Emozioni positive: l’arma migliore contro le avversità

· 2 settembre 2016

Insegniamo ai bambini a leggere, a scrivere, a vestirsi o ad andare in bicicletta. Ma cosa dire delle loro emozioni? Educare i bambini alle emozioni positive può diventare la chiave della loro felicità. Le emozioni positive aiutano le persone in caso di difficoltà. Le persone che di fronte alle avversità si piegano, ma non si spezzano, sono quelle in grado di provare le emozioni positive, anche in situazioni molto stressanti.

Molti problemi di salute mentale hanno un’origine emotiva, infatti le emozioni incomprese o represse fanno male al corpo e alla mente. Le emozioni si possono”educare”, la differenza è che possono farlo da sole, nel bene o nel male, oppure siamo noi ad influenzarle consapevolmente, aiutandoci a comprendere, a trasformare e a regolare le nostre emozioni.

La capacità di fare una pausa e non agire di primo impulso è una lezione cruciale nella vita di tutti i giorni.

Educare alle emozioni

Educare alle emozioni è educare alla vita. L’intelligenza emotiva consiste nell’avere una serie di abilità per riconoscere le nostre stesse emozioni e quelle degli altri, oltre a poterle gestire in modo corretto.

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Qualche anno fa, l’educazione emotiva insegnava a reprimere certe emozioni e ad impedire che si manifestassero in pubblico. Tuttavia, per fortuna stiamo cominciando a scoprire l’intelligenza emotiva, a darle l’importanza che merita e questo comporta anche esprimere adeguatamente le emozioni e non reprimerle.

Il modo ideale per ridurre i futuri livelli di violenza per aumentare quelli dell’altruismo passa per un precoce apprendimento sociale ed emotivo. Se un bambino è capace di identificare i suoi sentimenti e quelli dei compagni, saprà reagire adeguatamente e questo gli farà da base per migliorare le sue abilità sociali, per sapere che cosa fare in ogni momento.

L’integrazione dei bambini con problemi sociali riguarda proprio questo, perché i bambini devono capire come si sentono gli altri e perché gli altri capiscano come loro si sentono. Saper esprimere le emozioni, inoltre, aiuterà i bambini a non essere individui senza voce, ma persone che sappiano chiedere aiuto in caso di pericolo o di minaccia.

Come ci aiutano le emozioni positive?

Le emozioni positive facilitano la messa in moto di modelli di pensiero recettivi, flessibili e integranti, favorendo la comparsa di situazioni e di comportamenti nuovi. È molto probabile che questo modo di pensare abbia preceduto le grandi scoperte e le realizzazioni più importanti della storia dell’umanità.

È difficile immaginare Michelangelo arrabbiato mentre dipingeva la Cappella Sistina, Newton furioso sotto al melo, Edison o Marie Curie depressi nei loro laboratori. Viceversa, è facile immaginarli mentre pensavano a possibilità e ad alternative, mentre combinavano elementi a priori impossibili, completamente immersi nel loro lavoro, emozionati di fronte ai loro progressi verso l’obiettivo desiderato che per loro aveva un grande significato.

Allo stesso modo, è stato dimostrato che le diagnosi di malattie al fegato erano più esatte quando i medici si sentivano bene  (Fredrickson, 2003). Con “più esatte” si intende che i medici impiegavano meno tempo ad integrare le informazioni del caso ed erano meno inclini a basarsi su un pensiero iniziale, quindi a fare diagnosi premature.

Le emozioni positive ci aiutano non solo a sentirci meglio con noi stessi, ma anche a potenziare le nostre abilità e le nostre competenze personali. Provare giorno dopo giorno le emozioni positive è un modo per sentirsi sempre di più in uno stato di felicità globale.

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