Frasi di Gaston Bachelard che vi conquisteranno

01 maggio, 2020
Questo filosofo francese ci ha lasciato un'immensa eredità con pensieri che vanno dal subconscio alla poesia. Presentiamo le migliori frasi di Gaston Bachelard.

Le frasi di Gaston Bachelard ricordano lo stile di tutto il suo lavoro: enigmatico e profondamente affascinante. Una delle grandi qualità di questo filosofo e scrittore, infatti, è sempre stata l’insita capacità di giocare magicamente con le parole e le idee.

Attraverso questa continua miscellanea, alla fine riusciva a rivelare al pubblico le verità più crude con leggerezza e umanità. Possiamo riassumere lo stile di questo celebre pensatore francese come quello di un uomo che ha sempre lottato tra la vivida immaginazione e un pensiero assolutamente razionale.

In pochi forse sanno decidersi se catalogare le frasi di Gaston Bachelard nell’ambito della filosofia o in quello della poesia, dal momento che la sostanza e la forma giocano un ruolo parimenti importante. Per lui, era inconcepibile parlare della verità, senza esprimerla a sua volta attraverso uno stile particolare.

E, al contempo, anche parlare di poesia sarebbe stato impossibile svuotandola di verità. Un elemento che gli ha conferito un’aurea di particolarità e distinzione rispetto a tutti gli altri pensatori francesi. Il lavoro di questo filosofo, fisico e poeta, è segnato da un’indelebile originalità.

Sembra persino aver preso spunto dal pensiero di Jung e dei surrealisti. Tuttavia, Gaston Bachelard non può essere iscritto in nessun particolare flusso di pensiero. A riprova di ciò, ecco cinque frasi che vale la pena di conoscere e studiare.

“L’uomo è una creazione del desiderio, non una creazione del bisogno.”

Gaston Bachelard

Fumo che esce dalla tazzina e finestra bagnata dalla pioggia

Le migliori frasi di Gaston Bachelard

1. Frasi di Gaston Bachelard sull’azione

“La nostra vita è così piena di cose da fare, che agisce quando non facciamo nulla”. Una delle frasi di Gaston Bachelard in cui vengono usati dei termini paradossali. In questo caso, l’autore si diverte a giocare con i concetti di “pieno” e “vuoto”. Anche con l’attivo e il passivo. L’aforisma mostra che non sono elementi esclusivi o contrari, al contrario uno implica necessariamente l’altro.

Dicendo che la vita è piena, si riferisce alla moltitudine di contenuti che coinvolge, piuttosto che alla quantità di cose, persone o situazioni che vi sono dentro. Dimostra che questo accumulo è pienamente espresso proprio quando smettiamo di agire. Nei momenti in cui non facciamo nulla, emergono tutti questi contenuti latenti.

2. I sogni, ladri di coscienza

“Il sogno della notte non ci appartiene. Non è di nostra proprietà. Per noi è come un ladro, il più terribile dei ladri: sottrae il nostro essere”. Questa bellissima affermazione descrive poeticamente la natura dell’onirico. Il sogno non è nostro, ma siamo noi parte del sogno. Una volta che ci immergiamo in esso, ciò che prevale sono le logiche di ciò che sogniamo, non ciò che la nostra volontà desidera.

Ecco perché Bachelard dice che il sogno ci deruba. È una specie di rapimento della nostra coscienza che ci lascia in balia del nostro stesso sogno. Smettiamo di essere chi siamo e immaginiamo quello che non siamo da svegli.

3. Il compito del poeta

“Il principale compito del poeta è di liberare in noi il desiderio di sognare”. Questa citazione ci parla di sogni e poesia. Secondo quanto afferma il filosofo francese, il vero poeta è in grado di smuovere qualcosa che si nasconde nel nostro essere e che si risveglia proprio grazie al linguaggio poetico.

Bachelard non dà un nome preciso a quel “desiderio” che si risveglia. Nel suo testo originale, infatti, utilizza la parola “materia”. Indica, cioè, quella nostra facoltà che rimane spesso “ancorata” o stagnante nello spirito umano. In questo modo, l’obiettivo di un poeta non è quello di ricreare o far sospirare la gente, ma di risvegliare il lato sensibile dell’uomo che è la chiave per sognare.

4. Frasi di Gaston Bachelard: cosa c’è nel subconscio

“Il subconscio mormora incessantemente ed è ascoltando questi mormorii che si ascolta la verità”. Sebbene esista un dibattito sull’accuratezza della parola “subconscio” rispetto al termine “inconscio”, Bachelard ha sempre preferito parlare di subconscio, piuttosto che di incoscienza. Era fermamente convinto che bisognasse trovare un posto nello spazio a tutto. E lo spazio ha rappresentato per lui un concetto fondamentale del pensiero, ricco di significato.

Afferma che quell’area misteriosa, al di fuori della ragione cosciente, ci parla. Anzi non parla, sussurra. Lo fa in modo pazzo, assurdo e apparentemente disconnesso. Tuttavia, se ci fermiamo ad ascoltare, possiamo scoprire le grandi verità alla base della nostra esistenza.

Volto di donna nello spazio

5. Privarsi dell’immaginario

“Un essere, privato della funzione dell’irreale, è un nevrotico ugualmente privato della funzione del reale”. Una delle frasi di Gaston Bachelard che meglio rappresenta il suo pensiero.

In contrasto con quanto promosso nella nostra cultura, questo filosofo dà tanto valore all’irrazionale quanto al razionale. Senza l’irreale, non può esistere il reale.

Sostiene che quando una persona viene privata dell’irreale, cade in uno stato di malessere paragonabile a chi è privato del reale. Per la mente umana sia percepire (il reale) che immaginare (l’irreale) sono due facce della stessa medaglia. Al tempo stesso, è importante “pensare” come “creare”.

Gaston Bachelard ha esercitato una notevole influenza su importanti filosofi, come Roland Barthes e Michel Foucault. Molti suggeriscono di aprire un libro di Bachelard, a qualsiasi pagina, ogni volta che sentiamo che la dura realtà ci travolge. In questo modo potremo riscoprire il piacere dell’infinito.

  • Trione, A., & Lozano, M. G. (1989). Ensoñación e imaginario: la estética de Gaston Bachelard. Barcelona: Tecnos.