Fatica da empatia, ne sono affetto?

· 8 dicembre 2018
Essere troppo empatici può provocare una sorta di logoramento che si traduce in stanchezza e incapacità di controllare i propri stati d'animo

L’empatia è una qualità che fa bene ai nostri rapporti personali. Oltre a metterci nei panni dell’altra persona, ci permette di percepire e comprendere le sue emozioni. Tuttavia, un eccessivo atteggiamento empatico può portare progressivamente alla sindrome del logoramento o fatica da empatia, espressione coniata dallo psicologo Charles Figley.

Secondo uno studio sulla cura e i meccanismi della fatica da empatia, questa qualità può rivelarsi pericolosa e invalidante se non viene gestita correttamente. Se non si è in grado di controllarla, questa condizione può causare altri traumi secondari o tramutarsi nella sindrome da burnout.

In genere, la sindrome della fatica da empatia interessa operatori e professionisti che lavorano con pazienti o clienti che soffrono, che provano malessere o vivono un grande dolore. Stiamo parlando di psicologi, operatori sociali o medici, tra i tanti. L’empatia è una parte importante del loro lavoro, ma senza le giuste risorse, può essere controproducente.

Ragazza con viso frammentato

Il dolore emotivo degli altri

Nonostante questa sindrome interessi principalmente operatori e professionisti in determinati settori a rischio, anche noi possiamo manifestarla, ad esempio quando ci dimostriamo molto empatici verso gli altri o ci preoccupiamo troppo per il loro dolore emotivo.

Una cosa è comprendere il dolore, un’altra, ben diversa, è provarlo, come accade a chi è molto empatico. È come se queste persone assorbissero il dolore altrui e un’esposizione prolungata o intensa generasse la sindrome della fatica da empatia. Parliamo di stanchezza emotiva, accompagnata da sensazione di isolamento, confusione e una tendenza a reprimere/contenere le emozioni.

Per fortuna, esiste la possibilità di ricorrere a determinati strumenti per gestire e prevenire questa sindrome. È importante conoscerli per evitare di rimanere intrappolati nelle emozioni altrui, mantenere una certa distanza psicologica per preservare il proprio benessere e regolare il proprio stato d’animo.

In qualche modo vibra dentro di me ciò che prova l’altra persona e quando le emozioni a cui è esposta sono di profonda sofferenza, l’impatto è evidente.

-Bermejo-

Uomo triste

Risorse per gestire la sindrome della fatica da empatia

A seguire vedremo alcune risorse da mettere in pratica quando si ha un lavoro che richiede lo stretto contatto con persone che hanno bisogno di aiuto o si è particolarmente empatici e questo scatena pensieri intrusivi, perdita di energia, aumento dell’ansia, somatizzazione delle emozioni o apatia:

  • Interazione con amici: comporta un sollievo dalla carica emotiva, oltre a uno scambio di opinioni che possono essere molto utili in caso di situazioni complesse.
  • Moderazione della famiglia: la famiglia è un elemento importante che consente di dialogare, di sfogarsi e di andare oltre i problemi lavorativi o personali.
  • Attività per il tempo libero: svolgere attività quali sport o hobby, come coltivare un orto biologico, è utile per prendersi cura di sé e ritagliarsi del tempo.
  • Terapia psicologica: è essenziale non solo per conoscere le risorse per gestire l’empatia, ma anche per scoprire esercizi utili ad affrontare la sindrome della fatica da empatia.
  • Bisogno di staccare la spina, nonché  la necessità di informarsi e formarsi circa la gestione della fatica da empatia.

Non significa eliminare la capacità di essere empatici, ma di mettere in pratica determinate strategie per salvaguardare il proprio benessere.

Non chiedo alla persona ferita come si sente, io stesso divento la persona ferita.

Walt Whitman

Paziente con psicologa

La sindrome della fatica da empatia può portare al senso di colpa: la persona è talmente stanca dal punto di vista psicologico da credere di aver perso la capacità di provare empatia. Questa non è altro che una conseguenza di essere empatici senza limiti e protezioni adeguate.

Ci auguriamo che le informazioni fornite vi siano utili non solo a gestire la fatica da empatia, se ne soffrite, ma anche ad affrontare qualsiasi altro problema. Si tratta di consigli che dovremmo mettere tutti in pratica più spesso per sentirci meglio e godere di maggiore benessere.

Ad ogni modo, se credete di essere affetti dalla sindrome della fatica da empatia, non esitate a consultare uno specialista. Questi saprà guidarvi e aiutarvi a trovare le strategie più adatte per gestire la vostra empatia, così da preservare questa vostra caratteristica senza che comprometta il vostro benessere psicologico.