Esperimento di Persinger: il cervello ci inganna

Fidarsi dei propri sensi non è sempre una buona idea. La nostra mente può anche giocarci brutti scherzi. Vi diciamo come lo fa in questo articolo.
Esperimento di Persinger: il cervello ci inganna

Ultimo aggiornamento: 05 aprile, 2021

L’esperimento di Persinger cerca di mostrarci che il nostro cervello ci inganna. In più di un’occasione ci fidiamo dei nostri sensi, sbagliando. Proprio a causa della fiducia che abbiamo nella nostra percezione e della complessità del nostro ambiente, la realtà spesso ci gioca brutti scherzi.

Confondiamo le persone, vediamo cose dove non ce ne sono e ci sentiamo accompagnati quando non c’è nessuno. Le allucinazioni sono concepite biologicamente come un’alterazione della percezione. Questa alterazione ha una base profondamente cerebrale, poiché avviene nelle zone di massima elaborazione sensoriale.

Il senso della presenza: il campo di Persinger

Gli studi del Dr. Persinger si concentrano sul dimostrare che molti fenomeni interpretati come spirituali sono in realtà cerebrali. La sensazione di presenza è il fenomeno di sentire o percepire un’altra persona o entità, quando in realtà non c’è nulla.

Cervello umano.

Un fenomeno legato a varie patologie

La patologia principale è la paralisi del sonno, in cui la persona si sente perseguitata da qualcosa. Questo succede anche con altre patologie, come l’epilessia o le malattie neurodegenerative, in cui vi è un’alterazione delle strutture cerebrali legate alla percezione.

La teoria dell’emisfericità vettoriale

Si basa sul fatto che la costruzione dell’io è un processo a cui partecipano entrambi gli emisferi cerebrali in modi diversi, congiuntamente e non consapevolmente. L’emisfero sinistro fornisce il senso linguistico e simbolico dell’ “io” (dialogo interno).

Secondo Persinger, durante i processi che alterano la connettività interemisferica c’è un’intrusione del senso dell’ “io” destro nell’emisfero sinistro.

Questa intrusione indurrebbe il nostro emisfero sinistro a interpretare il senso dell’io destro come la presenza di un’altra persona, ma non siamo altro che noi stessi. La teoria è di Persiger è dimostrata da vari esperimenti.

Le aree cerebrali coinvolte nel fenomeno

  • Lobo parietale. Più precisamente l’area dell’associazione motoria e percettiva. Il cosiddetto homunculus corticale, in cui ogni organo e parte ha la propria area nella corteccia cerebrale.
  • Lobo temporale. È il lobo in cui vengono integrati gli stimoli dell’udito e viene elaborato il linguaggio. La giunzione tra il lobo parietale e temporale è strettamente correlata agli errori percettivi.
  • Lobo occipitale. È il lobo incaricato della vista. Le alterazioni negli altri due lobi portano a errori visivi.

L’esperimento di Persiger

Il dottor Michael Persinger era consapevole della difficoltà di dimostrare la sua teoria, ma i progressi scientifici sono stati dalla sua parte.

Pensava che lui stesso potesse causare un’alterazione nella connettività cerebrale, un processo che avrebbe causato l’intrusione di un emisfero in un altro. Lo strumento selezionato per gli esperimenti era la stimolazione magnetica transcranica.

Il casco di Dio

Sulla base delle ricerche precedenti, Persinger ha progettato un casco con quattro paia di selenoidi che stimolano magneticamente il lobo temporale. Lo ha chiamato “casco di Dio“.

L’esperimento è stato condotto in una stanza buia, bendando i partecipanti. Alla fine, ai volontari è stato chiesto se avevano sentito una presenza, un suono o un odore strano. Molti di loro hanno affermato di aver sentito qualcosa, quando in realtà non c’era niente.

Gli elementi dell’esperimento di Persinger

  • Deprivazione sensoriale. È stato dimostrato che l’incapacità di vedere aumenta l’attività cerebrale a onde lunghe. Questa attività è molto presente nelle alterazioni sensoriali.
  • Stimolazione magnetica. La connettività generale del cervello può risultare disturbata una piccola eccitazione dei neuroni nella corteccia cerebrale. Inoltre, la stima è stata effettuata alla giunzione del lobo temporale e parietale, un’area coinvolta in questi processi.
  • Atmosfera rilassata. Un ambiente privo di distrazioni genera rilassamento. Insieme alla deprivazione sensoriale, l’immaginazione e l’incertezza del paziente salgono alle stelle, causando dei falsi positivi.

I risultati dell’esperimento di Persinger

Persinger ha eseguito ripetutamente questo esperimento e la stragrande maggioranza dei soggetti ha affermato di avere sensazioni molto strane. Alcuni hanno riferito la sensazione che un’altra persona fosse lì, altri hanno sentito strani odori o voci che parlavano.

È importante sottolineare che la persona era completamente sola nella stanza. Gli esperimenti di Persinger non sono privi di problemi o aspetti sorprendenti. Tra questi possiamo evidenziare:

  • Soggetti con una grande immaginazione. I soggetti che sono più aperti alle esperienze mistiche hanno grandi aspettative. Pertanto, possono essere così predisposti al fatto che qualcosa accadrà che finiscono per causarlo.
  • Meditazione. In un altro esperimento Persinger, le persone che erano abituate a meditare raggiungevano più facilmente stati di rilassamento e quindi disturbi percettivi.
  • Credenze e religione. Persinger ha dimostrato anche che le persone religiose erano più propense a interpretare il fenomeno come un’apparizione mistica. Hanno pure fornito maggiori dettagli su ciò che pensavano di percepire.
  • Cultura. La forma mentale attribuita alle alterazioni percettive è strettamente legata alla cultura del soggetto. I soggetti provenienti da culture con maggiore interesse verso l’argomento hanno maggiori probabilità di sperimentare questo fenomeno.
Illustrazione con cervello blu.


Conclusioni dell’esperimento di Persinger

Persinger ha dimostrato che la stimolazione in un’area specifica del cervello causa alterazioni percettive. Ciò suggerisce che un fenomeno che è spesso considerato mistico ha la sua spiegazione nel cervello. D’altra parte, ha anche dimostrato che l’alterazione delle aree cerebrali associate alla percezione ha un grande impatto sulle allucinazioni.

Casi patologici

Le conclusioni del dottor Persinger ci permettono di spiegare perché le persone con lesioni cerebrali, epilessia o demenza soffrono di alterazioni percettive. L’alterazione strutturale del cervello provoca la de-sincronizzazione tra i due emisferi e di conseguenza degli errori percettivi.

Uno sguardo critico

Attraverso i suoi esperimenti, Persinger ha dimostrato di avere una prospettiva critica sulle allucinazioni, spesso alimentate da convinzioni personali. Il cervello ha una mappa del nostro corpo e se qualcosa va storto possiamo interpretare male la nostra percezione. Grazie all’esperimento di Persinger, oggi possiamo finalmente studiare i fenomeni allucinatori minori e quotidiani da un’altra prospettiva.

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