Frasi di Arthur Conan Doyle

30 Novembre 2019
Conoscete Arthur Conan Doyle? È il padre del famoso detective Sherlock Holmes. Scoprite alcune delle frasi più celebri che questo scrittore ci ha regalato.

Di Arthur Conan Doyle conosciamo soprattutto il suo lato letterario, ma non tutti sanno che fu anche medico. Come scrittore si dedicò a generi diversi, dal romanzo storico al teatro e la poesia. La sua fama, tuttavia, è legata alla creazione di uno dei personaggi letterari più noti, Sherlock Holmes. Scopriamo alcune delle frasi di Arthur Conan Doyle, avviciniamoci alla percezione del mondo di questo scrittore e medico scozzese.

Prima, però, è importante ricordare che Conan Doyle scriveva nel tempo libero concesso dalla sua attività di medico. Un lavoro, quest’ultimo, che non lo assorbì mai completamente e che gli permise di produrre racconti per bambini, opere teatrali e poesia, fino ad arrivare al romanzo, genere con cui cominciò a raccogliere consensi.

5 frasi di Arthur Conan Doyle

Statua di Sherlock Holmes

1. L’inganno del solo vedere

“Lei vede, ma non osserva. C’è una netta differenza”.

La dote più famosa di Sherlock Holmes è la capacità di osservare, di percepire i dettagli che gli altri trascurano. Qui risiede il fascino di questo personaggio e il grande interesse che suscita nel lettore.

La prima citazione di Conan Doyle ci invita a questa domanda: osserviamo o vediamo la  realtà? Osservare è capire cosa succede intorno a noi, tenere alta l’attenzione, percepire i cambiamenti. Quante cose perdiamo con la nostra abitudine di guardare ma non vedere?

2. Alimentare false speranze

“Non serve a niente nutrirsi di speranze per poi restare disillusi”

Tra le frasi di Arthur Conan Doyle, questa ci porta a riflettere su una questione molto importante: alimentare la speranza spesso termina in una dolorosa delusione. È bene, quindi, cercare di non mentire a noi stessi, non solo per evitare la disillusione, ma anche per non deludere gli altri.

Smettendo di nutrire false speranze, cominciamo a essere onesti; una qualità importante in tutti gli aspetti della vita.

3. Le piccole cose

“È stato per lungo tempo un mio assioma, che le piccole cose sono infinitamente le più importanti.”

È una riflessione che tutti approviamo, ma difficile da mettere in pratica. Il valore delle piccole cose non si limita all’aspetto materiale, ma anche alle minime esperienze che ci sembrano insignificanti.

Questa frase è  legata alla prima. La mancanza di spirito di osservazione ci impedisce di percepire il valore di una carezza, di un sorriso o di uno sguardo, dell’affetto dei nostri familiari. 

4. Frasi di Arthur Conan Doyle: il talento riconosce il genio

“La mediocrità non conosce nulla di superiore a sé stessa, ma il talento riconosce immediatamente il genio”

Pensare “in piccolo”, accontentarci di come siamo, restare nella nostra zona di confort non ci permette di crescere né tanto meno di emergere. Questo non deve succedere se si ha un talento.

Il talento richiede lavoro e quando comincia a dare i suoi frutti, ci accorgiamo di essere sulla giusta strada. Malgrado il talento sia spesso innato, è dallo sforzo che deriva il successo. Questo è quanto ci insegna il Conan Doyle romanziere, che scoprì la sua genialità quando si avventurò nel mondo della scrittura.

Arthur Conan Doyle

5. Ridere delle opinioni degli altri

“Ho imparato a non ridere mai delle opinioni altrui, per quanto strane mi possano apparire.”

Abbiamo lasciato per ultima questa importante riflessione: ridicolizzare le opinioni degli altri è sempre un grave errore. Per quanto un’idea possa sembrare assurda o incomprensibile, anche noi ci aspettiamo uguale rispetto dagli altri.

Allo stesso tempo, è possibile che in un certo momento della nostra vita non siamo in grado di capire un’idea, ma in futuro ne saremo capaci. Il rispetto dei punti di vista diversi dai nostri è fondamentale, è un’arte che vale la pena di coltivare.

Avete mai letto un libro di Conan Doyle? Avete una vostra citazione preferita? Ci auguriamo che queste frasi vi abbiano avvicinato a un medico che osò scrivere romanzi e fu catapultato verso un insperato successo.

  • Ledermann D, Walter. (2010). Sir Arthur Conan Doyle, Sherlock Holmes y las enfermedades infecciosas. Revista chilena de infectología27(5), 429-434. https://dx.doi.org/10.4067/S0716-10182010000600010
  • Morales Zúñiga, Luis Carlos. (2013). Sherlock holmes y la enseñanza de la investigación socioeducativa. Actualidades Investigativas en Educación13(3), 109-129. Retrieved June 07, 2019, from http://www.scielo.sa.cr/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S1409-47032013000300005&lng=en&tlng=.
  • Moreno Aponte, R. (2016). De la ciencia deductiva de Sherlock Holmes al mundo de la cotidianidad de Alfred Schütz: una reflexión en torno a la relación sujeto-objeto. Civilizar Ciencias Sociales y Humanas16(31), 177-190.