aspettiamo quanto meno che ci torni indietro lo stesso, e questo ci porta spesso a soffrire, soprattutto se non ci sentiamo corrisposti. In questo caso ci sentiremo frustrati o avremo l’impressione di essere stati usati, visto che nessuno è stato in grado di restituirci ciò che ci aspettavamo.

Il fatto di crearci delle aspettative, soprattutto su qualcosa di specifico, può farci sentire delusi quando le nostre aspettative non si realizzano. Può farci ricredere sulla nostra volontà di continuare a dare e può farci iniziare a guardare con occhi diversi l’alternativa di diventare più egoisti.

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Rendere felici gli altri

Molto spesso, ciò che ci motiva a dare qualcosa agli altri è l’interesse verso il loro benessere. Vogliamo che stiano bene, che a loro non manchi nulla, ecc. E, inizialmente, potremmo sostenere che non pretendiamo altro, che non vogliamo niente in cambio.

Tuttavia, nelle situazioni in cui stiamo male o abbiamo bisogno di sostegno, se vediamo che gli altri non ricambiano il nostro aiuto, ci sentiamo ancora più tristi. Sentiamo che, quando abbiamo bisogno di una mano, nessuno è disposto a darcela, mentre noi non abbiamo esitato a farci in quattro per loro. In questo modo, iniziamo a pensare che ciò che otteniamo non ha niente a che fare con ciò che diamo.

Il bisogno di sentirci valorizzati

Spesso, anche se non ne siamo coscienti, molti dei comportamenti che assumiamo per rendere felici gli altri nascono da un profondo bisogno di ricevere. Diamo, in modo quasi disperato, perché abbiamo anche bisogno che ci venga dato.

In modo inconsapevole, crediamo che “se ci preoccupiamo degli altri, loro si preoccuperanno di noi”, ed è questa credenza errata che ci porterà a soffrire e che causerà la nascita di conflitti nelle nostre relazioni interpersonali. Come avrete di sicuro già sperimentato più volte, le cose non vanno sempre così, e il fatto di esserci convinti che “dovrebbe essere così” ci porta a soffrire.

Sarebbe molto più sano preoccuparci solo di noi stessi, senza aspettarci niente dagli altri; e, di conseguenza, senza volerli compiacere per ottenere qualcosa in cambio. Naturalmente, questo non significa che non dobbiamo più preoccuparci per gli altri, ma che dovremmo farlo solo quando lo vogliamo davvero, evitando che la nostra mente si convinca che meritiamo qualcosa in cambio.

In questo modo, la soddisfazione di dare qualcosa agli altri si trasformerà nell’unico motivo per farlo e nel motore della reciprocità, che continuerà a muoversi, ma senza diventare una tortura per noi quando le cose non andranno come ci aspettavamo.

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Ho diritto alla reciprocità

“Ho diritto alla reciprocità” significa che dobbiamo darci il permesso di ricevere ciò che gli altri vogliono darci e di godercelo. Se non ci aspettiamo niente da nessuno, la gratitudine e la soddisfazione saranno altissime.

In questo modo, concepiamo la reciprocità come un atto di libertà. Ogni persona ha il diritto di decidere che cosa vuole dare, quando e come. E solo attraverso il rispetto delle decisioni degli altri potremmo godere appieno dei benefici della reciprocità.

Ognuno può scegliere

Ogni persona può scegliere se vuole dare o fare qualcosa per gli altri. Le cose stanno così, nessuno deve niente a nessuno, poiché siamo liberi e non siamo obbligati a restituire ciò che ci viene dato, e questo vale anche per gli altri.

Se lo capiamo, smetteremo di misurare ciò che gli altri ci danno, perché diventeremo consapevoli del fatto che è solo una loro libera scelta, e che non hanno il dovere di darci nulla, anche quando hanno ricevuto qualcosa da noi. Allo stesso modo, smetteremo di sentirci obbligati a restituire qualcosa o di sentirci in debito con gli altri quando ci fanno un favore.

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L’equilibrio delle relazioni interpersonali

Quando rispettiamo le decisioni degli altri, scopriamo un nuovo modo di concepire le relazioni. Se ci pensate, capita di ricevere molto da persone da cui non ci aspettavamo nulla, e, probabilmente, queste persone non sono le stesse per cui noi avevamo fatto qualcosa in precedenza.

Si tratta dell’equilibrio delle relazioni interpersonali, quello che garantisce che queste si sviluppino in modo naturale, e che allo stesso tempo siano in grado di sorprenderci nei momenti in cui non ci aspettavamo niente, e invece riceviamo molto. Così, la reciprocità si trasforma in uno strumento di scambio spontaneo, di soddisfazione e di gratitudine.

Attraverso la reciprocità, nella sua concezione più sana, ci sentiremo liberi e padroni delle nostre decisioni, in grado di accettare ed essere grati per quello che gli altri vorranno regalarci. Concependo la reciprocità in questo modo, ci daremo il permesso di godere le relazioni che stabiliamo con gli altri e di tutto ciò che siamo in grado di donare e ricevere.

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