Le delusioni fanno male? La risposta è nel cervello

5 Agosto 2019
Il dolore delle delusioni è reale. Il nostro cervello elabora tali esperienze come fatti che attentano al nostro equilibrio e benessere. A ciò si devono la sensazione di dolore e la riduzione dei livelli di neurotrasmettitori come la serotonina o la dopamina.

A tutti noi è capitato di chiedersi perché le delusioni fanno male. Non dovrebbe sorprenderci troppo sapere che queste esperienze alterano notevolmente l’equilibrio dell’universo neuronale contenuto nel nostro cervello. I neurologi segnalano che i meccanismi depressivi condividono processi e strutture comuni a quelli della delusione.

Da un punto di vista neurochimico, la delusione è quasi sinonimo di frustrazione. Sappiamo bene che sono probabilmente le realtà emotive più sperimentate nella quotidianità. Le proviamo quando all’improvviso il nostro computer si blocca, soprattutto quando ne abbiamo più bisogno. Proviamo delusione quando qualcuno che vogliamo vedere ci dà buca.

Ci sentiamo frustrati quando la nostra auto non vuole accendersi, ma anche quando non riceviamo alcuna risposta su quell’offerta di lavoro per la quale ci eravamo candidati. La nostra quotidianità è piena di momenti frustranti e di delusioni più o meno forti, di quelle che ci lasciano il segno, come quelle causate da persone importanti, che in un dato momento ci feriscono.

Tutte queste situazioni condividono un dato evidente che i neuroscienziati hanno scoperto da poco. Dinnanzi a qualunque delusione si verifica uno “sparo” neuronale in cui all’improvviso si genera un calo di serotonina, dopamina ed endorfine. Tutte queste molecole responsabili del nostro benessere per un attimo spariscono dal nostro cervello. Vediamo maggiori informazioni qui di seguito.

L’aspettativa è la radice dell’angoscia.

-William Shakespeare-

Uomo con il capo chinato perché le delusioni fanno male

Perché le delusioni fanno male? Ce lo dice la neuroscienza

Jean Paul-Sartre diceva che qualunque sognatore è condannato a vivere un numero elevato di delusioni. A volte ci costruiamo aspettative troppo alte, lo sappiamo, la maggior parte di noi affida agli altri desideri, ideali e virtù smisurate. Le persone ci deludono, è vero, ma è altrettanto vero che anche noi possiamo fallire, deludere e rimanere delusi.

Questa realtà psicologica fa parte della vita, eppure il nostro cervello prosegue senza digerirla bene. Esso si regge soprattutto su principi sociali ed emotivi, è sempre alla ricerca di sicurezza, di sentirsi parte di qualcosa o di qualcuno in modo stabile e prevedibile. Ad esempio, se abbiamo un buon amico, ci aspettiamo che lo sia sempre. Se abbiamo un partner, ci aspettiamo che sia sincero/a con noi, che non ci sia spazio per bugie e tradimenti.

Tuttavia, in un dato momento, quell’ideale di sicurezza che avevamo potrebbe venir meno. Il motivo del perché le delusioni fanno male si deve a quanto stiamo per spiegarvi.

L’habenula cerebrale, il centro della delusione

Roberto Malinow, professore di neurobiologia della Facoltà di Medicina dell’Università della California, a San Diego, e il suo team hanno condotto uno studio che ha permesso di scoprire il complesso meccanismo della delusione. Hanno potuto dimostrare il coinvolgimento dell’habenula cerebrale in processi come la delusione e la depressione.

Disegno del cervello e posizione della habenula

Quando una persona si sente delusa, vi è un immediato rilascio di glutammato e GABA nell’habenula. Se il cervello invia grandi quantità di questi neurotrasmettitori, la sensazione di delusione sarà maggiore. Ciò significa che è il nostro cervello a interpretare l’impatto dell’esperienza e a modulare l’intensità del nostro dolore emotivo.

Allo stesso tempo, la sensazione di frustrazione o fastidio per non essere riusciti in qualcosa o per esserci sbagliati vien elaborata da questa piccolissima (e ancestrale) area del cervello del nucleo ipotalamico.

Perché le delusioni fanno male? La colpa è delle endorfine

La maggior parte di noi ha sperimentato almeno una volta il sapore della delusione. Al di là della causa scatenante, c’è un fatto di cui tutti abbiamo sentito parlare: le delusioni fanno male, fisicamente. Notiamo anche una certa stanchezza, pesantezza fisica, intorpidimento e la sensazione che il mondo vada troppo di corsa, mentre noi stiamo ancora cercando di elaborare la delusione vissuta.

Perché succede? Questo dato è molto interessante. Quando riceviamo un duro colpo, quando ci tagliamo o ci bruciamo, è risaputo che il nostro organismo rilascia endorfine per alleviare questa sofferenza, nei limiti del possibile. Il cervello reagisce subito a quel messaggio che i nostri recettori inviano a seguito di una ferita fisica.

Tuttavia, con le ferite psicologiche non succede lo stesso. Nonostante il cervello interpreti la nostra delusione come un colpo al nostro equilibrio emotivo, esso non risponde con le endorfine. Al contrario, molto spesso finiamo per somatizzare la sofferenza sotto forma di dolore fisico, con emicranie e contratture muscolari.

Donna triste dietro una finestra bagnata dalla pioggia

Delusioni, come affrontarle?

I neurologi affermano che il motivo alla base del forte dolore provocato dalle delusioni è che queste ultime vengono elaborate dal sistema limbico. Questa struttura del nostro cervello è la più primitiva e quella associata alle nostre emozioni. La maggior parte delle occasioni in cui soffriamo uno sconvolgimento, in cui qualcuno ci delude o -cosa peggiore- in cui a fallire e a sentirci delusi da tale fallimento siamo noi, filtriamo queste esperienze in modo puramente emotivo.

Un modo per ridurre l’impatto delle suddette esperienze è indirizzarle verso la nostra corteccia cerebrale, vale a dire elaborarle in modo razionale, analizzarle da un punto di visto più obiettivo. È chiaro che una cosa del genere non è facile da fare. Non quando ciò che sentiamo è il peso del tradimento e della distruzione di ciò a cui diamo più valore: la fiducia.

Eppure dobbiamo farlo. E possiamo lavorarci su controllando i pensieri negativi e smettendo di cercare colpevoli. Ma anche raddrizzando il tiro delle aspettative, mostrandoci più realisti e accettando ciò che non possiamo controllare. In fin dei conti, le delusioni non si dimenticano, lo sappiamo, ma non si superano.

Possiamo convivere con esse accettando quanto successo, ma avendo chiaro che la cosa più importante è andare avanti. Abbiamo ancora grandi storie da scrivere, quelle in cui la sofferenza non è contemplata.

  • Kaye, A., y Ross, DA (2017). La Habenula: Oscuridad, Decepción Y Depresión. Psiquiatría Biológica , 81 (4), e27 – e28. https://doi.org/10.1016/j.biopsych.2016.12.004