Padri-elicottero e mamme-agenda: genitori che dirigono la vita dei figli

· 11 ottobre 2016

Chiamiamo padri-elicottero e mamme-agenda quei genitori che vogliono controllare e organizzare totalmente la vita dei loro figli. Agiscono con le migliori intenzioni, ma finiscono per ledere la libertà dei loro ragazzi.

Un padre-elicottero e una mamma-agenda verificano di continuo i compiti per casa, gli esami e le attività dei bambini, impedendo loro di programmarsi la vita da soli.

Sono custodi di ogni dato e di ogni attività scolastica ed extrascolastica, provocando, così, una dinamica di vera e propria dipendenza. Di conseguenza, i bambini fanno più fatica a diventare responsabili dei loro doveri, delle loro attività e dei loro interessi.

bambina con vaso di Pandora

Padri-elicottero e mamme-agenda che lasciano il vuoto nei figli

Con questo atteggiamento iper-protettivo e con l’ansia di creare una campana di vetro attorno ai figli, finiscono per crescere ragazzi che non conoscono se stessi, incapaci di regolare le loro emozioni e che ignorano le loro necessità ed ambizioni.

Tale relazione tra genitori e figli risulta tossica: i bambini vengono rinchiusi in spesse bolle protettive che dovrebbero svolgere la funzione dell’armatura più resistente che c’è, ma che, in realtà, sono il seme dell’insicurezza più potente che si possa piantare. Questi bambini, inoltre, vengono sovrastimolati, non tollerano la frustrazione e la noia dato che sono in grado di rappresentare solo il ruolo passivo a cui sono abituati.

I genitori, nell’ansia di proteggere i bambini da qualsiasi male e di aiutarli ad essere brillanti, programmano con precisione ogni movimento dei loro fragili (secondo loro) figli.

adolescente di spalle con trecce

Nel 1969, Haim Ginott, nel suo libro “Between Parent and Teenager”, scriveva: “mia madre volava su di me come fosse un elicottero.” Questo fenomeno si è esteso socialmente e siamo arrivati al punto che molti genitori danno ingiustamente la colpa ai professori dei brutti voti dei figli.

I padri-elicottero e le mamme-agenda:

  • Prendono decisioni per i figli in ogni ambito della loro vita.
  • Controllano ogni movimento e cercano di compiacere subito i figli in ogni dettaglio.
  • Risolvono i problemi dei figli e cercano sempre di dar loro soluzioni.
  • Parlano sempre al plurale: “Quanto dovremo studiare per questa materia!”, “Quanti compiti che ci hanno dato!”, ecc.

Questo bisogno ossessivo di mantenere tutto sotto controllo finisce per essere devastante per i genitori, che subiscono un esaurimento. Cercano di offrire ai figli una vita piena di perfezione, amore e attenzione, dando loro tutte le risorse possibili e tentando di evitare che commettano errori che, invece, dovrebbero fare per crescere.

Alla fine, la realtà si mostra per quella che è e tutti i castelli costruiti in aria crollano. Le relazioni di questo tipo finiscono per soffocare: entrambe le parti sono frustrate ed estenuate e iniziano a vivere pesanti complessi e problemi emotivi.

mamma e figlia la mare mano nella mano

L’iper-protezione dei genitori che finisce per riflettere la depressione e l’ansia

Secondo alcuni studi, questo stile di educazione iper-protettiva ha conseguenze nefaste a breve e a lungo termine: gli effetti collaterali sono la depressione, lo stress e l’ansia. Un prezzo che non pagheranno solo i bambini, ma anche i genitori.

Questa situazione di disagio è dovuta al mancato rispetto di tre necessità emotive basilari: la percezione di autonomia, la percezione di competenza e la percezione di connessione con gli altri, soprattutto con i propri coetanei durante l’adolescenza. In questo modo, tutto ciò che limita lo sviluppo e la crescita emotivi ha conseguenze devastanti a livello personale e relazionale.

I bambini vanno educati con affetto e attenzione e questi due valori vanno dosati con buonsenso. Non possiamo intrometterci in tutte le sfere della loro vita né renderci responsabili dei loro obblighi, perché cresceranno sentendosi inutili, incompetenti e dipendenti. E questo è proprio il contrario di quello che vogliamo per loro, giusto?

Immagini per gentile concessione di Karin Taloyr e Claudia Tremblay