Eliminare i pregiudizi con 3 strategie

· 21 ottobre 2018

I pregiudizi sono atteggiamenti, positivi o negativi, verso gruppi o membri di gruppi che adottiamo per valutare ed etichettare persone che non conosciamo. Per esempio, se incontriamo uno zingaro e pensiamo che gli zingari siano bravi a suonare la chitarra, l’interazione con la persona in questione sarà determinata da questa credenza previa. Tale meccanismo serve a mantenere delle gerarchie di status fra gruppi ma, per fortuna, esistono diverse strategie per eliminare i pregiudizi.

Si dice che i pregiudizi presentino tre componenti. La prima è la componente cognitiva, ovvero gli stereotipi, che rappresentano le immagini mentali che abbiamo dei membri di un gruppo. La seconda è quella affettiva, le emozioni e i sentimenti che si risvegliano. L’ultima è quella comportamentale ed è rappresentata dalla discriminazione, dalle condotte negative verso la collettività sulla quale si hanno determinati pregiudizi.

La psicologia sociale ha sviluppato diverse strategie per eliminare i pregiudizi, basati sulle teorie della categorizzazione e dell’identità sociale.

Eliminare i pregiudizi mediante la ricategorizzazione

Le persone tendono a categorizzare, a dividere gli altri in categorie. Questa categorizzazione porta a favorire di più coloro che sono inclusi nella stessa categoria, dando luogo a pregiudizi verso i membri appartenenti ad altre categorie. Aumentare la flessibilità dei confini delle categorie ridurrà i pregiudizi. In questo senso, abbiamo a disposizione almeno tre opzioni:

  • La decategorizzazione: consiste nel vedere i membri di altre categorie come persone singole. In questo modo, il pregiudizio si ridurrà. Se invece di vedere qualcuno come un membro di un paese, lo vediamo come una persona indipendente, gli atteggiamenti nei suoi confronti saranno più positivi.
  • La categorizzazione incrociata: consiste nel mettere in risalto le categorie comuni di appartenenza che possono avere i membri di due gruppi messi a confronto. Rendendo consapevoli le persone delle categorie che condividono, i reciproci atteggiamenti saranno più favorevoli. Possiamo avere religioni diverse, ma condividere comunque il genere e la nazionalità.
  • La ricategorizzazione: consiste nel cercare di creare una nuova categorizzazione che inglobi congiuntamente i membri di diverse categorie. Per esempio: non siamo italiani e francesi, siamo europei.
Ombre di persone sul muro

“La nostra storia non può essere raccontata a pezzetti, con quello che ognuno mette o toglie della sua storia personale. È una storia collettiva. Una storia dove non c’è l’io. Una storia dove parliamo, ascoltiamo, guardiamo e sentiamo come collettivo […] nella nostra storia non sono né Io, né Tu, né Egli. C’è solo il Noi. Siamo Noi nel bello e nel brutto.”

Subcomandante Marcos

Eliminare i pregiudizi mediante l’identità comune dell’ingroup

Categorizzare porta alla formazione dell’identità: se mi categorizzo come donna, formerò un’identità di donna. Per fomentare la ricategorizzazione, sarebbe necessario creare nuove identità più inclusive, che ingloberanno la mia identità e quella altrui.

Per esempio, se la mia identità è di donna e la tua è di uomo, favorisco maggiormente il mio gruppo, quello delle donne, e avrò dei pregiudizi verso i membri del tuo gruppo, gli uomini. Ma se, al contrario, entrambi ci identifichiamo come femministi, favorirò tanto gli uomini quanto le donne.

Avere un’identità comune aumenta le condotte di supporto reciproco e cooperazione. Quante più persone vengano integrate nell’identità, maggiori saranno i benefici del gruppo. Tornando all’esempio precedente, le identità iniziali non andranno perdute. Continueremo a essere donne e femministe, o uomini e femministi. In questo modo, avremo una duplice identità e chi è membro di un altro gruppo con un’ulteriore identità sarà anche membro del nostro gruppo. Il problema è che le identità sociali non si attivano tutte insieme: si attiva solo quella che è più importante in un determinato momento.

Bambini con piccoli mappamondi fra le mani

Eliminare i pregiudizi mediante il contatto

Relazionata alle strategie di categorizzazione, è l’ipotesi del contatto. Questa teoria sostiene che è possibile eliminare i pregiudizi quando si incrementa il contatto fra i membri dei vari gruppi sociali, o quando alcuni membri del proprio gruppo hanno stabilito intimi rapporti con i membri di altri gruppi.

Tuttavia, l’ipotesi del contatto sembra avere successo solo quando si verificano specifiche condizioni che favoriscono il contatto fra i membri dei diversi gruppi sociali. Queste condizioni sono quattro:

  • Sostegno sociale e istituzionale nella promozione del contatto.
  • Il contatto deve essere prolungato. Deve esservi tempo a sufficienza affinché le relazioni fra i membri dei gruppi siano significative.
  • I partecipanti devono avere uno status simile. La condizione dei gruppi deve essere la stessa.
  • I gruppi coinvolti devono avere obiettivi comuni, in modo che questi interessi condivisi generino rapporti di cooperazione.

Esistono diversi modi per eliminare i pregiudizi. Creare una categoria di “umani”, sulla base della quale generare un’identità di umani, sembra essere l’approccio ideale. Si tratterebbe, dunque, della strategia perfetta per eliminare i pregiudizi.

Tuttavia, indurre le persone a identificarsi come umane e rendere tale identità sempre la più importante, complica la fattibilità di questa opzione. Forse, un nemico comune di un altro pianeta ci aiuterebbe a identificarci come umani o terrestri e porrebbe fine al pregiudizio. Cosa possibile, ma improbabile.