Freud: una vita piena di curiose passioni

· 8 aprile 2015

La passione per il Don Chisciotte
Freud imparò lo spagnolo da autodidatta, unicamente per il piacere di leggere il Don Chisciotte in lingua originale. Questo gli permise di revisionare personalmente la prima edizione in castigliano del suo libro, elaborata da Luis López Ballesteros.

Freud lo scrittore
Freud aveva grandi doti come scrittore, che gli furono riconosciute fin da quando era uno studente. Nel 1930 vinse il premio Goethe di letteratura nella città di Francoforte, in Germania, anche se una malattia gli impedì di ricevere personalmente il riconoscimento.

“Jofi” il suo fedele compagno
Riceveva i pazienti in presenza del suo fedele compagno Jofi,un chow chow che gli era stato regalato dalla figlia Anna. Freud notò che il suo cane aveva un’influenza positiva e tranquillizzante sui pazienti e riusciva quasi ad indicargli lo stato emotivo di ciascuno. Jofi lo aiutava nche a controllare la durata delle sessioni.

Le fobie del genio
Il padre della Psicoanalisi soffriva di due fobie che molti non conoscono. Aveva paura del numero 62, tanto da non prenotare mai un albergo che avesse più di 61 stanze, e aveva anche paura della felce.

L’austerità di Freud
Fu un uomo austero e poco propenso alla vita mondana. Aveva solo 3 vestiti, 3 paia di scarpe e 3 cambi di biancheria intima. Non amava gli eventi sociali, anche se spesso si riuniva con i colleghi nel Café Landtmann, sedendosi sempre allo stesso posto.

Il tabacco e il cancro
Fu un fumatore compulsivo e questo favorì la comparsa del cancro, che lo tormentò per ben 16 anni. Durante l’ultima tappa della sua esistenza, provò un dolore fisico enorme, a causa della sua malattia. Lo operarono 33 volte senza successo.

Abitudini irremovibili
Freud aveva della abitudini rigide che seguiva quotidianamente. Pranzava ogni giorno alle 13 in punto. Alle 14 in punto usciva per camminare e percorrere 3 km nei pressi dell'”Anello” di Vienna e in altre strade della città. Odiava il cavolfiore e mangiava raramente il pollo.

Freud il collezionista
Collezionava statuette antiche e spesso le sue passeggiate terminavano in negozi d’antiquariato, dove  comprava dei nuovi pezzi da aggiungere alla sua collezione, che diventò enorme. Oggigiorno la sua collezione è esposta nella sua casa-museo di Londra.

L’eutanasia

Freud morì nel 1939 tra atroci dolori causati dal cancro. Chiese al suo medico personale una morte assistita con iniezione di morfina. Viveva a Londra da un solo anno, dopo esser stato costretto ad abbandonare Vienna, dove passò gran parte della sua vita.