Essere diversi o in minoranza è meraviglioso

· 6 dicembre 2016

In una società nella quale far parte della massa non permette all’essere umano di evolversi razionalmente, emotivamente e culturalmente, far parte della minoranza non è sintomo di fallimento sociale. Al contrario, essere una minoranza rende individui autonomi e rilevanti, qualcosa che le persone appartenenti alla massa non possono neppure immaginare.

Quando seguire le regole significa appoggiare l’ingiustizia, quando preservare le tradizioni equivale a coltivare l’obsoleto e socializzare è come sbattere contro un sentimento di vuoto, frenare e cambiare direzione non è una pazzia. Anzi, potremmo dire che è sintomo di attività mentale e, in alcuni casi, di coerenza tra azioni e pensieri.

Fare parte della minoranza non significa allontanarsi dalla vita degli altri, isolarsi dal mondo. Significa essere selettivi con le persone con le quali ci si relaziona ed essere forti, avere prospettiva ed essere determinati, con l’obbiettivo di promuovere cambiamenti positivi nella società in cui si vive.

Gli esperimenti sulle minoranze di Moscovici

Moscovici, Lage e Naffechoux (1969) realizzarono un esperimento che dimostrò che, sotto determinate condizioni, è possibile che una minoranza influisca sul criterio della maggioranza; questo accade solo grazie a due fattori principali: la perseveranza nel tempo delle opinioni e l’unione del gruppo che sostiene i suoi pensatori.

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L’esperimento consisteva nel determinare il colore e l’intensità luminosa di alcune diapositive che, in realtà, erano tutte blu. Nella condizione minoritaria di “consistenza”, i complici dello studioso rispondevano verde in tutti i casi, cosa che li rendeva “consistenti” nelle loro opinioni. Nella condizione di “non consistenza”, rispondevano “verde” solo in 24 occasioni. Nella condizione di controllo, i soggetti erano tutti ignari.

Quando il comportamento della minoranza era consistente, i soggetti della maggioranza risposero “verde” 8,42% delle volte e un 32% menzionò in qualche occasione il colore verde. Questo dimostra che l’influenza della minoranza sulla maggioranza è chiara quando si percepisce consistenza e sicurezza nella propria posizione.

La storia della minoranza e dei “diversi”: la storia del progresso

Ciò di cui oggi godiamo come un diritto o come una scoperta scientifica fu promosso da persone che venivano chiamate streghe, matti, destabilizzatori dell’ordine sociale o emarginati. La minoranza di solito dà origine alla nuova saggezza, da cui derivano i grandi cambiamenti e che rigenera, che permette di curare un ciclo sociale che va collezionando sintomi di accusa.

Dal campo della scienza, dell’arte e dell’attivismo di una vera coscienza sociale, i “diversi” di questo mondo cercano di farci svegliare e riflettere prima di scartare le loro idee e ignorarle. Allo stesso tempo, ci fanno guardare intorno a noi con entusiasmo, ci fanno credere nell’utopia e ci ricordano che il nostro potere va ben oltre il seguire l’inerzia marcata dal consenso.

La minoranza non impone, ma trasforma

La differenza tra una minoranza inquisitrice e una minoranza trasformatrice sta nella motivazione che persegue con il cambiamento. La prima ricerca il potere basandosi su ciò in cui credono gli altri, mentre la seconda cerca il potere di trasformare la società, affinché “i suoi” e “gli altri” vivano meglio la propria vita.

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La minoranza inquisitrice cerca di imporre senza dar luogo ad un vero dibattito scientifico e sociale, cerca di soggiogare gli altri per mezzo dell’imposizione e mai attraverso la riflessione. La minoranza trasformatrice non arriva mai al potere in modo apparente, perché non ne vuole fare parte. Nessuno la erge come eroica, ma la società ne ha bisogno.

È importante sapere che se vi chiamano strani o diversi, potete nascondere la soluzione all’ignoranza che gli altri dimostrano. Prima di incolparvi e deprimervi perché gli altri non vi capiscono, dovete compiere un gran lavoro introspettivo con voi stessi e capire che difendere il vostro modo di vivere è il vostro modo di stare al mondo e di ispirare gli altri.

Prima di sentirvi fuori luogo perché appartenete ad una minoranza, domandatevi cosa accadrebbe se fosse il contrario. A volte farsi accettare dagli altri comporta annullare se stessi.