Perché rimandiamo i cambiamenti?

· 27 marzo 2015

A cosa serve analizzare la nostra vita pochi giorni prima che finisca un anno? L’obiettivo non è provare nostalgia. È il momento di valutare se la vita che stiamo conducendo è quella che ci eravamo prefissati di avere. Alcuni di noi saranno soddisfatti, ma altri sentiranno una sensazione di vuoto sconcertante, pur avendo raggiunto obiettivi importanti.

Volete continuare a ripetere le esperienze che avete vissuto durante l’anno?

A chi non si sente a suo agio con la propria vita, per motivi di salute o ragioni economiche, familiari o sociali, facciamo questa domanda: “Cosa vi ha portato a percorrere questa strada? Avete un’idea chiara della direzione in cui vi state muovendo o che desiderate?” L’obiettivo è quello di disegnare un progetto di vita. Queste domande vi permetteranno di valutare se avete seguito i passi, le fasi o i cambiamenti che vi avrebbero permesso di raggiungere la meta che vi eravati prefissati all’inizio dell’anno, ad esempio.

Per fare questo è necessario che siate consapevoli di chi siete e di quello che sapete fare, dei vostri talenti personali, come l’indipendenza, la creatività, la pazienza, tra i tanti. Ogni persona ha un potenziale che le permette di arrivare a degli obiettivi. Qual è il vostro?

Alcune persone, guardandosi indietro, abbandonano un sistema di vita che ha smesso di funzionare, ad esempio affrontano un divorzio, la perdita del lavoro, una malattia delicata o l’assenza di una persona cara che è venuta a mancare. Tutte queste situazioni generano ansia perché fanno uscire le persone dalla loro zona sicura, è facile abituarsi alle persone, alle situazioni o ai luoghi se non si fanno dei cambiamenti nella vita.

Molte persone, quando riflettono sulla loro vita, si rendono conto che sopportano una relazione tossica da tanto tempo e pensano: “Non ho mai voluto vivere così” o “Non ho alternative”. È importante che le persone che si trovano in questa situazione sappiano che, per cambiare qualcosa che non amano, devono conoscersi a fondo, sapere ciò che hanno, quali abilità possiedono, in poche parole devono capire quali sono le qualità e i pregi che le contraddistinguono.

Per mettere ordine nella nostra vita, dobbiamo iniziare a riconoscere il nostro valore come persone perché uno dei fattori che ci impediscono di andare avanti è la paura.

La paura

Quando un anno finisce e ne comincia uno nuovo, sprofondiamo nella solita routine dimenticando presto i nuovi propositi. Alcuni di noi sono entusiasti di andare in palestra per perdere i chili di troppi, conseguenza dei banchetti delle feste, altri chiedono l’opinione di un medico. Tuttavia, la maggior parte trascura le buone intenzioni con cui ha iniziato il nuovo anno. Ma c’è di più, sono proprio queste le persone che non vedono una via di uscita da una situazione scomoda, come ad esempio la disoccupazione, un divorzio, il maltrattamento in famiglia, una malattia terminale.

Ognuno di noi affronta le difficoltà che gli capitano nella vita. Alcuni cercano l’aiuto di un amico, della religione, di avvocati o di psicologi. Altri preferiscono vedere il problema negli altri piuttosto che in se stessi, perché? Perché altrimenti dovrebbero riconoscere la propria responsabilità per la situazione in cui si trovano e, quindi, cambiare il loro ruolo di vittime, ma la paura li paralizza e non riescono a reagire.

Ma che cos’è la paura?

È un’emozione piuttosto sgradevole che si scatena quando percepiamo il pericolo. Questa percezione ha origine da un pensiero che può basarsi su situazioni reali o anche fittizie. Ad esempio, la paura di una persona che crede che uscendo di casa si ammalerà a causa dei batteri è diversa dalla paura che prova una persona che viene costantemente maltrattata dal partner, il quale minaccia di ucciderla. Nel primo caso, la paura si basa su un’idea che è il risultato di fantasie, nel secondo caso la paura è legata a fatti concreti.

Tuttavia, la maggior parte delle persone sperimenta diversi tipi di paure:

Paura dell’abbandono
• Paura del rifiuto
Paura del fallimento
• Paura di restare da soli
Paura di essere diversi

Queste paure hanno origine da idee o fantasie legate al cambiamento. Di conseguenza, le persone che hanno paura si impegnano soprattutto a compiacere gli altri, anche se quest’azione è per loro causa di malessere e infelicità. Si ha paura di ciò che non si conosce. La paura si basa sull’insicurezza. Ad ogni modo, è necessario distinguere gli effetti della paura sugli esseri umani.

L’aspetto positivo della paura è quando funziona come meccanismo di allarme di fronte ad una situazione di pericolo fisico e ci permette di scappare o di agire in nome della nostra sopravvivenza.

L’aspetto negativo della paura, invece, è quando questa genera ansia ed è paralizzante. Il modo più efficace di affrontare la paura consiste nel riconoscerne l’esistenza, quindi è necessario osservare il nostro comportamento di fronte ai diversi eventi e capire cosa pensiamo quando proviamo ansia o paura.

Dato che la paura è radicata nell’insicurezza personale, è necessario informarsi prima di realizzare un progetto, di fare un colloquio o di trovarsi in una situazione che richiede di prendere delle decisioni. Informarsi prima è fondamentale per prendere le decisioni, bisogna essere realisti e anche concedersi di poter sbagliare. Nessuno è perfetto. Per quanto si cerchi di tenere sotto controllo tutti gli scenari possibili, ci saranno sempre delle situazioni in cui bisogna rischiare perché non si hanno tutte le informazioni che assicurerebbero una decisione e un risultato certi.

Di fronte alla paura è normale che sorgano preoccupazioni e domande. Si possono sempre valutare i pro e i contro delle varie alternative che si hanno come risposta ad una determinata situazione. Quindi, non è più coraggioso chi dice di non aver paura o di non essere preoccupato, ma chi, invece, riconosce l’esistenza della paura e impara a gestirla.

Foto per gentile concessione di ollyy.