Le opinioni degli altri: i sei ciechi e l’elefante

3 Luglio 2019
Ascoltate le opinioni degli altri? Tenete in considerazione i punti di vista diversi dai vostri? Vi invitiamo a riflettere su questo argomento con una favola.  

Non è sempre facile ascoltare le opinioni degli altri, perché quando sono diverse dalle nostre tendiamo a dare priorità e una maggiore veridicità al nostro pensiero. Questa è l’anticamera dell’intransigenza, che ci impedisce di analizzare il modo in cui gli altri percepiscono la realtà. Invece di arricchirci, quest’atteggiamento ci rende più poveri.

Fra i vari motivi per cui tendiamo ad agire in questo modo, ce n’è uno abbastanza ovvio, anche se tendiamo a negarlo: ci piace avere ragione. Tuttavia, come riportato nell’articolo Relation between the concepts of information,
knowledge and value. Their similarities and differences possiamo avere ragione solo se corriamo il rischio di sbagliare”.

Per poter aprire gli occhi su quest’atteggiamento così diffuso, oggi presentiamo una storia che ci aiuterà a valutare le opinioni degli altri, con le conoscenze derivate dal loro background. Per questo vi invitiamo a leggerla con attenzione.

I sei saggi e l'elefante

Le opinioni degli altri: la storia dei sei saggi ciechi e l’elefante

C’erano una volta sei uomini saggi che vivevano in un piccolo villaggio. Tutti e sei erano ciechi. Un giorno, qualcuno portò un elefante nel villaggio. Di fronte a quest’essere così grande, i sei saggi cercarono di scoprire com’era fatto, perché non potevano vederlo.

– Ho trovato – disse uno di loro – Tocchiamolo!

– Buona idea – dissero gli altri-. Così sapremo com’è fatto un elefante.

Detto, fatto. Il primo saggio toccò una delle grandi orecchie dell’elefante. La accarezzava delicatamente, in avanti e indietro.

– L’elefante è come un grande ventaglio – disse il primo saggio.

Il secondo, toccando le grandi zampe dell’animale, esclamò: -È come un albero enorme!-.

Vi sbagliate entrambi – disse il terzo saggio, e dopo aver esaminato la coda dell’elefante, disse: –L’elefante è come una corda!-

Allora il quarto, che nel frattempo stava toccando le zanne, disse: -È come una lancia!-.

– No! No! – gridò il quinto. – È alto come un muro!- E intanto accarezzava l’elefante di lato.

Il sesto saggio aspettò fino alla fine e tenendo in mano la proboscide dell’animale disse: -Vi sbagliate tutti, l’elefante è come un serpente-.

– No, no. Come una corda.

– Serpente!

– Un muro.

– Vi sbagliate.

– Io ho ragione!

– Ho detto di no!

I sei uomini continuarono la discussione interminabile per ore, senza mettersi d’accordo su com’era un elefante.

Per valutare le opinioni degli altri, bisogna ascoltare

Da questo racconto possiamo dedurre che per valutare le opinioni degli altri, dobbiamo innanzitutto imparare ad ascoltare. Ogni saggio della storia non ascoltava cosa dicevano i loro compagni, ma affermava unicamente la propria verità, quello che aveva toccato con mano. Ma ogni opinione era una mera supposizione.

Alla fine, nessuno di loro aveva intuito la vera forma dell’elefante, anche se ognuno difendeva strenuamente la propria opinione. Questa vicenda, che può sembrare assurda, in realtà accade di continuo.

È vero che tutti i saggi avevano ragione se guardiamo solo la percezione del singolo. Tuttavia, nessuna rappresentava la realtà. Nessuno era capace di ascoltare le opinioni degli altri, e trarne una conclusione.

Ascoltare le opinioni degli altri alberi a forma di testa

L’insegnamento della storia dei sei ciechi e l’elefante

Cosa ci può insegnare questa storia? La prossima volta che avete un’opinione diversa rispetto alle persone che vi circondano, cercate di mettervi nei loro panni, e guardare le cose da un altro punto di vista.

Per farlo, è indispensabile ascoltare, fare domande se non si è capito qualcosa e, ovviamente, esprimere anche la propria idea.

Questo non significa che le opinioni degli altri non possano essere sbagliate, ma che dobbiamo essere coscienti del fatto che ciascuno di noi percepisce la realtà in modo diverso, arrivando ad avere una parte di ragione. Già Platone, con il mito della Caverna, sottolineava la possibilità che esistessero diverse interpretazioni della stessa realtà.

Attraverso il filtro della nostra esperienza, dei nostri valori e delle nostre convinzioni, il nostro modo di vedere la realtà può essere molto diverso dalle opinioni degli altri. Ma questo significa che esiste un’unica verità, e tutto il resto è menzogna? La risposta è No.

Per questo motivo, valutare le opinioni degli altri ci permetterà di arricchire la nostra visione, invece di impoverirci difendendo un’unica verità che, come abbiamo visto con la storia dei sei saggi e l’elefante, probabilmente non è poi così fedele alla realtà come pensavamo.

“L’idea di verità altro non è che un’interpretazione mentale della realtà, trasmessa dai sensi. […] Intanto, dobbiamo ricordare che l’interpretazione mentale include le credenze, i valori e, in ultima analisi, la coscienza, perché può ingannarci […] costruendo una verità solo per noi.”

-Josep Vidal-