Friedrich Nietzsche: pensatore oltre il bene e il male

Nietzsche appare spesso come il filosofo che avvelenò culturalmente il popolo tedesco, anche se in realtà la sua eredità fu interpretata in maniera parziale e ingannevole dalle forze politiche dominanti dell'epoca.
Friedrich Nietzsche: pensatore oltre il bene e il male

Ultimo aggiornamento: 02 maggio, 2021

Quando pensiamo alla filosofia, normalmente vengono in mente nomi di autori del periodo classico come Aristotele, Platone o Epicuro. Ma pensando ad autori più recenti, probabilmente uno dei nomi che ci balzerà alla mente è Friedrich Nietzsche.

Nietzsche era profondamente interessato a tre tematiche, che sviluppò ampiamente nel suo lavoro: l’idea del superuomo, la fine della religione come modello di valori nella società moderna e le riflessioni sul bene e sul male.

La sua influenza si è estesa a molti altri pensatori, scrittori e figure importanti del XX secolo. La libera reinterpretazione di alcune parti dei suoi scritti fu usata come giustificazione per molte azioni del partito nazista negli anni ’30. Le idee di Nietzsche erano rivoluzionarie e costituivano una buona base per il nazismo, che le adattò alla propria ideologia.

Nietzsche pubblicò numerose opere e i suoi contributi alla filosofia ebbero un peso considerevole. I suoi testi, pur trattando questioni filosofiche, costituiscono letture eccezionali e offuscano, in qualche modo, la linea sottile che talvolta esiste tra il letterario e il puramente filosofico.

Nell’ultima fase della sua vita soffrì di una malattia mentale che lo avrebbe completamente allontanato dal suo lavoro. Rivediamo la vita e il lavoro di questo brillante pensatore.

Nietzsche è uno degli autori più rivoluzionari nella storia della filosofia. Le sue idee segnarono un prima e un dopo, rompendo drasticamente con la tradizione filosofica precedente.

Foto di Nietzsche.

I primi anni di vita

Friedrich Nietzsche nacque a Röcken bei Lützen, Prussia, il 15 ottobre 1844. Era il figlio di un predicatore luterano che instillò nel ragazzo un amore incondizionato per Dio e per la vita religiosa.

Suo padre morì in immensa sofferenza e profondo dolore quando Friedrich aveva solo quattro anni. Questo evento lasciò un segno profondo sul bambino, che non riuscì mai a riprendersi completamente dal lutto.

L’immenso amore che provava per il padre, che considerava una brava persona, e la sofferenza inviatagli da Dio con la sua morte prematura scossero le fondamenta della vita di Nietzsche, intrappolato in una profonda dissonanza cognitiva fin dalla tenera età. Non riusciva a capacitarsi di come un Dio gentile potesse inviare un simile tormento a qualcuno che lo aveva servito, come suo padre.

All’Università di Lipsia studiò una percorso di studi misto tra letteratura, linguistica e storia. Nella sua fase universitaria, incontrò Richard Wagner, per il quale sviluppò una profonda ammirazione. Più o meno nello stesso periodo, Nietzsche fu fortemente attratto dagli scritti di Arthur Schopenhauer.

Wagner e Nietzsche condividevano la passione per Schopenhauer; anche se, paradossalmente, questo sarebbe stato uno dei motivi portarono al declino della loro amicizia.

Le opere di Friedrich Nietzsche

Terminati gli studi, Friedrich Nietzsche insegnò come professore di filologia a Basilea; qui iniziò a prendere le distanze dal pensiero di Schopenhauer e a scrivere le sue prime opere incentrate sui nuovi valori della società moderna.

La sua amicizia con Wagner vacillò quando le idee del filosofo si rivolsero al processo morale che redime gli esseri umani dalla vita.

Wagner era apertamente antisemita e selvaggiamente egocentrico. Sembra che Nietzsche abbia finito per considerare le idee dell’amico come un tradimento del principio dell’estetica che esalta la vita sopra ogni altra cosa.

Negli anni Ottanta dell’Ottocento, affrontò un disturbo nervoso che lo costrinse a isolarsi completamente per lungo tempo. Ma questo isolamento fu, a sua volta, un periodo molto fruttuoso, che portò allo sviluppo dei punti chiave su cui si sarebbero basate le fondamenta del suo pensiero filosofico.

Durante questa fase, cominciò a prendere forma una delle sue affermazioni più famose: “Dio è morto, Dio resta morto e noi lo abbiamo ucciso”. Il nichilismo con cui sarebbe stato conosciuto cominciò a farsi strada prepotentemente nel suo pensiero, il suo rifiuto del cristianesimo e dei suoi valori come forza significativa nella società era sempre più rafforzato.

Perché il nichilismo? Perché Dio è morto? Non è che Dio sia morto nel senso più stretto del termine, ma che, per Nietzsche, non c’è più nulla in cui credere, non c’è più l’universalità dei valori morali.

Nietzsche distrugge i vecchi valori, rifiuta l’autorità e la sottomissione del gregge. Costruisce la sua idea di superuomo, di volontà di potenza, di creazione e di distruzione dei valori.

Nietzsche si è allontanò da ogni filosofia tradizionale, ci parla dell’idea dell’eterno ritorno e pone la volontà di potenza al di là del bene e del male. In questo modo, inizia a svilupparsi il pensiero di una delle figure che più ha contribuito alla filosofia contemporanea.

In questo periodo, Friedrich Nietzsche scrisse alcune delle sue opere più riconosciute: Così parlò Zarathustra, Al di là del bene e del male, Genealogia della morale, e Il crepuscolo degli idoli.

Le idee del superuomo, dell’individuo che si sforza di esistere al di là di ciò che è considerato buono e cattivo, vengono introdotte in Così parlò Zarathustra e completate in L’Anticristo. In quest’ultimo testo, il suo rifiuto assoluto del gregge, della sottomissione, diventerà ancora più evidente.

Libro antico.

Friedrich Nietzsche: ultimi anni e malattia

Nel 1889, Nietzsche ebbe un esaurimento nervoso che gli provocò un’incapacità mentale dalla quale non si sarebbe più ripreso. La sua malattia mentale all’epoca non poteva essere diagnosticata, anche se molti autori l’hanno attribuita a cause ereditarie, un tumore al cervello, la sifilide e persino all’uso eccessivo di sostanze sedative.

Quando fu incarcerato per la sua malattia mentale, era in isolamento nella casa di famiglia che divideva con sua sorella a Weimar, in Germania. Era il tempo in cui il partito nazista cominciava ad ottenere simpatizzanti in Germania, e la sorella di Nietzsche era una delle seguaci più ferventi delle nuove idee del nazismo.

Sembra che sia stata lei quella che, approfittando del deterioramento delle facoltà mentali del fratello, donò buona parte del suo lavoro agli amici del partito nazista.

Si crede persino che lei abbia organizzato visite a casa, per mostrare lo stato pietoso in cui versava suo fratello, come se fosse una specie di spettacolo macabro. Senza mai essersi ripreso, infine, il 25 agosto 1900 morì Friedrich Nietzsche.

Eredità e influenza

Nietzsche è considerato uno dei personaggi più influenti della filosofia del XX secolo. Il suo concetto del significato dell’esistenza, della moralità e dell’individualità delle persone ha influenzato in modo significativo il lavoro di altri grandi pensatori del XX secolo, come Sigmund Freud, Carl Jung o Michel Foucault, tra gli altri.

Negli anni immediatamente successivi alla sua morte, parte del suo lavoro fu impiegato anche dal partito nazista, che fece un uso fuorviante, selettivo e decontestualizzato di alcune delle sue idee più importanti.

In effetti, l’idea controversa del superuomo, nelle mani sbagliate, può essere utilizzata in modo negativo e interpretata come una superiorità di alcune persone su altre. Sì, Nietzsche era critico nei confronti del gregge, ma le sue idee erano molto lontane dal pensiero nazista.

Nietzsche, inoltre, contribuì notevolmente con la sua interpretazione dell’Apollineo e del Dionisiaco, applicandolo alle varie arti.

Pazzo o sano di mente? Ragione o irragionevolezza? Nietzsche era ben più di questo, uno di quegli autori che uniscono ragione e irragionevolezza, che mescolano i concetti di bene e male.

Si potrebbero scrivere molte pagine su Nietzsche e sui suoi contributi alla filosofia, ma non c’è modo migliore per entrare in Nietzsche che attraverso lo stesso Nietzsche. Vale a dire, immergersi nei suoi testi, nel suo lavoro, nella sua eredità fondamentale.

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