Genitori divorziati: la reazione dei figli dipende dall’età

· 10 ottobre 2017

Molti genitori pensano che la separazione riguardi solo loro. In realtà, questo non è vero, se ci sono di mezzo dei bambini. Nonostante si presti loro poca attenzione, i più piccoli soffrono per il divorzio, le discussioni, i malintesi e tutto ciò che può conseguire dalla rottura. Quella dei genitori divorziati può essere una situazione che molti bambini potrebbero non saper gestire da soli. Inoltre, è normale che abbiano dubbi al riguardo e bisogno che qualcuno, con pazienza e comprensività, li chiarisca.

Non è un caso che molti bambini con genitori divorziati finiscano per avere problemi a scuola, che alcuni comincino ad assumere alcool e droghe ad età molto precoce o che smettano di comunicare con la famiglia. I bambini soffrono quanto i genitori e anche di più, perché vedono che una delle prime relazioni che hanno come punto di riferimento fallisce.

Il 60% dei figli di divorziati ha bisogno di seguire un trattamento psicologico

Genitori divorziati: le conseguenze dipendono dall’età

Le conseguenze della separazione non sono le stesse se il bambino ha 6 anni oppure 2. Le circostanze, infatti, cambiano e il livello di maturità è ben diverso. Per questo motivo, a seconda dell’età, il bambino si vedrà più o meno influenzato dalla separazione dei genitori. Un elemento da tenere senz’altro in considerazione, visto che tutto ciò che lo influenza a questa età lo segnerà per gli anni a venire.

Un bambino che ha meno di 2 anni non capisce cosa sia un divorzio, tanto meno le conseguenze che ne derivano. Nonostante ciò, capisce che qualcosa non va o è diverso, che ci sono cambiamenti nello stato emotivo dei genitori e capisce se sono assenti o meno. Quest’assenza, spesso, si traduce in una sensazione di abbandono e, a causa del clima circostante, può avere conseguenze psicologiche notevoli se non viene trasmessa la dovuta sicurezza.

Figli con il padre

Un bambino tra i 2 e 3 anni si trova in una fase molto delicata, in pieno sviluppo. Se la separazione ha un grande impatto sul piccolo, la conseguenza può essere un notevole ritardo dello sviluppo: ritardo nell’acquisizione di determinate abilità psicomotorie, difficoltà di apprendimento linguistico e problemi nel controllo degli sfinteri. A quest’età un bambino non capisce cosa implichi un divorzio, desidera solo che i propri genitori continuino a stare assieme, cosa che rappresenta un sogno per lui.

Se il bambino ha tra 3 e 5 anni, sa già (o almeno intuisce) cosa sia un divorzio e cosa implichi, dunque farà molte domande. Il problema si presenta quando alla propria voglia di trovare risposte trova delle bugie che non lo convincono e che, di conseguenza, fomenteranno il suo sospetto per cui il mondo si sia trasformato in un luogo molto poco sicuro. Tra le paure che possono essere fomentate, c’è il timore di rimanere solo o che uno dei genitori lo abbandoni. Per questo, può mostrarsi possessivo con uno di essi (o con entrambi).

I bambini possono reagire con rabbia, tristezza o ira alla possibilità di un divorzio, a riprova del fatto che riguarda anche loro.

Il bambino tra 6 e 12 anni è molto più empatico e riesce persino a mettersi nei panni dei genitori, anche se spesso alimenta la speranza che continuino a stare assieme. Lo fanno gli adulti, a volte, perché non dovrebbe farlo un bambino?

Bambino con genitori divorziati

Tuttavia, bisogna fare attenzione, perché una delusione al riguardo – capire che ciò non accadrà – può avere un grande impatto emotivo, anche molto più forte della stessa separazione. Pensare che una situazione sia transitoria non è come pensare che sia permanente: probabilmente l’adattamento da mettere in atto è lo stesso, ma l’impatto emotivo non sarà lo stesso.

Bisogna pensare, dunque, che un bambino a quest’età, nonostante la sua maturità, è ben lungi dall’aver completato il proprio sviluppo emotivo. Ci sono processi che non comprenderà, come il fatto che due persone innamorate abbiano deciso di non stare più assieme. La sensazione di vivere in un mondo le cui regole complesse gli sfuggono potrebbe avere la meglio.

In questa fascia d’età, il bambino potrebbe sviluppare due “strategie di confronto”. Potrebbe “disimparare” le abilità che aveva acquisito sul piano emotivo o mostrarsi forte mentre nasconde un dolore e una paura molto profondi. Nel secondo caso, impara a non esprimere i propri sentimenti, cosa che influenzerà la sua vita da adulto.

Genitori divorziati e la comunicazione con i figli

Una separazione provoca effetti diversi a seconda dell’età del bambino. Per tale motivo, nonostante ci si senta distrutti e non se ne abbia voglia, occorre sempre prendersi cura dei dubbi e delle preoccupazioni dei più piccoli, comunicare con loro e far sapere loro che, nonostante tutti i cambiamenti che avverranno, li ameremo sempre e potranno contare su di noi.

Dobbiamo pensare anche che il bambino si dà la colpa di questa separazione. Probabilmente crede che il suo comportamento abbia portato i suoi genitori a volersi separare. I genitori devono parlare con lui e fargli capire che non è responsabile – né colpevole – di quanto sta accadendo.

Famiglia separata

Nel farlo, occorre cercare di essere chiari con il piccolo. Non è utile dissimulare l’accaduto, credendo che non capirà la situazione. I bambini capiscono più di quanto pensiamo (soprattutto, di ciò che pensano i genitori), e hanno bisogno di sapere che cosa è successo. Essere chiari, diretti, non mentire e adattare il discorso alla loro età è molto importante perché si sentano amati.

Molti genitori divorziati provano a mettere il figlio contro l’altro genitore, una cosa enormemente dolorosa e dannosa.

Nella coppia, molti si concentrano su sé stessi senza pensare alle emozioni dei figli. Ciò li fa sentire abbandonati o poco apprezzati. Tuttavia, non si può evitare di parlare con loro di una situazione così importante. Perché, nonostante non si veda, probabilmente stanno gestendo una ferita che, se non curata, diventerà sempre più grande col passare degli anni.