Mi piace la gente che sa essere un sole quando la vita è coperta dalle nuvole

18 agosto 2016 in Emozioni 9 Condivisi

Ci sono persone che sanno come starci accanto quando abbiamo più bisogno di loro. Ci sono persone che sanno come essere un sole nei momenti in cui le nuvole ricoprono la nostra vita, che resta intrappolata in una tempesta che non vuole farci uscire.

La verità è che ci sono persone speciali che sanno riconoscere in se stesse la bellezza di un sorriso che nasce dall’anima, che non ingannano gli altri e che si mostrano giuste e serene con se stesse e con il mondo. Una specie rara, certo, ma non del tutto estinta.

Ovviamente, come tutti, anche queste persone che sanno come “essere un sole” commettono alcuni errori e hanno dei difetti, eppure si distinguono dagli altri perché sono in grado di illuminare con un sorriso una giornata coperta dalle nuvole, dai pensieri negativi e dalle brutte esperienze. Questo nostro articolo è dedicato a loro.

mani energia

“Te lo giuro… ci sono persone che sono magiche. Le ho viste. Si trovano nascoste in tutti gli angoli del pianeta. Mascherate da persone normali. Mimetizzano il fatto di essere speciali. Cercano di comportarsi come gli altri. Eppure, a volte, riuscirci è tanto difficile quanto trovarle.

Ma quando le trovi, non si torna più indietro. Non puoi liberarti del loro ricordo. Non dirlo a nessuno, ma si dice che la loro magia sia talmente forte, che se ti toccano una volta, lo fanno per sempre”.

-Autore anonimo-

L’importanza di ascoltare con empatia

Ascoltare con empatia o in modo attivo è un’abilità tipica delle persone che sanno come “essere un sole in una giornata immersa nell’oscurità”. Grazie a questa pratica, è possibile ascoltare e captare il messaggio emotivo e personale che vuole trasmettere chi ha appena avuto una giornata difficile.

Una persona che sa come ascoltare con empatia, fa attenzione al suo interlocutore con l’intenzione di capire i suoi sentimenti e di apprezzare il punto di vista dal quale interpreta la brutta giornata che sta vivendo. Perché solo così è possibile comprendere il quadro che circonda il momento che quella persona sta affrontando.

Amiche che si tengono per mano

In questo modo, il nostro cervello, che non lascia nulla al caso, concepisce questo coinvolgimento come un interesse sincero ed affettuoso, il che favorisce la produzione di sostanze come la serotonina, la dopamina e l’ossitocina, che facilitano la nascita di un legame emotivo.

Abbracciare un paio di occhi tristi significa accogliere e sostenere il mondo in cui viviamo, la lotta condivisa e il supporto emotivo.
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I cuori pazienti che sanno come ascoltare

Come abbiamo già detto in altri articoli, gli occhi tristi hanno bisogno di meno parole e di più abbracci. Perché, quando abbiamo appena affrontato una brutta giornata, apprezziamo di più un cuore paziente che ci ascolti, piuttosto che una mente brillante che ci parli.

La necessità di parlare e condividere i propri sentimenti attraverso le parole, gli abbracci, i pianti e le carezze è una risposta al modo che ha la nostra mente emotiva di auto-regolarsi, per riuscire a mettere ordine in mezzo al caos.
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Ciò significa che è un modo di darsi il permesso di provare emozioni e di comprendere, mettendo da parte la negazione di quest’ultime e, quindi, lasciandosi alle spalle il terreno dell’incomprensione e dell’incertezza di sentirsi soli in un momento nel quale abbiamo bisogno di una compagnia paziente ed incondizionata.

Felice

Così, avere qualcuno accanto che sia un esperto nel “comportarsi come un sole” durante le giornate più buie, ci permette di andare avanti lungo un’autostrada e non lungo una strada secondaria in pessimo stato che ci costringe a fermarci 20 volte prima di poter raggiungere la destinazione del nostro benessere.

L’umiltà, la semplicità e la bontà sono tre pilastri fondamentali che ci aiutano ad “essere un sole” nei momenti in cui anneghiamo in un oceano di confusione e problemi. Per essere davvero grandi persone, bisogna stare accanto alla gente, e non sopra di loro.

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