Frasi di Alan Watts su cui riflettere

11 Novembre 2019
Le frasi di Alan Watts sono in grado di scuotere la nostra concezione del mondo, della vita e delle relazioni, per portarci nell'abisso fecondo del nostro essere.

Le frasi di Alan Watts sono un invito a una profonda riflessione, nella quale il tutto e il niente agiscono in perfetta armonia al fine di scoprire ciò che è impossibile cogliere con le parole. Sono frasi in grado di scuotere la nostra concezione del mondo, della vita e delle relazioni, per portarci nell’abisso fecondo del nostro essere.

Alan Watts (1915 – 1973) è stato un filosofo, scrittore e conferenziere britannico noto per la sua interpretazione della filosofia orientale, nonché per il suo interesse nel diffonderla nel mondo occidentale. Uomo di provocatoria lucidità, che abbinava in modo semplice, ma al tempo stesso magnifico, all’ironia e al senso dell’umorismo. Il suo obiettivo: stimolare la riflessione sull’esistenza, generando interrogativi capaci di infrangere gli schemi e decostruire realtà.

Watts ha scritto più di 25 libri e un gran numero di articoli su questioni relative all’identità, alla ricerca della felicità, alla coscienza, allo Zen, alla natura della realtà e dell’amore in senso ampio e profondo. Alcuni dei suoi lavori più noti sono The Wisdom of Insecurity (1951), La via dello  Zen (1957) e Tao:  the watercourse way (1975), tra gli altri.

In questo articolo presentiamo una piccola selezione delle migliori frasi di Alan Watts che rappresentano una sfida per chi ama navigare nell’oceano dell’esistenza e un dono del quale gioire per sentirsi ancora più vivi.

Le frasi di Alan Watts sono un tesoro al quale attingere per interrogarci e conoscere la verità. Un’eredità preziosa da approfondire per rimuovere i veli che ci impediscono di vedere chiaramente e di raggiungere il benessere.

Alan Watts

9 frasi di Alan Watts

La trappola del pensiero

«Una persona che pensa di continuo non ha altro a cui pensare a eccezione dei suoi stessi pensieri, così perde il contatto con la realtà e vive in un mondo di illusioni.»

Possiamo essere padroni o schiavi dei nostri pensieri, dipende solo da noi. I pensieri possono diventare pericolosi se ci aggrappiamo a essi e ci perdiamo nei circoli viziosi delle convinzioni.

Essere infallibili, perfetti, alimentare un’unica concezione del mondo e, pertanto, credere davvero che gli altri non debbano deluderci, e se lo fanno estrometterli dalla nostra vita, sono solo alcuni dei modi più comuni per allontanarsi dalla realtà e nutrire la propria sofferenza.

Il pensiero è uno strumento molto potente che bisogna saper dominare, usato con parsimonia e sfoltito quando impiega i suoi stratagemmi per confondere e indurre all’autoinganno. Per Alan Watts, non c’è modo migliore di gestirlo che arrendersi al momento presente, alla profonda connessione con la nostra persona e quello che proviamo nel qui e adesso.

I limiti delle parole per Alan Watts

“Le parole non possono esprimere che un piccolo frammento della conoscenza umana, perché ciò che possiamo dire e pensare è sempre molto meno di quello che proviamo.”

Il linguaggio è uno strumento sociale, uno strumento inventato dall’uomo, capace di generare realtà che facilitano la comprensione, o la rendono difficile a seconda del caso. La sua ricchezza ci consente una grande precisione, ma ha i suoi limiti. Perché a volte le parole pronunciate o scritte non sono sufficienti a rendere in maniera accettabile quello che proviamo e permettere agli altri di capire.

Il problema si presenta quando si permane nella visione riduzionistica del linguaggio, si dà per scontato che non si possa andare oltre. È come essere miopi al mondo del sensibile, dell’esperienza e questo significa vivere solo a metà e anche molto meno. Alan Watts mostra la sua preoccupazione al riguardo.

Il segreto del percorso

«Scopo e significato del danzare è la danza. Come la musica, anche la danza si realizza in ogni momento del suo corso. Non si esegue una sonata per raggiungere l’accordo finale, e se il significato delle cose risiedesse solo nella loro fine, i compositori scriverebbero solo finali.»

Questa è una delle frasi di Alan Watts capace di generare frutti saporiti se la seminassimo nella nostra memoria. Godersi il percorso è molto più appagante che raggiungere qualsiasi successo o obiettivo. L’esperienza di ogni momento, la connessione con il presente è ciò che ci fornisce la consapevolezza dell’esistenza reale.

Alcuni di noi hanno la cattiva abitudine di fissarsi sul finale, di assaporare la vetta senza tenere conto del tragitto. Questa cattiva abitudine è sempre ingiusta: ignorando il percorso che ci ha condotti alla meta offuschiamo anche lo sforzo che abbiamo realizzato.

Donna che cammina

L’importanza del presente

«Se dunque la mia consapevolezza del passato e del futuro mi rende meno consapevole del presente, devo iniziare a chiedermi se sto davvero vivendo nel mondo reale.»

Il presente è un tema ricorrente quanto disprezzato nella storia. Per questo  motivo, non dovremmo lasciarcelo sfuggire. Quando un argomento si ripete spesso ed è citato da personalità dalle ideologie più disparate, non dovremmo ignorarlo. In un certo senso significa che è una delle nostre questioni in sospeso.

Viviamo persi in un labirinto che unisce passato e futuro senza essere consapevoli di essere in possesso della chiave che apre la porta d’uscita: il presente. Ci raccontiamo storie popolate di paure, preoccupazioni e sensi di colpa. Vaghiamo stremati ed esausti in ciò che è stato e ciò che un giorno sarà. Tuttavia, solo quando riusciremo a essere presenti potremo sperimentare la nostra esistenza più reale.

Il grande valore del distacco

«Distacco significa non avere rimpianti per il passato né timori per il futuro, lasciare che la vita faccia il suo corso, senza interferire con i suoi movimenti e cambiamenti, non provare a prolungare la permanenza delle cose piacevoli né affrettare la dipartita delle cose spiacevoli. Fare ciò è muoversi nel tempo con vita, essere in perfetto accordo con la sua musica mutante. Tutto questo viene chiamato Illuminazione.»

Aggrapparsi alle cose, alle situazioni e alle persone è come costruire dei muri che ostacolano l’arte del fluire con la vita in cambio della sofferenza. Nutrire le idee di appartenenza, di controllo e di potere ci allontana dalla nostra essenza più genuina per relegarci nell’universo terreno della materia e nella dualità del piacere/dispiacere.

Senza dubbio, questa è una delle frasi di Alan Watts in cui possiamo vedere il riflesso della sua conoscenza della filosofia orientale. Dobbiamo dimenticare l’idea che qualcosa o qualcuno ci appartenga, altrimenti diverremo vittime della paura di perderle e ciò non potrà che condurci in una spirale di sofferenza.

L’arte di saper rinunciare è la chiave per sbarazzarsi delle trappole delle aspettative e del desiderio. E una volta ottenuto, sarà più facile entrare in uno stato di pienezza e armonia.

Il valore dell’impermanenza nelle frasi di Alan Watts

«Più una cosa tende a essere permanente, più tende a essere senza vita.»

Un’altra delle frasi di Alan Watts che vale la pena di marchiare a fuoco nella mente. L’impermanenza o anicca è la legge della temporalità, quella che afferma che nulla permane perché tutto è in continua evoluzione. Anche se l’oggi ci sembra lo stesso di ieri, esistono delle differenze, non solo intorno a noi, ma anche dentro di noi.

Accettare l’impermanenza, integrandola come parte della nostra filosofia di vita, è il primo passo per liberarsi dagli inganni del desiderio, dell’ego, dell’ignoranza e della passione sfrenata per le esperienze dei sensi. Queste due frasi di Alan Watts ce lo ricordano.

«La maggior parte dell’attività umana è diretta a rendere permanenti le esperienze e le gioie che sono amabili solo per il fatto d’essere mutevoli.»

Goccia d'acqua

L’incoerenza della sicurezza

«È perfettamente inutile dire che non dovremmo voler essere al sicuro. Quello che dobbiamo scoprire è che non c’è alcuna sicurezza, che cercarla è doloroso e che, quando pensiamo di averla trovata, non ci piace. La prima cosa da capire è che non c’è scampo né sicurezza.»

Detestiamo l’incertezza e tutto ciò che comporta, come la mancanza di controllo. Il problema è che non sappiamo – o spesso ignoriamo – che non c’è nulla di certo intorno a noi, e che pertanto c’è dell’illusorietà in tutto quello in cui crediamo. Appena iniziamo a credere nella sicurezza, di fatto, creiamo la possibilità di soffrire per qualcosa, di ingarbugliarci nella ragnatela dei bisogni e delle paure.

Alcune delle frasi di Alan Watts tratte dal libro The Wisdom of Insecurity ci fanno riflettere su questo argomento. «Se per godere di un pur piacevole presente dobbiamo avere la sicurezza di un futuro felice, chiediamo la luna». Perché? Perché, come abbiamo detto prima, in gran parte ci manca la certezza, il che apre le porte all’incertezza. È dunque inevitabile provare dolore, rimanere delusi e a volte navigare in mari increspati dalla sofferenza.

Cercare protezione dietro lo scudo della sicurezza non è altro che un miraggio, un’allucinazione, utile nel breve termine, ma che a lungo termine produce precise conseguenze. Più sicurezza cerchiamo, più soffriamo. Perché nulla è statico, tutto tende al dinamismo, al movimento, al cambiamento e quindi all’impermanenza.

Il concetto di interdipendenza nelle frasi di Alan Watts

«Ogni persona è una manifestazione unica del tutto, così come ogni ramo è un’estensione dell’albero.»

Questa frase di Alan Watts è tra le più legate alla filosofia buddista e a uno dei suoi concetti fondamentali: l’interdipendenza. Secondo il buddismo, ogni elemento nasce già dipendente da un altro, ovvero le cose dipendono l’una dall’altra per cause e condizioni che sono in un costante fluire e che interagiscono tra esse. E che di per sé sarebbero vuote. Da questa prospettiva, il fatto che le cose esistano in qualche modo e che possiamo interagire con esse implica che mancano di un’esistenza intrinseca.

Forse è un concetto complesso da cogliere di primo acchito; dato che in un certo senso indica il movimento e l’interazione come condizione fondamentale per la consapevolezza dell’esistenza. Così, quando ci immergiamo nella dualità, quando la nostra mente crea la separazione delle entità e a sua volta si immerge nell’identità personale, allora la sofferenza diventa possibile.

Le frasi di Alan Watts sono un patrimonio prezioso da cui attingere per riflettere e accrescere la propria consapevolezza. Ci invitano ad ampliare il nostro spettro visivo e mentale per andare oltre. Una raccolta di pillole di saggezza da tenere sempre presenti nel percorso di evoluzione personale.

Vi lasciamo con un frammento di una delle lezioni più famose di Alan Watts sull’amore e che sicuramente non vi lascerà indifferenti: