L’inconscio: un grande alleato della nostra mente

· 21 aprile 2015

L‘inconscio è uno dei pilastri fondamentali della teoria psicanalitica di Sigmund Freud. Questa parola è ormai entrata nel nostro vocabolario, tanto da diventare un concetto “quotidiano”. Spesso la impieghiamo erroneamente per toglierci delle colpe, utilizzandolo come scusa per molti errori che commettiamo.

Tuttavia, gli studi più recenti, sia in ambito psicologico che neurologico, stanno portando avanti un concetto di inconscio molto diverso da quello della teoria psicoanalitica, secondo cui questo rappresentava la parte più tenebrosa di noi e quella che albergava le nostre pulsioni più inconfessabili.

Tutti noi siamo consapevoli dell’esistenza dell’inconscio, che si manifesta anche solo attraverso alcune conseguenze pratiche. Per esempio, capita di cercare in modo forsennato qualcosa che abbiamo perso e di non riuscire a trovarla finché non ci rilassiamo: solo a quel punto, come per magia da un angolino della nostra mente affiora un messaggio nitido, che ci dice dove l’avevamo lasciato. Sono tutte informazioni che arrivano dall’inconscio.

Due modi di processare le informazioni: la coscienza e l’incoscio

Una delle differenze più spiccate tra queste due parti della mente è la velocità. Se usassimo soltanto la parte cosciente di noi, infatti, avremmo bisogno di circa 4 anni per elaborare delle riflessioni che l’incoscio è in grado di analizzare in circa 10 minuti.

Quando dobbiamo prendere delle decisioni, l’inconscio ci è di grande aiuto, perché permette di smuovere un’immensa quantità di informazione e ci consente di decidere tenendo in considerazione molti criteri diversi. Ci permette anche di portare a termine compiti difficili in modo semplice, come per esempio guidare, leggere, comunicare… Ci aiuta anche a controllare le nostre emozioni e a identificare quelle di chi ci circonda.

Sembra sempre più chiaro che la maggior parte di ciò che facciamo durante la giornata è guidata dall’inconscio. Forse quest’affermazione vi farà un po’ di paura: che cosa significa? E la coscienza, non è importante? Non ci aiuta a scegliere?  Ma dobbiamo stare tranquilli: la verità è che tutto ciò che si trova immagazzinato nell’inconscio è passato prima attraverso la coscienza. È semplicemente il risultato delle nostre esperienze e del nostro modo di vivere.

Si tratta di conoscenze che sono state immagazzinate sotto forma di inconscio per esserci più utili. Vi immaginate come sarebbe la nostra vita se dovessimo riflettere su tutto ciò che facciamo? Provateci, se volete: scegliete un’azione semplice qualsiasi, come salire le scale, e vedrete quanta sarà faticoso compierla pensando continuamente a ciò che state facendo e come lo dovete fare.

L’inconscio è un grande alleato, ciò che ci fa paura è il non sapere come elabora le informazioni. Possiamo infatti ricevere il frutto del suo lavoro solo quando lo ha terminato, ed è possibile che il nostro profondo desiderio di controllo ci causi diffidenza nei suoi confronti.

Ma è bene ricordare che l’inconscio si limita a darci delle informazioni che ha elaborato: soltanto noi, in ultima istanza, abbiamo la facoltà di scegliere se utilizzarle o meno. Se prendiamo coscienza della sua utilità e ci rendiamo conto del fatto che è un ottimo alleato, inizieremo ad avere fiducia nelle sue capacità. La cooperazione con questa parte di noi diventerà più solida e produttiva, facilitandoci il compito di raggiungere i nostri obiettivi.