Eugène Delacroix, la sensualità esotica in pittura

Eugène Delacroix è stato uno dei più importanti pittori francesi del Romanticismo. Oggi il suo stile è conosciuto come Orientalismo e le sue opere sono molto famose per la raffinatezza delle pennellate e i suoi soggetti pieni di vitalità.
Eugène Delacroix, la sensualità esotica in pittura

Ultimo aggiornamento: 14 aprile, 2021

Eugène Delacroix è stato uno dei principali pittori del Romanticismo francese del XIX secolo. Ispiratosi alla storia, alla letteratura e ai luoghi esotici, dipinse famose opere come La Libertà che guida il popolo e La morte di Sardanapalo.

Lo stile unico dei suoi dipinti lo ha reso un personaggio iconico nella storia dell’arte. Per questo motivo, è considerato uno dei più importanti artisti romantici.

Le sue opere hanno segnato una tendenza artistica: l’orientalismo. Con Delacroix, la pittura francese inizia a rappresentare le culture esotiche del Medio Oriente e dell’Africa.

Eugène Delacroix: primi anni e istruzione

Ferdinand-Eugène-Victor Delacroix nacque il 26 aprile 1798 a Charenton-Saint-Maurice, in Francia. A differenza di altri pittori francesi, la sua era una famiglia benestante. Il padre, Charles, era Ministro degli affari esteri e lavorò come prefetto del governo a Marsiglia e Bordeaux.

Sua madre, Victoire Oeben, era la figlia di un famoso ebanista, Jean-François Oeben, che lavorava per il re Luigi XV. Era una donna colta che incoraggiò il giovane Eugène a seguire la sua passione per la letteratura e l’arte.

La famiglia Delacroix ha servito la Rivoluzione e l’Impero che ne seguì. Eugène Delacroix ebbe un’infanzia amorevole, ma segnata dalle malattie.

Un matrimonio ebraico in Marocco.
Un matrimonio ebraico in Marocco.

Secondo una teoria, si attribuisce la vera paternità di Eugène Delacroix allo statista Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord. Questa convinzione è rafforzata dalla forte somiglianza fisica tra i due. Ciò spiegherebbe il sostanzioso patrocinio che il pittore ricevette nel corso della sua vita dal governo francese nonostante la natura anticonformista della sua arte.

La sfortuna sembra essere il destino di Eugène Delacroix: il padre morì quando aveva sette anni e la madre quando ne aveva sedici. Dopo la morte dei genitori, il giovane frequentò il Lycée Lous-le-Grand a Parigi. Tuttavia, abbandonò la scuola per iniziare gli studi artistici.

All’inizio, frequentò lo studio del pittore Pierre-Narcisse Guérin e nel 1816 si iscrisse all’École des Beaux-Arts. In quegli anni il giovane pittore visita frequentemente il Louvre dove può ammirare i dipinti di maestri come Tiziano e Rubens.

Un debutto straordinario

Nel 1822, a soli ventiquattro anni, espose per la prima volta La barca di Dante. L’opera attirò subito l’attenzione della critica.

Molti dei primi dipinti di Delacroix avevano come soggetto dei temi religiosi. Tuttavia, è curioso che per questo primo lavoro si sia ispirato alla letteratura.

Per le opere che dipinse negli anni venti del’800, si ispirò ad eventi storici a lui contemporanei. Il suo interesse per la guerra d’indipendenza greca e la sua angoscia per quelle atrocità spinsero il pittore a dipingere Il massacro di Scio, che presento al Salón del 1824. Un paio di anni dopo, dipinse anche La Grecia spirante sulle rovine di Missolungi (1826).

Sin dalla fase iniziale della sua carriera come pittore, Eugène Delacroix ha avuto la fortuna di trovare degli acquirenti per i suoi lavori. Inoltre, lo si considerava come una figura centrale del periodo romantico dell’arte francese insieme a Théodore Géricault e Antoine-Jean Gros.

Le grandi opere del romanticismo

Il pittore continuò ad impressionare critici e clienti con opere come La morte di Sardanapalo (1827). Questo dipinto raffigura la scena decadente di un re assiro sconfitto che si prepara a suicidarsi.

Uno dei suoi dipinti più famosi è La Libertà che guida il popolo, ispirato alla rivoluzione del 1830. La scena mostra il momento in cui il popolo indignato si ribella alle nuove leggi sulla libertà di stampa e alla severità del regime della Restaurazione.

“Bisogna lavorare non solo per produrre, ma anche per dare valore al tempo.”

-Eugène Delacroix-

La monumentale tela mescola l’allegoria classica con il realismo contemporaneo. Il dipinto mostra una donna che tiene in mano la bandiera francese e guida dei combattenti di ogni ceto sociale. Nel 1831 il governo francese acquistò questo dipinto che divenne un’opera d’arte iconica nella Terza Repubblica.

La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix.
La Libertà che guida il popolo.

Eugène Delacroix e il suo viaggio in Marocco

Nel gennaio del 1832 Delacroix accompagnò l’inviato del re Luigi Filippo, il conte di Mornay, in una missione diplomatica in Marocco. Il pittore rimase affascinato dal paesaggio e dalla bellezza delle persone e dei loro costumi.

Dopo il viaggio, Delacroix tornò a Parigi con nuove idee per la sua arte. Famosi dipinti come Le donne di Algeri nei loro appartamenti e Il Caid, capo marocchino mostrano il suo interesse per i soggetti esotici e le terre lontane.

Il profondo interesse per il Marocco ha ispirato 72 opere del pittore francese. Tuttavia, sebbene la sua pittura fosse per lo più orientalista, le sue opere non ebbero come soggetto solo questo tipo di esotismo.

Eugène Delacroix continuò a dipingere scene ispirate dal lavoro dei suoi autori preferiti, tra cui Lord Byron e William Shakespeare. Inoltre, ricevette l’incarico di dipingere diverse stanze del Palais Bourbon e del Palazzo di Versailles.

Il pittore sentiva di avere trovato nei suoi sogni l’Oriente come un’antichità da preservare. I ricordi del Marocco lo accompagnarono per tutta la vita. Gli appunti che prendeva, gli acquerelli che dipingeva e gli oggetti che portava dai suoi viaggi e che conservava nel suo studio segnarono la sua pittura per molti anni.

Vita e opere successive

A partire dal 1840, il pittore trascorse più tempo nelle campagne fuori Parigi. Strinse amicizia con altre figure di spicco del mondo culturale. Ad esempio, con il compositore Frédéric Chopin e l’autore George Sand.

“Il primo pregio di un dipinto è di essere una gioia per la vista.”

-Eugène Delacroix-

L’ultima grande commissione di Delacroix fu una serie di affreschi per la chiesa di Saint-Sulpice a Parigi. Questa collezione include Lotta di Giacobbe con l’angelo, che ritrae la scena di un intenso combattimento tra i due personaggi in una foresta oscura.

Questa commissione occupò il pittore per tutto il 1850 e nel decennio successivo fino alla sua morte. Eugène Delacroix morì il 13 agosto 1863 nel suo appartamento in Rue de Fürstenberg a Parigi.

Pennelli per pitturare.

La vita privata di Eugène Delacroix

A differenza di altri artisti e contro le usanze del periodo, Delacroix non si sposò mai, ma ebbe una compagna, Jeanne-Marie La Guillou.

Jeanne-Marie nacque a Finistère nel 1801ed iniziò a lavorare per il pittore intorno al 1835. La La Guillou rimase al suo fianco fino alla morte dell’artista.

La donna era la fedele governante del pittore, considerata quasi la sua guardia del corpo. Si prendeva cura di lui con totale devozione evitandogli qualsiasi problema materiale.

Col passare degli anni divenne sua amica e confidente. Nel 1855, il pittore disse che era “l’unico essere di cui possedeva il cuore senza riserve”. Dopo la morte del maestro, la sua lealtà fu premiata ereditando diversi dipinti.

Potrebbe interessarti ...
Monet: biografia del padre dell’impressionismo
La Mente è MeravigliosaLeggi in La Mente è Meravigliosa
Monet: biografia del padre dell’impressionismo

Monet è stato uno dei pittori più affermati nella Francia degli ultimi secoli. E' considerato il fondatore del movimento impressionista.



  • Delacroix, E. (1987). El puente de la visión: antología de los “Diarios”. Tecnos.
  • Delacroix, E. (2002). Viaje a Marruecos y Andalucía. 1832. Terra Incognita, José J. de Olañeta Editor. Traducción de Francesc Gutiérrez, 56.
  • Baudelaire, C. (2011). Vida y obra de Eugène Delacroix: artículo necrológico publicado en tres entregas de “L’Opinnion nationale”, París, 2 de septiembre, 14 de noviembre y 22 de noviembre de 1863. Casimiro.
  • Gállego, J. (1957). El viaje a España de Eugène Delacroix. Revista de ideas estéticas, (59), 33-49.