Esiste l’inconscio collettivo?

· 13 giugno 2016

Gli esperti parlano di inconscio collettivo come un qualcosa di “innato nell’essere umano” un tipo di magazzino universale che possediamo tutti noi che apparteniamo alla stessa specie, una cosa simile ad una “biblioteca universale”… ovviamente è difficile da comprendere e anche da accettare, però è senza dubbio un’idea ricca di fascino: tutti noi siamo legati da un qualcosa di universale che ci rende unici, un qualcosa che risiede in una parte del nostro cervello, come un piccolo baule che è lì, anche se non ne siamo coscienti.

Facciamo un esempio: da piccoli abbiamo imparato tutti ad andare in bicicletta, dopo un po’ non ci fermavamo più a pensare a cosa fare per mantenere l’equilibrio e come pedalare senza cadere a terra. Il nostro cervello e i nostri muscoli hanno immagazzinato quelle informazioni per renderle gesti automatici, conservati in un angolo delle nostre strutture cerebrali dove sono raccolti tutti gli apprendimenti ai quali non penseremo più.

L’inconscio collettivo ed i sogni

È stato Carl Jung ad aver forgiato questo termine in base alla sua grande esperienza nella psichiatria. Per lui, nel nostro cervello, nella nostra mente, esistono concetti chiamati “archetipi”, ovvero le dimensioni base dell’umanità: l’amore, la paura, l’integrità, l’essere…Dimensioni essenziali che tutti sentiamo e subiamo ugualmente, qualcosa di innato che assimiliamo semplicemente nel nascere e che, allo stesso tempo, ereditiamo dai nostri genitori, che a loro volta le hanno ereditati dai loro.

E adesso la domanda è: come vi accediamo, come le ricordiamo? È come ricordare perché sappiamo andare in bicicletta, o come stare a galla quando nuotiamo. Secondo Jung, un modo per arrivarci sono i sogni; per questo motivo, molti studi si concentrano sul campo onirico, momento in cui, secondo Jung, le persone hanno accesso a quell’inconscio che tutti condividiamo.

Esiste davvero l’inconscio collettivo?

Per accettare l’esistenza dell’inconscio collettivo, dovremmo iniziare a credere che la vita, l’universo intero sia materia viva. Samuel Batler ha affermato, per esempio, che tutte le forme di vita hanno una memoria incosciente, sostenendo che anche gli atomi ne hanno una.

Tutto questo ci dimostrerebbe che quando nasciamo, veniamo al mondo con una specie di memoria base ereditata geneticamente fin dall’origine dell’essere umano, qualcosa con cui ci siamo evoluti generazione dopo generazione e che abbiamo immagazzinato in modo inconscio nella nostra memoria.

Tutti abbiamo le stesse pulsioni: amore, ira, rabbia, paura…sono emozioni molto forti che si instaurano nel nostro corpo e nell’organismo, è qualcosa che tutti sappiamo riconoscere. Esistono, per esempio, paure che molti condividono: la paura del buio deriva sicuramente da un istinto base di sopravvivenza, il non poter difenderci.

Secondo Jung, in genere gli esseri umani fanno sogni molto simili, immagini che emergono solo nei momenti in cui si è in balia del mondo onirico dove si presentano situazioni, visioni ed esperienze che non sappiamo bene come spiegare, che, però, a loro volta si ripetono ad altre persone e in diverse culture.

Potrebbe trattarsi solo di una chimera della psichiatria freudiana o forse è vero che tutti condividiamo una “biblioteca della conoscenza”. Voi cosa ne pensate?