Come esercitare l’autorità sui figli

20 aprile 2017 in Psicologia 3046 Condivisi

L’educazione dei figli è un tema difficile perché al giorno d’oggi intervengono sempre più fattori. D’altra parte, anche se non c’è mai stato un manuale di istruzioni che spiegasse come essere bravi genitori, ci sono criteri universalmente validi per quanto riguarda l’educazione dei figli. È un concetto che è cambiato moltissimo nel corso del tempo, ma non è mai scomparso.

Prima i genitori esercitavano la loro autorità in un altro modo. Nella maggior parte dei casi, i figli obbedivano perché semplicemente dovevano farlo. Si trattava di un autoritarismo che i bambini rispettavano per paura delle conseguenze. Affinché i figli obbedissero, i genitori ricorrevano a strategie che andavano dalle minacce alle lesioni fisiche. Il castigo era il fulcro di questa forma di educazione.

L’unica legge dell’autorità è l’amore
José Martí

Attualmente, sembra che stia accadendo tutto l’opposto. Si è registrata una significativa mancanza di autorità da parte dei genitori nei confronti dei figli. I figli non riconoscono l’autorità dei genitori che hanno paura perfino ad esercitarla. Siamo arrivati a un punto in cui si parla di genitori maltrattati e di figli dittatori.

L’autorità nell’educazione dei figli

Le regole sono importanti per acquisire responsabilità e mettere limiti all’arbitrarietà. I limiti danno stabilità agli esseri umani. Sono i genitori, o gli adulti che si occupano dei figli, a dover far rispettare le regole. Molti non lo fanno per negligenza più che per convinzione. Imporre dei limiti comporta uno sforzo importante.

I bambini possono essere capricciosi. Per questo motivo, è necessario far capire loro che non possono fare o ottenere tutto quello che vogliono, che le cose bisogna guadagnarsele con l’impegno e che tante possono anche non arrivare. Se il bambino è piccolo, bisogna insegnargli che deve obbedire perché è lui il bambino e che chi se ne occupa è l’adulto. Deve rispettare ciò che gli si dice senza dovergli spiegare perché.

Con i bambini più grandi, invece, si può ricorrere al dialogo. Far capire loro il perché delle regole, ma anche che non sono negoziabili. La famiglia deve andare avanti al ritmo dei genitori perché ne sono i responsabili. Sono loro gli adulti. Se il bambino vuole agire diversamente, dovrà prima aspettare di diventare adulto e di essere in grado di rispondere per sé.

Stabilire e mantenere l’autorità genera di fatto vari conflitti. I bambini sono persone che ancora non hanno capacità di giudizio. Vogliono solo fare ciò che dà loro soddisfazione. I limiti, dunque, sono per loro motivo di frustrazione e un invito a fare i capricci. Alcuni genitori, esausti per le battaglie su altri fronti, come il lavoro, cedono a questi capricci. Ma è proprio questo che devono evitare! Perché recuperare l’autorità perduta è un’impresa ben più complicata che mantenerla.

La permissività ad oltranza e le sue conseguenze negative

La mancanza di un modello di autorità coerente lascia tracce negative nella vita di qualsiasi essere umano. La prima: favorisce lo sviluppo di ansia ed insicurezza. Quando i genitori non stabiliscono dei limiti o non li rispettano, il bambino ha la sensazione di camminare su un terreno debole. Non ha un punto di riferimento a cui aggrapparsi, anche solo per criticarlo.

Anche se alcuni genitori lo fanno con le migliori intenzioni del mondo, non c’è dubbio che la permissività ad oltranza sia la strada sbagliata da percorrere. I bambini ottengono tutto per non dover soffrire le angosce dei genitori. Nessuno pretende che siano responsabili. Hanno il permesso di fare ciò che vogliono secondo un concetto sbagliato di libertà. Su questa mancanza di autorità crescono bambini dispettosi, insolenti e pieni di pregiudizi.

La cosa più grave è che, una volta diventati adulti, questi individui non avranno le risorse necessarie per affrontare la realtà, che è piena di limiti e di divieti. Di sicuro non avranno la forza necessaria per affrontare le grandi avversità della vita. Si sentiranno sempre più frustrati perché le cose non vanno come vogliono e non sapranno gestire questa frustrazione.

L’affetto e la vicinanza sono la base dell’autorità

Esercitare l’autorità senza affetto e vicinanza è un approccio più vicino alla tirannia che alla pedagogia. Un padre o una madre che intervengono nella vita dei figli solo per dare loro ordini o riversando le loro aspettative troppo elevate suscitano sentimenti contrastanti. In questo caso, non fanno altro che esercitare il loro potere per sottomettere i figli senza educarli.

È molto importante che i genitori dedichino del tempo ai figli. Tempo per parlare,  per giocare, per conoscerli e per farsi conoscere. In definitiva, per creare legami forti. Quando il bambino sente che i genitori sono gentili e affettuosi, sarà più disposto ad accettare la loro autorità e capirà anche che non si tratta di un esercizio arbitrario, ma di una guida per la vita.

I figli che crescono senza genitori e senza autorità agiranno di conseguenza. Crederanno di avere sempre ragione. È possibile che cerchino di usare gli altri in base ai loro interessi e alle loro necessità. Non si assumeranno responsabilità e non affronteranno i problemi. Nel peggiore dei casi, entreranno in una dimensione di illegalità e la incorporeranno nella loro vita.

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