Fare il primo passo: quando la paura blocca

È naturale per gli esseri umani sentire preoccupazione di fronte alle novità, a tutto ciò che non consociamo e alle sfide che ci mettono alla prova.
Fare il primo passo: quando la paura blocca
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 10 marzo, 2023

La paura di fare il primo passo può sabotare i nostri sogni, sia piccoli che grandi. È proprio lì, infatti, in quel primo passo, che si concentrano tutte le paure e le ansie. Una volta superato, tuttavia, quando siamo ormai in movimento, la maggior parte di quelle preoccupazioni tendono a diluirsi e a sparire.

Anzi, una volta per strada, molte volte ci renderemo conto che eravamo pronti per fare il primo passo e che in realtà siamo molto più capaci di quanto pensavamo prima di iniziare il nostro percorso.

Quando ci facciamo vincere dalle nostre paure, tendiamo a sviluppare un atteggiamento di procrastinazione, iniziamo a rinviare quelle sfide che per noi sono particolarmente importanti. La paura di fare quel primo passo prende il sopravvento e rischiamo di perdere tempo a immaginare i possibili rischi piuttosto che farci coraggio e lanciarci alla rincorsa dei nostri sogni.

È naturale per gli esseri umani sentire preoccupazione di fronte alle novità, a tutto ciò che non consociamo e alle sfide che ci mettono alla prova. Uscire dalla comodità delle nostre abitudini risveglia le insicurezze più nascoste. E da qui, nasce la paura di fare il primo passo in un territorio sconosciuto.

Significa discostarci della realtà che dominiamo ed esporci all’incertezza. Tuttavia, se non lo facciamo, è probabile che i nostri grandi sogni e gli obiettivi più importanti vengano rinviati per sempre. Allora come vincere questa paura che ci invade e che ci impedisce di incamminarci verso una novità?

“Per coloro che hanno paura, ogni cosa è un rumore.”

-Sofocle-

Come vincere la paura di fare il primo passo

È ormai diventato un luogo comune quello di dire che le paure si vincono affrontandole. Eppure, anche se sembra una frase fatta, non per questo è meno vera. In realtà, non esiste nessun’altra strada. Le paure vanno guardate in faccia, sapendo che non sembreranno più così spaventose una volta che ci saremo confrontati con esse. Guardare le proprie paure non vuol dire altro che riconoscerle e identificarle. È questo il modo corretto per iniziare il processo di accettazione e superamento delle paure.

Identificare da cosa vi state proteggendo e che cosa volete evitare è la chiave per fare il primo passo verso la libertà. Sapere se avete paura del fallimento oppure di non essere in grado di superare una sfida oppure che si ripeta una situazione specifica che si è già verificata in passato. Scrivendo ed esplicitando questi timori, eviterete che danneggino la base della vostra autostima in modo incosciente. Riconoscendo la loro esistenza, potrete gestirli.

Per vincere la paura di fare il primo passo, prima di tutto bisogna dare un nome a questa paura. Anche se potrà sembrarvi assurdo, non c’è nulla di cui dovete vergognarvi, si tratta delle vostre paure e definirle è la prima cosa da fare per affrontarle. Anzi, così facendo, è molto probabile che inizino già a perdere forza.

Ragazza che riesce a fare il primo passo per combattere le sue paure

Gli effetti dell’inattività

Provate a porvi questa domanda: cosa succederebbe se vincesse la paura di fare il primo passo? Se vi trovate davanti a una sfida, un cambiamento o un obiettivo imminente, significa che in qualche modo questo rappresenta una necessità o un desiderio. La cosa più sana da fare è immaginare cosa accadrebbe se restaste fermi, esattamente dove siete, senza fare il primo passo.

Ora che siete in questo punto, cercate di mettere da parte il “rumore di fondo mentale”. Tutte quelle frasi come il vecchio proverbio “Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova”. O affermazioni come “Perché cerchi qualcosa di meglio se, in fin dei conti, non stai poi così male”.

L’insicurezza è un sentimento del tutto normale. Anzi, è estremamente positivo. È tuttavia importante giocare con quest’insicurezza a nostro favore. È una forza che ci aiuterà a essere cauti e a valutare attentamente le conseguenze delle nostre azioni.

Ragazza di spalle che si lega i capelli

Fare il primo passo: il presente, il sostegno e la spinta

Una delle reazioni più comuni quando dobbiamo fare il primo passo è quello di rinviarlo all’infinito, cercando di evitare il più a lungo possibile le sensazioni di insicurezza generate da questa emozione. Inizieremo lunedì prossimo, oppure dopo gli esami, o ancora con l’anno nuovo. In realtà, queste non sono altro che trappole o sotterfugi della mente. Rinviando il confronto con questo primo passo, la paura non diminuisce, anzi aumenta. È meglio scegliere una data ragionevole e impegnarsi a rispettarla piuttosto che continuare a procrastinare.

Intanto, è importante cercare il sostegno di qualcuno di cui ci fidiamo. Dovrà essere una persona forte, che ci aiuti a trovare le energie per il grande passo, invece che riempirvi di paure. Ancora meglio se è una persona che a sua volta ha avuto il coraggio di fare quel passo, e che possa aiutarci a visualizzare un sentimento positivo riguardo al cambiamento. Se invece sono persone che si sono accontentate di una vita comoda senza mai osare, cercheranno di convincerci a cedere alle nostre paure.

In fondo, a volte l’unica cosa di cui si ha bisogno è una piccola spinta. E questa spinta, o rincorsa, dobbiamo darcela da soli. Nell’istante in cui smettiamo di pensare e, semplicemente, agiamo avremo vinto la paura di fare il primo passo, e tutto il resto sarà in discesa. Una volta varcato l’uscio, dall’altra parte tutto è molto più semplice e leggero.


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  • Miravalles, A. F., i Valero, J. A. S., & Gil, J. M. S. (2015). Salir de la zona de confort. Dilemas y desafíos en el EEES. Tendencias pedagógicas, 23, 205-214.


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